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ADESSO: DER LERNKRIMI +21 UBUNGEN


Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 10/2018 vom 26.09.2018
Artikelbild für den Artikel "ADESSO: DER LERNKRIMI +21 UBUNGEN" aus der Ausgabe 10/2018 von Adesso. Dieses epaper sofort kaufen oder online lesen mit der Zeitschriften-Flatrate United Kiosk NEWS.

Bildquelle: Adesso, Ausgabe 10/2018

ESERCIZIGIOVANNA IACONO
ILLUSTRAZIONI NAZARIO GRAZIANO

MEDIO

LA TE STIMONE

Ein Mordfall, eine verschwundene Zeugin, ein Kommissar mit einer besonderen Leidenschaft: eine spannende und bewegte Geschichte vor dem Hintergrund einer der schönsten Regionen Italiens. Lesen Sie unseren Lernkrimi und testen Sie Ihr Textverständnis mit 21 Übungen!


1

Il commissario Markus Falkenberg in questo momento si sente in cielo. Sta volando a qualche metro dall’acqua.
Tutti i fine settimana, soprattutto in estate, si dedica al kitesurf, la sua passione. Ha una tavola sotto i piedi e un aquilone, ilkite , sopra la testa. ...

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Il commissario Markus Falkenberg in questo momento si sente in cielo. Sta volando a qualche metro dall’acqua.
Tutti i fine settimana, soprattutto in estate, si dedica al kitesurf, la sua passione. Ha una tavola sotto i piedi e un aquilone, ilkite , sopra la testa. Quando si lancia in alto, sfruttando la forza del vento, vede tutta la costa. La costa che ama e che tanti anni fa, quando è venuto in Italia, lo ha convinto a rimanere.
Markus fa un salto, gira due volte su se stesso alternando la presa delle mani sulla barra. Ricade in piedi sull’acqua. Oggi il vento è forte. È un giorno perfetto. Ancora un’acrobazia, poi decide di tornare a riva.
Sulla spiaggia, mentre tira la tavola sulla sabbia, gli viene incontro Antonio, il bagnino.
“Ehi Markus”, gli dice. “Bello oggi, eh? Ma cambia, gira a libeccio…”
“Tu dici che piove?”
“Non lo dico io commissario, lo dicono le previsioni alla radio”.
Antonio ha avuto problemi di droga, in passato. Markus lo sa. Sa anche che non ha avuto una vita facile. Quando era piccolo, suo padre, un commerciante, è stato ucciso dalla Sacra Corona Unita, la mafia pugliese.
“Antonio, secondo te Santina me le fa due linguine allo scoglio?”
Santina è la padrona del ristorante dietro la spiaggia. “Non so”, dice Antonio. “Sono le tre, mi sa che sta chiudendo. Ma se glielo chiedi tu, di sicuro tiene aperto”.
“Vieni a mangiare con me?”
“Io con te?” fa Antonio mostrando il bianco degli occhi in contrasto con la pelle abbronzatissima. “Un ex tossico e un commissario di polizia a pranzo insieme? No, non è il caso”. E se ne va ridendo.

2

Il commissario Falkenberg invidia un po’ gli italiani che in estate diventano scuri come arabi dopo poche ore di sole. Lui è il tipico tedesco, nato a Bonn. È biondo e ha la pelle delicata. Dopo settimane di creme solari e scottature ha acquistato un colore dorato. “Sembro un pollo arrosto”, pensa mentre si cambia, guardandosi nello specchio della cabina.
Cammina sulla spiaggia per andare da Santina e tre ragazze lo guardano. Una di loro gli manda un bacio. Lui sorride un po’ imbarazzato. Forse hanno voglia di divertirsi. Continua per la sua strada.
Mentre va verso il ristorante si sente un po’ simile a quel commissario che gli piace tanto, quello siciliano delle serie televisive, Montalbano.
“Ecco il poliziotto più bello di tutta la Puglia”, gli urla Santina quando lo vede. Solo due tavoli sono occupati. “Siediti, dai, che ti faccio le linguine”.
Lui si siede e Santina si china su di lui per dargli un bacio sulla fronte. Indossa una canottiera e Markus si trova con il mento posato sul suo grande seno. “Eh, peccato che non ho vent’anni di meno”, dice la donna. “Ma ti sei fidanzato?”
“No, non ancora”, risponde Markus.
Non è proprio vero. Da qualche tempo nella sua vita c’è Serena, una ragazza pugliese. Solo che Serena fa il pubblico ministero e lavora in tribunale. La storia tra loro è segretissima.
“Vuoi che ti presento io qualche bella ragazza?” “No, grazie, Santina. Posso farcela da solo. Piuttosto, tu che dici? Domani piove?”
“Non domani, commissario mio, oggi”.

