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BELLO, IL BAGNINO!


Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 9/2021 vom 28.07.2021

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AUF S. 64 VERSION A2

MEDIO

Artikelbild für den Artikel "BELLO, IL BAGNINO!" aus der Ausgabe 9/2021 von Adesso. Dieses epaper sofort kaufen oder online lesen mit der Zeitschriften-Flatrate United Kiosk NEWS.

Bildquelle: Adesso, Ausgabe 9/2021

Occhiali da sole, collana d’oro, abbronzatura, maglietta rossa d’ordinanza e sedia da regista. Scommetto che avete indovinato di chi sto parlando. Sì, proprio del bagnino, protagonista di storie a metà fra il mito e la realtà. Un’istituzione e una certezza della vacanza italiana. Lo trovi sempre lì, seduto sotto il suo ombrellone, che scruta il mare, risponde a qualche domanda e, all’occorrenza, sistema sdraio e lettini. Nell’immaginario collettivo conquista tutte, straniere e non, e passa l’estate fra passeggiate mano nella mano sulla battigia e albe vissute in riva al mare. I più famosi erano in passato quelli di Forte dei Marmi, del Lido di Venezia, di Rimini e della riviera romagnola in generale. Si trovavano qui, infatti, gli stabilimenti presi d’assalto dalle turiste tedesche, svedesi, svizzere, olandesi, che arrivavano con voli charter. Sole, emancipate ...

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... e libere. L’uomo italiano in generale, e il bagnino nello specifico, esercitava su di loro un fascino particolare (e naturalmente valeva anche il contrario). Tutto questo succedeva fra agli anni Sessanta e Novanta, e se fino a qualche decennio fa la sessuologa svedese Milena Ivarsson consigliava alle sue pazienti qualch settimana di vacanza sulle coste italiane per riprendersi dalla depressione, oggi il fascino del bagnino sembra aver perso ogni appeal. In un sondaggio realizzato per la rivista le Vie del Gusto, il 79% delle turiste intervistate ha dichiarato di non cedere più alle lusinghe dei maschi tricolore, che hanno perso il savoir faire da latin lover e non sanno più essere divertenti come un tempo. E quando capita di perdere la testa, nella maggior parte dei casi non è per il bagnino, ma molto più spesso per uno studente o un animatore turistico.

UN PROFESSIONISTA VERO

Sono finiti i tempi d’oro del bagnino-vitellone? Sembrerebbe proprio di sì, stando anche al film-documentario Bagnini e bagnanti di Luca Legnani e Fabio Paleari, incentrato proprio su questa professione. I due registi hanno girato per due anni nelle spiagge italiane, da Rimini e Riccione a Forte dei Marmi, da Fregene a Ostia, intervistando bagnini di oggi e di ieri. Il risultato? Fra ricordi, risate e confessioni di scappatelle e di amori “mordi e fuggi” nelle cabine dei bagni, è emersa una filosofia molto spiccia, che spiega il successo del bagnino: “È la legge dei grandi numeri. Se si passa la giornata lavorativa chiusi in ufficio fra quattro mura, la possibilità di incontrare donne è notevolmente ridotta, se escludiamo le colleghe. La spiaggia, invece, è popolata di donne in costume”. Insomma è l’occasione che fa l’uomo ladro. Certo è che oggi non è più tempo di grandi latin lover, come il Zanza, Maurizio Zanfanti, il bagnino playboy di Rimini che si narra conquistasse a ogni stagione almeno 200 straniere. “Oggi la figura e la percezione del bagnino sono cambiate molto”, dice Mauro Vanni, proprietario dei Bagni 62 a Rimini e presidente della Cooperativa operatori di spiaggia di Rimini, che raccoglie 13 stabilimenti. “Non c’è più il ‘vitellone’ che rimorchiava le straniere e teneva alto l’onore italiano. In questo senso la figura del bagnino è diventata più professionale”. Ne è convinto anche Roberto Santini, ex bagnino e proprietario dei Bagni Piero a Forte dei Marmi: “L’Italia non è ‘pizza e mandolino’ – sottolinea – ma una terra dove dei professionisti svolgono al meglio il proprio lavoro. Che poi gli stessi siano spesso ragazzi aitanti che fanno breccia nel cuore di ragazzi e ragazze, non solo stranieri, è un dato di fatto. Come ripeto, sono uomini e donne che svolgono un lavoro affascinante e, come tutti coloro a cui affidiamo i nostri affetti più cari, hanno un certo carisma”.

