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La valle del Tronto


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Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 14/2022 vom 23.11.2022

LE GUIDE DI ADESSO

DIFFICILE AUDIO

L’ l’emozione è grande: siamo su una collina e davanti ai nostri occhi si apre l’ampia e appuntamento con la nostra guida è di prima mattina, sul belvedere che costeggia le mura medievali di Acquaviva Picena, un piccolo centro a pochi chilometri da San Benedetto del Tronto nelle Marche. Il cielo non è ancora terso, eppure già così movimentata vallata del Tronto. In lontananza si stagliano, imponenti, le cime delle montagne abruzzesi: la Maiella, il Gran Sasso e iMonti della Laga. “Anche se sono in Abruzzo, per noi del Piceno sono le nostre montagne”, ci spiega Marzia, che oltre a fare la guida turistica, è anche socia del Club alpino italiano. La curiosità è tanta, ma il programma della giornata è fitto, dunque è tempo di montare in sella. Attraversiamo il paese con le nostre e-bike, costeggiando la fortezza costruita nel 1300 dalla famiglia degli Acquaviva. ...

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Le mura medievali e la Rocca di Acquaviva Picena, nella Valle del Tronto (Marche).
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... Perfettamente conservata, è visitabile, ma il momento migliore per farlo è in occasione degli Sponsalia, in agosto, quando “per tre giorni al suo interno viene allestito un grande banchetto di nozze, rievocazione storica del matrimonio avvenuto nel 1234 tra Forasteria degli Acquaviva e Rainaldo da Brunforte”, racconta Marzia. Rainaldo era un vicario di Federico II che, proprio grazie a quest’unione, riuscì a rafforzare il proprio controllo sul Piceno. Procediamo lentamente lungo la statale che conduce a Offida. Il nostro gruppo è eterogeneo e pedalare sull’asfalto è la soluzione più adatta a tutti, ma per chi lo desidera sono a disposizione ampi tratti di sentieri sterrati. “Fuori stagione, le macchine in circolazione sono poche”, garantisce Marzia, e si sentono già a distanza. Pedaliamo in sicurezza e senza grande sforzo, ammirando i tanti piccoli borghi arroccati sulle alture che ci circondano. Dopo una quindicina di chilometri, eccoci già arrivati a uno dei “Borghi più belli d’Italia”.

1 OFFIDA

Al limitare del centro storico, raccolto entro le mura medievali, ci accoglie il monumento alle merlettaie: tre statue di donne – una nonna, una mamma e una bambina – intente a lavorare al tombolo. Sono il simbolo di una tradizione custodita per millenni da mani femminili. Il merletto al tombolo è il fiore all’occhiello dell’artigianato locale e “in paese non c’è donna che non lo sappia fare”, ci raccontano le signore della cooperativa Il merletto, mentre solleticano i fuselli con le punte delle dita. Nel Museo di Offida, nel centro del paese, sono esposti merletti antichi e moderni. “La tradizione – raccontano – ha saputo stare al passo con i tempi e persino l’alta moda utilizza ormai il merletto offidano per le sue creazioni”. Oggi, oltre ai filati tradizionali, ossia il cotone e la lana, si usano anche fibre metalliche, con cui le donne del posto creano piccoli gioielli per tutte le tasche. Prima di lasciare Offida, Marzia vuole mostrarci un’altra meraviglia della zona, la chiesa di Santa Maria della Rocca. Imponente, in stile romanico-gotico, sorge su una rupe ed è stata costruita sulle fondamenta di un castello longobardo. Ora, però risaliamo in sella. Ascoli Piceno ci aspetta!

