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INTERVISTA: Così la droga cambiò il mondo


Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 1/2020 vom 18.12.2019

Giancarlo De Cataldos neuer Roman handelt von der CIA und ihrer Drogenpolitik gegen die Jugendbewegungen ab den Sechzigerjahren. Dem Autor und Richter ist ein fesselnder Roman gelungen, der weit mehr Realität als Fiktion enthält.


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Bildquelle: Adesso, Ausgabe 1/2020

Le copertine di Der Agent des Chaos (Folio Verlag) e L’agente del caos (Einaudi).

Sembra fantascienza, la trama dell’ultimo romanzo di Giancarlo De Cataldo, L’agente del caos, invece l’avvincente spy story ambientata fra gli Stati Uniti e l’Italia è una storia vera, seppur romanzata, che lascia senza parole e solleva questioni scottanti e inquietanti. Uno ...

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... scrittore pubblica un libro sull’operazione Blue Moon, avviata dalla Cia nel 1968 negli Stati Uniti e portata avanti anche in Italia negli anni Settanta. L’operazione prevedeva l’immissione pilotata di droga allo scopo di annientare i movimenti di rivolta, a danno di un’intera generazione di ragazzi. Un misterioso avvocato americano insiste per incontrare lo scrittore e gli rivela, giorno per giorno, nuovi e mostruosi aspetti della triste vicenda.Giancarlo De Cataldo, classe 1956, non è però solo uno scrittore, è anche un giudice, e in tutti i suoi romanzi racconta con estrema dovizia di particolari fatti realmente accaduti. È il caso di (2002) diventato prima film (2005) e poi serie (2008- 2010), e di (2013), scritto con il giornalista Carlo Bonini e fonte di ispirazione dell’omonima serie TV (2017-in corso) sulla mafia a Roma e i suoi intrecci con ambienti del Vaticano.

È tutto vero quello che racconta dell’operazione Blue Moon?
Sono partito da un documentario che potete trovare su YouTube. Si intitola Operazione Blue Moon. Gli autori sono andati in Sudafrica per intervistare Gianadelio Maletti, un capo dei servizi segreti italiani, oggi molto anziano, che ha ammesso l’esistenza dell’operazione.
Nel 1970 Lei era adolescente. Cosa ricorda dell’epoca?
Non ero particolarmente attratto dal mondo delle droghe. Ero un borghese normale, ma ho visto i ragazzi della mia generazione cambiare dalla sera alla mattina. Negli anni 1973, 1974 l’eroina è arrivata in grandi quantità e c’è stata una vera epidemia di morti.
Jay Dark, il protagonista del suo libro, è realmente esistito. Si chiamava Ronald Stark e viveva a San Francisco, dov’era leader di comuni hippy e psichedeliche. In Italia si è anche infiltrato in gruppi extraparlamentari di sinistra. Quali differenze ci sono fra realtà e finzione?
La storia vera arriva fino a un certo punto. Ho dovuto un po’ inventare perché nessuno conosce le origini di questo signore. Non sappiamo se era ricco, se era veramente figlio di un nazista, se era stato reclutato in un ospedale psichiatrico o se era un piccolo delinquente. Compare improvvisamente nel 1967, ha tanti soldi e fornisce diversi racconti di sé. Io ne ho scelto uno: mi piaceva immaginarlo come un piccolo delinquente a cui, a un certo punto, si presenta un’opportunità. È vero che parlava 11 lingue con estrema facilità. Non è vero che era bello: nel mio romanzo è un giovane prestante, ma nella realtà era brutto. È tutta vera la storia della Confraternita dell’amore eterno (diventa il capo di una mafia hippy); è vero che distribuiva Lsd; è vero che a un certo punto viene ricercato dagli stessi americani, ma quando finisce in carcere in Italia nessuno lo cerca, non viene chiesta la sua estradizione. Stark viene infatti catturato a Bologna nel 1975, in seguito a una soffiata. Io ho una mia tesi sui motivi della sua cattura, ma ovviamente c’è la storia vera e c’è il romanzo.

Giancarlo De Cataldo (63).


CHIÈ

Giancarlo De Cataldo, nato a Taranto nel 1956, è giudice alla Corte d’Assise [Schwurgericht] di Roma, scrittore e sceneggiatore [Drehbuchautor]. I suoi libri sono per la maggior parte gialli [Krimis] e si basano su fatti realmente accaduti. Tra i suoi libri più famosi ci sono Romanzo criminale (2002), sulla banda criminale della Magliana attiva a Roma negli anni Settanta, e Suburra, scritto con Carlo Bonini, uscito nel 2013 e dedicato alla mafia romana.