Mentre mangia, Markus ripensa alla sua vita. Alla morte di suo padre, alla sua mamma italiana e alla decisione, a 18 anni, di diventare cittadino italiano, trasferirsi in Italia per studiare Legge ed entrare in Polizia, come il bisnonno. Nella zona in cui vive c’è tanta droga. E ci sono quelli che riescono a uscirne, come il bagnino Antonio, e quelli che non ci riescono.

3

Il vento è davvero cambiato e ha portato la pioggia. Meglio così, tanto deve passare il resto della domenica in commissariato. In ufficio trova l’agente Lorusso in piedi davanti alla porta della sua stanza. È un gran chiacchierone, ma è anche uno che ama il suo lavoro. A volte il commissario Falkenberg la sera deve mandarlo via a pedate.
“Che c’è, Lorusso?”
“Commissario, hanno trovato un morto”.
Ecco, non bastava la pioggia, ci voleva pure il morto a rovinargli la domenica. E lui che stava pensando di fare le cose che non ha mai il tempo di fare. Un po’ di lavoro d’ufficio, il backup del suo computer.
“Capisco. E si sa qualcos’altro?”
“L’hanno ammazzato, commissa’. Era uno spacciatore di zona”.
La droga. Sempre e solo la droga. In quella zona muove tutto, il traffico di cocaina, di eroina e di quelle pasticche che servono a far sballare i ragazzi di sedici anni in discoteca. Markus si sente improvvisamente stanco. “Capisco. C’è andato qualcuno?”
“Ho telefonato al questore. Ha detto che ci dobbiamo andare io e Lei”.
Il questore. Markus gli ha scritto un paio di mail un po’ nervose, ultimamente. Per difendere i suoi agenti che lavorano troppo. Fanno turni massacranti e non riescono a dedicarsi alla famiglia. E quello adesso si vendica mandandolo a guardare tutti i morti ammazzati della provincia. Lo sa, che lui ha lo stomaco delicato. Lo fa apposta.
“Va bene. È pronta la macchina?”
“Sì, commissario”.

4

Lo hanno massacrato. Ottanta o novanta coltellate. Forse cento.
Il numero esatto lo stabilirà l’autopsia. Il corpo è dentro a un piccolo furgone.
Un agente gli ha detto che probabilmente gli assassini hanno convinto la vittima a salire con loro là dentro. E poi hanno cominciato a prenderla a coltellate.
“Dovevano essere tutti fatti, commissario. Un lavoro così non lo fa una persona normale”.
“Quanti erano?”
“Non lo sappiamo. Probabilmente tre o quattro. Meno di tre no, troppe coltellate. Più di quattro nemmeno, il furgoncino è troppo piccolo”.
Il commissario Falkenberg guarda dentro. Vede il corpo. Maglietta piena di sangue, impossibile capire di che colore era. Jeans e scarpe da ginnastica. Un odore violento, di macelleria e di stalla, gli salta in faccia. Markus si allontana di qualche passo. Vomita sul marciapiede.
“Come si chiamava?” domanda poco dopo all’agente. “Giampaolo Pirani”.
“Come avete fatto a identificarlo?”
“Lo conoscevano tutti, in zona. Spacciava da anni e qualche volta lavorava per noi. Era un informatore. L’avranno ammazzato per questo”.
Una macchina nera si avvicina. Ha il lampeggiante acceso.
“È arrivato il magistrato, commissario”.

