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FRANCIACORTA


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Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 13/2022 vom 26.10.2022

AUF S. 64 VERSION A2

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Bildquelle: Adesso, Ausgabe 13/2022

In primo piano l?agriturismo Lert a Marone (Brescia). Sullo sfondo il Lago d?Iseo con il Monte Isola e la piccola Isola Loreto.

Mentre scorro le foto scattate con il cellulare negli ultimi mesi, noto che alcune spiccano perché sono più colorate. La prima reazione è di stupore: “Ma come, non sono stata a Capri, quest’anno”, mormoro fra me e me, di fronte al verde e all’azzurro intensi delle immagini. È un attimo, subito mi viene in mente che quelle rocce magnifiche a strapiombo sull’acqua non sono faraglioni, ma ilBögndiZorzino,una falda di roccia che si getta nelle acque color smeraldo del lagod’Iseo,in Lombardia. Chissà perché la Lombardia, fino a poco tempo fa, nel mio immaginario era legata sempre all’idea del lavoro e mai alla vacanza rilassante. Mi sono dovuta ricredere, perché il mio soggiorno sul lago e poi fra i filari di viti in Franciacortaè stato una meraviglia. Ve ne do subito un assaggio: immaginate di passeggiare o di andare in bicicletta dove le macchine sono bandite, di ...

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... incamminarvi lungo le mulattiere, i sentierini che si inerpicano nel verde su per la montagna, o anche semplicemente fra le case colorate dei paesini. Vi piace l’idea? Bene, allora andiamo con ordine.

Un’isola verde

Monte Isola,la prima tappa della mia vacanza lombarda, è l’isola lacustre più grande d’Italia, una montagna incantata tutta verde di boschi, che divide in due il lago d’Iseo: una sponda in provincia di Brescia, l’altra in provincia di Bergamo. Il modo più veloce per raggiungerla è prendere il traghetto da Sulzano.L’isola è piccolina e si gira a piedi in due ore e mezzo, ma conta ben quattro borghi, tutti molto pittoreschi e diversi l’uno dall’altro: PeschieraMaraglio,celebre per il suo porticciolo e la Rocca degli Oldofredi, che risale al XII secolo; Siviano,un paesino medievale che si trova su una pendice e ha una torre – Torre Martinengo – risalente al XIV secolo e una chiesa barocca dedicata ai Santi Faustino e Giovita; Sensole,con i suoi caffè e ristorantini affacciati sul lago; infine Carzano,famosa per gli agoni, pesci d’acqua dolce simili alle sardine. Pensate che qui persino la chiesa barocca del XVIII secolo, dedicata a San Giovanni Battista, viene chiamata familiarmente SanGioandelesardén,[San Giovannidellesardine,n.d.r.]perché il 24 giugno si festeggiano sia il santo che i pesci protagonisti del lago.

Mi fermo aPeschieraMaraglio,affascinata dalle stradine strette e dal bell’albergo che si trova in un edificio antico affacciato sulle acque, Castello Oldofredi, con una grande terrazza da dove si ammira il lago stando seduti al fresco. Spaventata dal caldo, rinuncio a inerpicarmi su per i sentieri, fra querce, roveri e frassini, per godere dei panorami spettacolari dall’alto. Scelgo invece il percorso più facile di tutti, quasi due chilometri in pianura lungo il lago, all’ombra di grandi olivi (sull’isola si produce un ottimo olio extravergine) e nel silenzio rotto solo dallo starnazzare delle anatre. Mi stupiscono le barche dei pescatori ormeggiate sulle spiaggette, costruite in legno di castagno e di larice:

In senso orario:vendemmia presso i vigneti dell’azienda Fratelli Berlucchi a Borgonato di Cortefranca; Camilla Alberti, presidente dell’associazione Strada del Vino Franciacorta; una stanza del Castello Quistini, a Rovato; gita sul lago su un motoscafo Riva (Martina e Battista della Bellini Nautica); il lungolago dal lato del Monte Isola; il Santuario della Madonna della Ceriola; agoni appesi ad essicare (Peschiera Maraglio); opere d’arte pendono dal soffitto dell’azienda vinicola Ca’ del Bosco a Erbusco.

