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I nuov i siti UNESCO


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Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 14/2021 vom 24.11.2021

LE GUIDE DI ADESSO

L’Italia è il primo paese al mondo per numero di beni Patrimonio Unesco. Da quest’anno sono 58 i beni riconosciuti dalla commissione Unesco, 4 in più rispetto al passato. Si tratta dei portici della città di Bologna, della città termale di Montecatini Terme (in Toscana), della pittura del 1300 a Padova e di oltre 8.000 ettari di faggete in Puglia e Calabria. In Italia sono ora 13 le faggete riconosciute dall’Unesco. Le ultime arrivate nella lista del Patrimonio mondiale sono l’area della Valle Infernale, nel Parco nazionale dell’Aspromonte, e quella del Pollinello, nel Parco nazionale del Pollino, entrambe in Calabria; l’area Pavari-Sfilzi, nella Foresta Umbra, che, a dispetto del nome, si trova nel Parco nazionale del Gargano, in Puglia. Insieme ad altre faggete vetuste, esse fanno parte del sito transnazionale delle “Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni ...

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Bildquelle: Adesso, Ausgabe 14/2021

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... d’Europa”, che comprende 77 foreste in 12 paesi. Tutte zone considerate di grande importanza per la tutela della biodiversità e per mitigare i cambiamenti climatici. La Valle Infernale in Calabria, ad esempio, è la stazione più meridionale del faggio d’Europa; nel Pollino, ci sono i faggi più antichi d’Europa, con un’età stimata in circa 650 anni, mentre nella Foresta Umbra il faggio cresce alla quota più bassa in assoluto: 389 metri sul livello del mare. Oltre ai nuovi siti, anche l’area del centro storico di Firenze, Patrimonio Unesco dal 1981, è stata ampliata e ora comprende anche la riva sinistra dell’Arno, con la bella abbazia di San Miniato, Piazzale Michelangelo, il giardino delle Rose e quello dell’Iris.

I portici della basilica di San Giacomo Maggiore, in Via Zamboni a Bologna, fanno parte del Patrimonio Unesco.

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Montecatini Terme

Siamo nel cuore della Toscana, in provincia di Pistoia. Questa piccola città famosa per le sue terme fa oggi parte del sito Unesco delle “Grandi città termali d’Europa”, insieme, tra le altre, con Baden bei Wien, in Austria, e Bad Kissingen, in Germania. Le terme di Montecatini hanno una storia antica. Alcuni ritrovamenti archeologici hanno mostrato infatti che già i Romani conoscevano le acque termali di questa zona. La loro storia ufficiale inizia però nel 1410, quando il conte e studioso di idrologia Ugolino da Montecatini descrive per la prima volta in un trattato i benefici curativi delle “terme di Monte Catini”. Il primo vero e proprio stabilimento, chiamato Bagno Regio, sorge alla fine del 1700. Da allora la struttura si sviluppa sempre di più, raggiungendo il massimo splendore a cavallo tra il 1800 e il 1900, con la fioritura delle costruzioni in stile liberty. Anche la fama delle Terme di Montecatini cresce di pari passo, grazie anche alla presenza di ospiti illustri, come Giuseppe Verdi, Richard Wagner, Vittorio Emanuele II, Coco Chanel e Audrey Hepburn. A ricordarli, in Viale Verdi, c’è il percorso “Passi di gloria”: 200 pietre incastonate nella pavimentazione, ciascuna dedicata alla visita di un personaggio famoso. Si parte con il granduca di Toscana Pietro Leopoldo, a cui si deve nel 1777 lo stabilimento in stile neoclassico che oggi porta il suo nome, e si arriva all’archistar dei nostri tempi Massimiliano Fuksas.

La pittura del 1300 a Padova

Padova Urbs picta, ossia “città dipinta”, è il nome del nuovo sito Unesco di Padova, che comprende le pitture del 1300 custodite in otto palazzi del centro. La più famosa è senza dubbio la Cappella degli Scrovegni, affrescata da Giotto tra il 1303 e il 1305, su incarico di Enrico degli Scrovegni. Gli affreschi di Giotto, considerati l’opera più riuscita del pittore toscano, ricoprono tutta la superficie della cappella, raccontando la vita di Maria, di Gesù, il Giudizio universale, le allegorie dei vizi e delle virtù. Appena fuori dai Giardini dell’Arena, nei quali si trova la Cappella, c’è un altro luogo da non perdere: la chiesa degli Eremitani, con gli affreschi del fiorentino Giusto de’ Menabuoi. Proseguendo verso il centro della città, fino alla centrale Piazza delle Erbe, si incontra l’imponente Palazzo della Ragione, antica sede dei tribunali di Padova e uno dei più mirabili esempi di monumento civile del Medioevo. I bellissimi affreschi della Sala grande, suddivisi in ben 333 riquadri, sono un raro esempio di cicli astrologici medievali giunti fino a noi. Nella piazza si trovano anche il Battistero del Duomo, capolavoro pittorico di Giusto de’ Menabuoi, e la Reggia dei Carraresi, residenza dei signori della città, con affreschi del pittore di corte, Guariento di Arpo. Poco distante, fanno parte del sito Unesco anche la basilica di Sant’Antonio, l’oratorio di San Giorgio e l’oratorio di San Michele. Una curiosità: con Tivoli, Padova è l’unica città italiana a vantare due siti Unesco. Oltre agli affreschi del 1300, vanta infatti l’Orto botanico del 1545, Patrimonio Unesco dal 1997 e il più antico del mondo occidentale.