Uno sportello si apre. Scende Serena. Markus le va incontro, lei gli stringe la mano.
“Buongiorno, dottoressa Giorgi”.
“Buongiorno, commissario” dice lei molto formalmente.
“È già arrivata la squadra rilievi tecnici?”
“No, dottoressa”, risponde.
“È questione di minuti”.
“Bene”. Poi abbassa la voce e in un sospiro gli dice: “Stasera a casa tua…”

5

Lunedì. Piove, ma non così forte e tanto a lungo da ripulire l’aria dall’afa. Markus non si è ancora ripreso dal malore del giorno prima. Lo stomaco protesta, ha un senso di nausea.
La sera prima Serena è venuta a trovarlo nel suo piccolo appartamento all’ultimo piano di un palazzo del centro.
Hanno mangiato qualcosa insieme, hanno fatto l’amore. Poi c’è stata una discussione.
Lei voleva passare un fine settimana con lui. Per il prossimo weekend lui aveva già in programma di prendere la macchina per andare a fare kitesurf cento chilometri più a sud. Ecco perché Serena si è arrabbiata, poi ha capito che quella passione è importante per lui. Solo che era triste, quando se n’è andata.
Ma non basta. In ufficio il condizionatore d’aria è rotto da una settimana e non l’hanno ancora riparato. I tecnici stanno prendendo tempo perché l’ultima volta sono stati pagati dalla Polizia con un anno di ritardo. Fuori ci sono 35 gradi. Dentro anche.
Gli portano l’unica testimone che hanno trovato. È una ragazza molto giovane. Dice di chiamarsi Florentina ed è straniera. Markus guarda la fotocopia del passaporto. Viene dal Montenegro. Sulla foto ha una catenina con una pietra blu al collo. La stessa che indossa in questo momento.
Lui le chiede da quanto tempo conosceva la vittima. Tre anni, risponde lei. Ma quando le domanda se conosce gli assassini, la ragazza scoppia a piangere.
“Commissario, io li conosco, ma ho paura. L’avevo detto a Giampaolo. Volevo portarlo via, cambiare città con lui, uscire dal giro, trovare un lavoro normale. Adesso sono sola e lui non c’è più. Quelli sono animali. Ora ammazzeranno anche me”.
Lui cerca di calmarla. Le offre un bicchiere d’acqua. Improvvisamente, fuori dalla porta, sente urlare.

6

In corridoio c’è un uomo anziano, piccolo, che grida in preda a una crisi di nervi. È rosso in faccia. Lorusso e altri due agenti lo trattengono. Su una delle sedie accanto alla porta della stanza, Markus vede una vecchia vestita di nero che piange.
“Dov’è mio figlio”, urla l’uomo. “Voglio vedere mio figlio”.
Markus capisce subito. Il vecchio è il padre di Giampaolo Pirani, lo spacciatore ucciso. La donna sulla sedia è la madre. Fa cenno ai suoi uomini di lasciare il vecchio.
Lo abbraccia.
“Le faccio le mie condoglianze, signor Pirani”, gli dice tenendolo stretto. Quello si irrigidisce per un attimo.
Poi il suo corpo si scioglie, si mette a piangere. Qualche minuto dopo sono seduti in ufficio. Il commissario Falkenberg è dietro alla scrivania, i due vecchi sono seduti davanti a lui. La donna piange in silenzio.
L’uomo si tiene la testa tra le mani. Lorusso è in piedi. “Se la sente di parlare un po’ con me, signor Pirani?” domanda Markus.

“Sì, certo”, risponde il vecchio. Markus fa cenno a Lorusso, che discretamente esce dalla stanza.
Quei due gli ricordano tremendamente i suoi genitori.
La madre vive ancora a Bonn. Markus la vede una volta l’anno, a Natale. Vive in Italia da quindici anni e lei è venuta a trovarlo due volte. La prima per la discussione della sua tesi di laurea in Giurisprudenza, all’Università di Bari. La seconda quando ha vinto il concorso per entrare nella Polizia italiana.
“Da quanto tempo non vedevate vostro figlio?”
Il vecchio respira profondamente. Inizia a raccontare una lunga storia. Dice che loro sono di Salerno e hanno sempre lavorato onestamente. Hanno un negozio, una pescheria. Il loro unico figlio era andato via anni prima. Lo sentivano due volte la settimana. Aveva detto di essere impiegato al Comune e loro gli avevano creduto.
Ieri sera sono venuti a sapere che è morto e che era uno spacciatore di droga. Il mondo gli è crollato addosso.
Un tuono. Markus guarda pensieroso fuori dalla finestra.
Il tempo sta cambiando ancora. C’è aria di tempesta. Improvvisamente gli torna in mente Florentina, la testimone.
“Lorusso”, urla. I vecchi lo guardano stupiti. Lorusso entra nella stanza. “Dov’è finita la testimone?”
“Non lo so, commissa’. È andata via”.