Das Übungsheft ADESSO Plus 1/2020 A pagina 7 fai l’esercizio collegato all’articolo. adesso-online.de/ adesso-plus

Perché, secondo Lei, è stato catturato?
Perché voleva entrare in galera, per mettersi in contatto con le Brigate Rosse e spingere sul pedale della lotta armata. Lui però, contemporaneamente, parlava anche con i carabinieri, con lo stato, cioè dava informazioni. Non era soltanto un agitatore, era un agente del caos che lavorava per tutti.
Nel romanzo, Jay Dark ha la possibilità di uscire di galera se si sottopone a esperimenti della Cia. Viene quasi adottato da uno scienziato tedesco con un passato nazista, Kirk, che a un certo punto spiega la folle strategia della tensione: il caos non va contrastato, ma incoraggiato. Ha un riferimento nella realtà?
Il personaggio del dottor Kirk è modellato su Sidney Gottlieb, che era effettivamente uno scienziato chimico che veniva dalla Germania nazista, come tanti altri che collaboravano con gli americani durante la guerra fredda. Hubertus Strughold, il padre della medicina militare, era un medico tedesco, come del resto anche Wernher von Braun e tutta questa generazione. Mi colpì molto perché nella realtà il personaggio che ha ispirato Kirk era uno che possedeva una capra, beveva il latte, era un ecologista radicale, una persona dolcissima nel privato, che poi indossava il camice e andava a torturare la gente con le droghe. Un personaggio che mi ha sconvolto e ho trovato assolutamente affascinante.
Quando è venuta fuori la verità sull’operazione Blue Moon?
Nel 1975 vennero desecretati i primi documenti e poi, voi sapete che si possono chiedere informazioni al governo americano grazie al Freedom of Information Act, ossia la legge sulla libertà di informazione emanata nel 1966 negli Stati Uniti. Così molti di questi documenti sono venuti fuori. Oggi è storicamente provato che fu usata la diffusione di eroina nei ghetti neri americani per stroncare il movimento Black Panthers; così come per contrastare il regime di Castro e organizzare l’invasione di Cuba; ed è anche provato che negli anni successivi il traffico di droga ha alimentato la guerriglia in Nicaragua contro i sandinisti. Per quel che riguarda l’Italia, ho studiato un rapporto dei carabinieri italiani. Il problema, in quegli anni, era impedire che i movimenti di sinistra diventassero forti in Europa e quindi una delle strategie utilizzate fu proprio la diffusione delle droghe. A Roma, a Trastevere, nei primissimi anni Settanta, l’eroina venne quasi regalata e la cannabis scomparve.
Lei è giudice di professione. Quando trova il tempo per scrivere?
Quando uno ha una passione, il tempo lo trova. Lavoro molto, ma sono bravo a organizzarmi: procedo per blocchi. Ci sono periodi in cui mi dedico solo alle sentenze, altri in cui scrivo. E poi il tribunale, per me, è una fonte di ispirazione: mi permette di osservare come reagiscono gli esseri umani quando sono sotto stress. Il tribunale è come l’ospedale, la malattia o la guerra. Non sono tanto le storie che mi interessano, quanto le facce, le persone, i loro pensieri. C’è poi una sottile sofferenza che collega un giudice al suo imputato, una sorta di comprensione. Quando ho qualcuno che sta in carcere, so che cosa significa stare in carcere, ma anche loro sanno che cosa significa giudicare.

Troppa comprensione può sollevare questioni etiche: penso alla serie TV e al film Romanzo criminale in cui i protagonisti, che erano killer spietati della Banda della Magliana, sono diventati quasi idoli per i ragazzi romani. Anche in Suburra gli eroi del male fanno quasi tenerezza. Non si pone problemi morali, quando scrive?

Mi hanno fatto spesso questa domanda e io ho elaborato risposte colte, ma alla fine sono arrivato alla conclusione che non mi interessa: io scrivo storie e se qualcuno ha problemi morali, si rivolga al prete. Gli artisti non devono essere inquinati da questioni morali.


Foto: GARY DOAK / Alamy Stock Foto