In realtà anche lo stabilimento balneare è cambiato molto. Se in passato i servizi si limitavano a ombrellone, sdraio e lettino, oggi i bagni assomigliano sempre più a villaggi turistici. “Oggi chi sceglie di passare una giornata al mare non si limita più a prendere il sole, vuole altro e bisogna adattarsi. Così si è cominciato con la consegna di cibo direttamente sotto l’ombrellone, ci sono feste con animazione, molti bagni hanno un ristorante proprio, si organizzano serate con le spiagge aperte fino a tarda notte. E il bagnino aiuta nella gestione di tutto questo”, racconta Mauro Vanni. In spiaggia, le richieste che il bagnino riceve sono le più disparate: medicare il bimbo che si taglia un dito, soccorrere chi ha un colpo di sole, controllare chi è stato morso da un pesce ragno, rispondere alle domande sul meteo, dare consigli su negozi o luoghi da visitare… “È una certezza per chi frequenta i bagni, e con alcuni clienti si instaura un rapporto di amicizia che dura nel tempo. È anche questo il bello del nostro lavoro”, continua Mauro Vanni. Ma è sempre tutto rose e fiori? “Cerchiamo di essere gentili con tutti”, assicura Roberto Santini. “Quello che non sopportiamo è la maleducazione, ma non solo in spiaggia. Ad esempio, gettare una sigaretta in terra è un gesto maleducato con gravi conseguenze. Solo l’educazione ci può salvare e non vogliamo perdere la speranza”.

Bagnini famosi

Il bagnino più famoso d’Italia è Renato Salvatori, che dalle spiagge di Forte dei Marmi è finito dritto a Cinecittà. È infatti uno dei protagonisti di Poveri ma belli [Ich lass mich nicht verführen] di Dino Risi e del film I soliti ignoti [Diebe haben’s schwer] di Mario Monicelli. Fra i bagnini molto speciali vanno ricordati Giampaolo Talani, pittore toscano morto nel 2018, figlio di un bagnino e bagnino per hobby sulle spiagge di Livorno, e Marco Buticchi, scrittore di successo, figlio dell’ex presidente del Milan Calcio, titolare di uno stabilimento a Lerici, nelle Cinque Terre. Nel cinema italiano, molto famoso è anche il bagnino Mario, del film Bagnomaria (1999), diretto e interpretato dal comico fiorentino Giorgio Panariello. Una parodia riuscita e divertente del tipico bagnino della Versilia.

Per concludere, una curiosità… se d’estate è chiaro cosa fa un bagnino, in inverno cosa succede? “Si fa di tutto, dal giardiniere al muratore, fino alla costruzione dei carri per il Carnevale di Viareggio”, spiega Roberto Santini. “Il 1° febbraio si parte con la manutenzione dei bagni ei nostri bagnini si trasformano in falegnami, idraulici, muratori, elettricisti, giardinieri... insomma, un bagnino deve essere un tuttofare”.

Moscone o pattino?

Il mezzo di salvataggio per eccellenza dei bagnini è il pattino, un piccolo battello a remi [Ruderboot] costituito da due scafi [Bootsrümpfe] galleggianti paralleli, simili ai pattini [Kufen] (da qui il nome). Molti potrebbero obiettare che invece è il moscone. Vero, dato che pattino e moscone sono sinonimi: il primo termine è più diffuso sul litorale liguretirrenico, il secondo sul versante adriatico. Il pedalò, [Tretboot] invece, è un mezzo diverso, che non prevede l’uso dei remi, ma si muove grazie ai pedali.