7

È passato un mese. Ultimamente non ha fatto molto kitesurf. In compenso ha passato un bellissimo fine settimana con Serena, alle isole Tremiti.
Gli uomini di Markus hanno arrestato tre persone. Sul luogo del delitto la polizia scientifica ha trovato il Dna di uno di loro. Lo hanno identificato facilmente, grazie allo schedario centrale della Polizia di Stato. Ovviamente aveva precedenti penali: per droga, ma anche per altri piccoli reati. Niente violenze, solo furto, ricettazione, cose così. Come avrà fatto a diventare un assassino?
Non è stato difficile trovarlo. Questa gente è sempre drogata, non fa attenzione a come si muove. Lo hanno preso al solito posto, quello dove spacciava. È bastato fermarsi lì per mezza giornata con due agenti in borghese e quello è arrivato. Le manette gliele ha messe Markus in persona.
In commissariato lo ha interrogato. Ha confessato quasi subito. Ha detto che lui non voleva, che con il coltello non ci sa fare. E ha denunciato gli altri due.
Il secondo assassino ha confessato. Solo il terzo continua a negare, ma gli altri lo accusano e non ha praticamente nessuna possibilità di cavarsela.
Con l’arresto dei tre balordi Florentina non c’entra. La ragazza è scomparsa dal giorno del suo interrogatorio e non l’hanno più ritrovata.
Il giorno prima, in macchina, Lorusso gli ha detto: “Prima o poi la ritroveremo in qualche discarica, commissa’.
Di sicuro l’hanno già ammazzata. Quella è gente brutta”.
Markus non si rassegna. Ha messo due agenti a cercarla. Nell’ambiente della droga nessuno sa niente, o se sa non parla. Florentina sembra sparita nel nulla.
Markus ha raccolto informazioni su di lei. Precedenti penali per spaccio di droga, come il suo ragazzo Giampaolo.
E poi piccoli furti. Una volta l’hanno arrestata insieme a un gruppo di prostitute e trans durante una retata. Ma qualcosa di Florentina lo ha colpito, l’unica volta che l’ha vista. Gli è sembrata una ragazza buona, finita nel giro sbagliato.
Probabilmente ha ragione Lorusso. Devono averla uccisa, per vendetta o per impedirle di parlare. Di certo avranno pensato che è stata lei a denunciare i tre assassini.
Ora Markus spera solo una cosa: che quelli del racket non le abbiano fatto troppo male quando l’hanno ammazzata.

Ah, c’è un’altra novità: i genitori della vittima sono tornati in città. Vogliono assistere al processo, dicono. Guardare in faccia gli assassini del figlio.

8

Al processo oggi parla il medico legale, chiamato per descrivere come è stato ucciso Giampaolo Pirani. I tre presunti assassini, sul banco degli imputati, hanno l’aria indifferente. Uno ha un sorriso storto sulla faccia.
Markus, seduto in fondo all’aula del tribunale, li guarda e cerca di capire che gente è, che cosa hanno dentro. Gli torna in mente Florentina. Se l’hanno presa gli amici di quei tre, di sicuro l’hanno ammazzata. Guarda il cellulare per vedere se ci sono messaggi dei suoi agenti. Niente. Anche Serena è in aula, in rappresentanza della procura.
Mentre il medico parla, guarda le sue carte. Markus sa che ha lo stomaco delicato, esattamente come lui. Si scambiano solo un’occhiata, poi lei torna a guardare le carte.
Il padre della vittima è uscito dall’aula. Markus l’ha visto allontanarsi, bianco in faccia. La madre, invece, è rimasta al suo posto. Assiste alla relazione del medico. Guarda le foto del figlio morto con il volto impassibile. Ascolta la descrizione di ogni singola coltellata.
Il commissario Falkenberg la osserva. Capisce che quella donna è la più forte di tutti. Più forte di suo marito. Più forte di lui. Più forte anche degli assassini, che in quel momento sembrano finiti per caso in un’aula di tribunale.
Quando esce dall’aula, il padre di Giampaolo Pirani lo ferma.
“Commissario – gli dice –, noi dopo la sentenza ce ne torniamo a Salerno. Dobbiamo riaprire il negozio. Quindi, se non le dispiace, io la saluto adesso”.
Markus gli dà la mano. Lo abbraccia ancora una volta.
Poi abbraccia anche la vecchia. Per un attimo rimane come ipnotizzato dalla pietra che porta al collo, che è dello stesso colore blu del mare.
Quando i vecchi voltano le spalle ed escono dal tribunale, sente di essere stato sconfitto. Un morto, due vecchi soli, una ragazza che probabilmente è stata uccisa dal racket della droga. È un mondo brutto.