Si chiamano nae t e hanno la stessa forma delle gondole veneziane. I pescatori del posto mi spiegano che l’arte di costruire barche e un’eredita lasciata da Venezia, la quäle in passato governava questi luoghi. Scopro cosi che Monte Isola conta abilis- simi artigiani, i famosi maestri dascia, e che questo mestiere cosi antico, fatico- so e difficile, che presuppone sacrifici e una grande passione, non e affatto fiiori moda, ma e amato anche dai piü giovani. Tutto e arte, in questo paesino! Persino gli agoni stesi al sole a essiccare, infilati a uno a uno in fili chiamati archec, assu- mono forme graziöse. Anche le reti che i pescatori sistemano nellacqua al tramon- to e raccolgono all’alba sono il frutto di un’arte sapiente e per valorizzarla esiste un museo, il Museo della Rete, ricavato in un’antica fabbrica di reti di Siviano ().

Dopo la passeggiata, arriva il momento di andare a sedersi a un tavolino di uno dei tanti magnifici ristorantini immersi nei verde e affacciati sul lago. Non ce che rimbarazzo della scelta. A Sensole i bigott, Spaghetti tipici della zona, conditi con le sarde sono il piatto forte di ogni locale. Ce poi un modo strepitoso per trascor- rere il primo pomeriggio ed e quello di fare il giro del lago d’Iseo a bordo di un motoscafo e godersi il girotondo di mon- tagne verdissime tutt'intorno rinfrescati dal vento e dagli spruzzi d’acqua. Quella che prendo io e una barca piccola a mo- tore, in grado di accogliere pochi turisti e unaguida.

L’isoletta di Loreto e la prima a venirci incontro e sembra un centrotavola, tan- to e piccola. Un’esplosione di alberi, fra i quali emerge come un fiore la torre mer- lata di una villa di lusso. L’isolotto non si puo visitare, ci awerte la guida, perche e proprietä privata, ma forse e addirittura piü bello circumnavigarla e notare i mu- retti, anch’essi merlati, che la circondano come un pizzo. Anche l’isolotto di San Paolo, che avevamo ammirato di fronte a noi mentre eravamo seduti al ristorante di Sensole, appartiene a qualcuno e quel qualcuno altri non e che la famiglia Beret- ta, produttrice di armi da fuoco. Forse un luogo cosi ameno e stato scelto per eva- dere e non pensare all’utilizzo di quei pro- dotti, famosi in tutto il mondo? Vieneda chiederselo... Fra le montagne intravedia- mo le famose piramidi di Zone, lingue di roccia altissime e dalle forme bizzarre fat- te di sabbia e ciottoli; poi anche una casca- ta che dalla montagna si tuffa nellacqua. Non siamo gli unici a goderci il lago.

Davanti a noi sfreccia un piccolo yacht e qualcuno, sul nostro motoscafo, chiede alla guida: “Quanto costerä?” “Sui 500.000 euro”. La risposta e data senza esitazione, ma l’unica a strabuz- zare gli occhi sono io. Gli altri turisti sanno benissimo che ci troviamo di fronte al cantiere navale Riva, a Sarni- co, fondato nei lontano 1842 dal mae- stro d'ascia Pietro Riva,fiore all'occhiello dell’Italia, produttore di leggendari scafi in legno famosi in tutto il mondo. Nien- te da fare, la Lombardia rimane legata, al lavoro anche nei suoi luoghi piü belli e rilassanti.

La sera, la cena e squisita. Gli agoni stesi a essiccare e serviti con la polenta, del resto, sono solo uno dei tanti fantastici antipasti della zona. Non sono da meno i filetti di trota e salmerino marinati e affumicati, i ravioli di luccio, i sashimi di acqua dolce. Il tutto innaffiato da bollicine color oro antico che stuzzicano il palato. Eh si, la cena e rallegrata da un freddo Franciacorta, una meravigliosa bevanda alcolica fresca e frizzante Docg. Mi correggo: si chiama Franciacorta e basta! Per produrla si uti- lizzano uve Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco fino a un massimo del 50% e la caratteristica che rende il vino cosi buono è il metodo di fermentazione, direttamente in bottiglia, dove zuccheri e lieviti hanno tutto il tempo per rilasciare sentori di pane fragrante, caramella mou, frutta secca tostata, note di fiori bianchi.