9

Markus è a letto, quando il telefono squilla.
“Pronto, commissa”. È la voce di Lorusso.
“Ciao, Lorusso. Sono le cinque di mattina. Ti senti solo?”
“Be’, sa, commissario. Il turno di notte è lungo e allora mi sono messo a fare qualche ricerca”.
“E che cosa hai scoperto?”
“Che il padre del morto… il signor Pirani…”
“Sì? Forza, Lorusso. Devo tirarti fuori le parole con le pinze?”
“Insomma, ha precedenti per droga. Nascondeva l’eroina dentro il pesce. È una storia molto vecchia, però…”.
In quel momento gli torna in mente la pietra blu. Quella che la madre del morto portava al collo il giorno prima. La stessa che aveva visto al collo di Florentina.
Tre minuti dopo Markus è in macchina. Dieci minuti dopo è in commissariato.
“Commissario…”
“Lorusso, tira giù dal letto Serena… voglio dire, la dottoressa Giorgi. Ci serve un mandato di perquisizione”.

10

È giorno fatto quando il commissario Falkenberg e l’agente Lorusso suonano il campanello. Ad aprire la porta viene il vecchio padre di Giampaolo Pirani, lo spacciatore ucciso.
“Commissario, buongiorno. È un onore, quello che ci fa”. “Mi fa entrare, signor Pirani? O vuole vedere il mandato di perquisizione?”
“No, la prego, entri pure.”
La casa è quella che i Pirani hanno preso in affitto in città per assistere al processo. Vicino alla porta d’ingresso ci sono delle valigie. I due vecchi stanno per tornare a Salerno, evidentemente. In cucina c’è la madre di Giampaolo.

“Lo prendete il caffè?”, domanda.
Il commissario Falkenberg guarda la pietra al collo della donna. Poi guarda Lorusso, che ha fatto il turno di notte e ha un viso molto stanco, con due occhiaie nere. “Siamo in servizio, però… va bene, signora”.
Il vecchio fa segno ai due poliziotti di seguirlo in salotto. Si siede sul divano, li fa accomodare su due poltrone. Ha lo sguardo serio, quasi cattivo.
“Come mai è venuto da noi stamattina, commissario?”
“Ho una domanda da farle, signor Pirani”.
“Mi dica”.
“Voi non siete tornati solo per assistere al processo, vero?”
“No, commissario.”
“Lei quelle persone che hanno ucciso suo figlio le conosceva, vero?”
“Sì, le conoscevo. Ma adesso sono un onesto commerciante. Sono fuori dal giro da molto tempo. E speravo la stessa cosa per mio figlio”.
“Perché siete venuti?”
“Perché qui, in questa città, c’era una cosa che apparteneva a nostro figlio. E noi volevamo salvarla. Venga”.
Il vecchio si alza, va in corridoio. Markus fa cenno a Lorusso di restare seduto in poltrona e lo segue. Ha le gambe che tremano un po’. Il vecchio apre una porta, entra in una stanza buia. Si fa di lato, lascia entrare il commissario Falkenberg.
Per qualche attimo Markus non vede nulla, perché gli occhi non si sono ancora abituati all’oscurità. Sente la presenza della vecchia dietro di sé. D’un tratto qualcosa si muove davanti a lui. Una figura umana si è alzata da un letto. Una mano gli sfiora le dita.

“Ecco, commissario”, dice la madre di Giampaolo dietro di lui.
“Florentina è con noi”.
Ora c’è una mano minuta e fresca nella sua. “Commissario, io vado con loro”, dice una voce. È la ragazza, che gli parla vicino all’orecchio. Ora che i suoi occhi si sono abituati alla penombra la vede, la riconosce.
“Sì”, dice il vecchio. “La portiamo a Salerno. Può lavorare con noi in pescheria. Almeno per un po’ di tempo. Qui è in pericolo. Lei però non deve dirlo a nessuno. Quella gente fa paura”.
Il commissario Falkenberg guarda la vecchia. La pietra blu colore del mare splende anche nella penombra. Si è ripreso. Ora la sua mente è chiara. Florentina è viva. Finalmente una buona notizia.
La prima da mesi.
“Non dirò nulla a nessuno”, dice.
“Anzi, non sono mai stato qui.
Buona fortuna”.
Torna in salotto, Lorusso lo guarda con aria interrogativa.
“Andiamo”, gli dice. “Qui abbiamo finito”.

11

Il commissario Falkenberg è praticamente in cielo. In piedi sulla tavola, a qualche metro dall’acqua, vede la costa che ama e che lo ha convinto a rimanere in Italia. Pensa al suo lavoro. In fondo fare il poliziotto non è male. Anzi, è il lavoro che ha scelto e che ama.
In lontananza, una donna lo saluta dalla spiaggia. È Serena. Markus dirige la tavola verso la riva. Oggi ha con lei un appuntamento importante. Deve insegnarle a fare kitesurf.

Soluzioni:
Esercizio 1: Tutto vero? Non sono corrette le frasi: 1, 2, 5, 6, 7.Esercizio 2: Falsi alterati 1. lampone (non è l’accrescitivo dilampo )
2. tacchino (non è il diminutivo ditacco ) 3. mattone (non è l’accrescitivo dimatto ) 4. bottone (non è l’accrescitivo dibotto ) 5. focaccia (non è il dispregiativo difoca ) 6. cerotto (non è il vezzeggiativo dicero ) 7. mulino (non è il diminutivo dimulo ).Esercizio 3: Che tempo fa? 1. Il vento è forte 2. Bello oggi? 3. (Il tempo) cambia 4. (il vento) gira a libeccio 5. piove.Esercizio 4: I pronomi 1.lo guardano 2.gli manda
3. chegli piace tanto 4.ti faccio.Esercizio 5: Le linguine allo scoglio 1. vongole 2. cozze 3. gamberi 4. scampi 5. calamari 6. pomodori
7. olio 8. prezzemolo 9. aglio 10. vino.Esercizio 6: Significati opposti 1. chiacchierone 2. stanco 3. nervose 4. massacranti 5. delicato.

Soluzioni:
Esercizio 7: Ruoli diversi 1. agente 2. commissario 3. questore.Esercizio 8: Verbi e preposizioni 1. di 2. di 3. a 4. a 5. a 6. di.Esercizio 9: Solo supposizioni 1. c; 2. d; 3. b; 4. a.Esercizio 10: Cosa prova Florentina? 1. paura 2. triste 3. spaventata 4. confusione 5. nervosa 6. preoccupazione.Esercizio 11: Dal presente al passato 1. ha chiesto 2. ha risposto 3. ha domandato 4. conosceva 5. è scoppiata.

Soluzioni:
Esercizio 12: Formule per ogni occasione 1. d (formale: Le porgo le mie condoglianze…); 2. f; 3. e (anche: Auguri!); 4. c; 5. a; 6. b.Esercizio 13: Verbi pronominali 1. va via 2. È in grado di, È disposto a 3. venire fuori da una situazione difficile 4. riuscire in qualcosa, essere capace di fare qualcosa.Esercizio 14: Lessico criminale 1. furto 2. ricettazione 3. delitto 4. spaccio.Esercizio 15 Verbi polizieschi 1. interrogare 2. indagare 3. arrestare 4. sorvegliare.Esercizio 16: Cosa significa? 3. … indossano abiti civili, non la divisa.

Soluzioni:
Esercizio 17: Confronti 1. a.la più forte b.più forte c.più forte d. Più forte 2. il più 3. più 4. il più.Esercizio 18: Significati affini 1. vecchio 2. stanco 3. onesto 4. buia 5. minuta 6. chiara.Esercizio 19: Linguaggio legale 1. imputato, accusata, reato, penale 2. aula, tribunale, testimoniare, giudice 3. presunti, precedenti. Esercizio 20: L’attrezzatura dakitesurf 1. d; 2. b; 3. a; 4. c.Esercizio 21: I personaggi 1. g; 2. c; 3. f; 4. e; 5. d; 6. b; 7. h; 8 a.