Franciacorta non è solo un vino, ma anche il toponimo della zona che unisceBresciaal lagod’Iseoe alla Valcamonica,un luogo perfetto per trascorrere vacanze rilassanti, grazie alle brezze del lago e alla protezione dei monti, che creano un microclima ideale per l’uva. Il termine Franciacorta non ha nulla a che vedere con la Francia e risale al Medioevo, quando veniva usato per indicare l’esenzione dal pagamento delle imposte, un privilegio di cui godevano i monasteri della zona, che erano dunque “corti franche”. Resta però il fatto che esistono ragioni per rivaleggiare con la Francia: i lombardi rivendicano infatti la paternità delle primissime bollicine e affermano che untal Gerolamo Conforti già nel 1570, quindi ben prima dell’abate Dom Perignon, scrisse un libro sulla tecnica di fermentazione naturale in bottiglia, il Libellusdelvinomordace(e per mordace intendeva “con bollicine che stuzzicano il palato”). Già di prima mattina andiamo a visitare i luoghi più famosi in Franciacorta, primo fra tutti l’antichissimo monasterodiSanPietroinLamosa,un complesso nato per il culto di divinità pagane, trasformato in una chiesa privata nel primo Medioevo e donato ai monaci cluniacensi intorno all’anno Mille. A pochi passi dal monastero si entra in un luogo affascinante: la RiservanaturaleTorbieredelSebino.Dimenticavo! Sebino è il secondo nome del lago d’Iseo. L’ingresso costa un euro e permette di camminare nel regno degli uccelli, fra cigni, falchi, germani, nibbi, aironi. Un tempo zona paludosa, nata in seguito al ritirarsi del lago d’Iseo, aveva una piccola ricchezza nel suo terreno: la torba, un materiale organico che si forma con i ristagni d’acqua e che fino agli anni Cinquanta veniva utilizzato come combustibile al posto del carbone per alimentare il trenino che collegava la campagna intorno a Brescia alle filande, le fabbriche tessili. Oggi è un parco che invita alle passeggiate. Si cammina su ponti di legno sospesi sull’acqua, fra prati incolti, in mezzo ai boschi, fra le viti, ma il percorso più suggestivo comprende le passerelle di legno che collegano la terra alle vasche d’acqua naturali.

Sono davvero tanti i percorsi da fare in bicicletta, a piedi o a cavallo fra le dolci colline in Franciacorta. Numerose anche le ville e molti i castelli da visitare. Il più celebre èCastelloQuistini,nella bella Rovato,con i suoi giardini pieni di fiori e ben 1.500 diverse varietà di piante. Noi optiamo però per la visita alle cantine, dove, spizzicando salatini, degustiamo i differenti tipi di Franciacorta: il Classico, fermentato 18 mesi, il Saten che ha un gusto fruttato e fermenta 24 mesi, il Rosé più strutturato, il Millesimato (si chiama così il vino fatto con uve di una sola annata all’85%), il Riserva, che è un millesimato fermentato almeno 60 mesi. Di solito, quando si assaggiano tanti vini, si usa gustarli e poi sputarli per non ubriacarsi, ma i miei compagni e io siamo così entusiasti che ci pare uno spreco gettarli via… e così i bicchieri vanno giù che è un piacere!

DORMIRE

Castello Oldofredi

www.oldofrediresidence.itPeschiera Maraglio 25050 Monte Isola (BS) +39 030 9886328

MANGIARE

Trattoria del sole

Via Sensole 17 25050 Monte Isola +39 030 9886101

La Foresta

www.forestamontisola.itVia Peschiera Maraglio 174 Monte Isola (BS) +39 030 9886210

DEGUSTARE

Cantine Bersi Serlini

www.bersiserlini.itCantina Fratelli Berlucchi Via Broletto 2 Via Cereto 7 Provaglio d’Iseo (BS) +39 030 9823338

Cortefranca (BS) +39 030 984451www.fratelliberlucchi.it

Cantina Ca’ del Bosco

Via Albano Zanella 13 Erbusco (BS) +39 030 7766111