2 Ascoli Piceno

Ascoli Piceno è una sorpresa. Spesso dimenticata dai turisti, forse per la sua posizione defilata rispetto alla costa adriatica, è una città vitale, piccola e curata, che conserva intatto il suo aspetto medievale. La storia si fonde con la leggenda perché la sua fondazione, come racconta Plinio il Vecchio, è legata al fenomeno del ver sacrum, un tipo di migrazione sacrale comune alle popolazioni italiche di epoca preromana. In caso di esplosione demografica o di carestia, il ver sacrum (“primavera sacra”) prevedeva che un’intera classe di giovani, dopo essere stata consacrata alla divinità, lasciasse la propria comunità di origine per insediarsi in un nuovo territorio. Le fonti storiche spiegano così anche l’origine dei futuri Piceni, che si staccano dai Sabini, stanziati nel Lazio, per mettersi in viaggio guidati da un animale sacro, un picchio verde: picus, in latino. Una volta raggiunto il territorio dell’attuale comune di Ascoli Piceno il picchio si ferma e la nuova comunità si insedia. Ascoli Piceno è dunque più antica di Roma, come esprime bene, con una punta di orgoglio, un detto locale: “Quando Ascoli era Ascoli, Roma era pascoli”. Tuttavia proprio grazie a Roma e alla Via Salaria, che attraversa l’abitato, Ascoli fiorisce e diventa una delle più importanti località del Centro Italia. Con la caduta dell’Impero Romano, per la città comincia la trasformazione urbanistica che le darà l’aspetto attuale: palazzi e pavimentazioni in travertino e una fitta trama di vicoli, che si chiamano rua, dal latino ruga, che sì, vuol dire proprio “ruga”.

3 I SOUVENIR

UNA BOTTIGLIA DI ANISETTA

Che sia dei marchi storici Meletti o Rosati, o la nuova Anice Bio di Castignano, prodotta con i semi dell’anice verde presidio Slow Food, l’importante è portare a casa una bottiglia del liquore più famoso della città.

OLIVE ASCOLANE DEL PICENO DOP

Tenere e al tempo stesso croccanti, si usano per preparare le celebri olive all’ascolana, ripiene di carne, impanate e fritte: il tipico street food della zona. Da queste olive si ottiene un olio eccezionale, da usare a freddo su insalate, carne e pesce.

UN GIOIELLO AL TOMBOLO

Nel paese di Offida, da generazioni le donne si tramandano l’arte del merletto al tombolo. Tovaglie, centrini, abiti, spille, orecchini: ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche.

4 LE DUE PIAZZE

Ad Ascoli la vita si concentra non in una, ma in due piazze. Piazza Arringo, sede del Duomo – la cattedrale di Santa Maria Madre di Dio e Sant’Emidio – è la più antica e la più ampia. In epoca romana qui sorgeva il Foro e nei secoli questo è rimasto il centro civile e religioso della città. Pare che nel 1215 San Francesco abbia predicato agli ascolani proprio qui. Il nome della piazza deriva dalle arringhe, cioè “le assemblee pubbliche” che vi si tenevano in epoca medievale. Bastano pochi minuti a piedi per raggiungere il “salotto buono” di Ascoli, Piazza del Popolo. Con la sua impronta rinascimentale, la pavimentazione in travertino, i porticati e ipalazzi storici, è considerata una delle piazze più belle d’Italia. Oltre allo storico Palazzo dei Capitani del Popolo, oggi sede del Comune, la piazza è famosa anche come punto di riferimento per l’aperitivo, grazie al Caffè Meletti, uno dei locali storici d’Italia. Ricavato nell’antica sede delle poste, il caffè ha aperto al pubblico nel 1905 e ha ospitato intellettuali illustri come Simone de Beauvoir ed Ernest Hemingway. Ancora oggi conserva il fascino dei tempi passati grazie agli arredi originali in stile liberty. Seduti all’interno o a uno dei tavolini in piazza, non dimenticate di provare il liquore tipico della città, l’Anisetta, da gustare nel caffè, puro o in aperitivo.

5 LA “SPIAGGIA” DI ASCOLI

Anche Ascoli Piceno ha la sua “spiaggia”. Si trova lungo il torrente Castellano, nei pressi dell’antica Cartiera papale, oggi diventata un interessante museo, che per la sua attività sfruttava proprio le acque del torrente.

6 MANGIARE

Agriturismo Fiorenire Contrada da Filette, Castignano (AP)

Immerso nel verde e con vista panoramica. Piatti della tradizione locale, curati dalla signora Carla. Da non perdere l’antipasto a base di ciauscolo, il tipico salume spalmabile, e verdure di stagione, i tortelli alle erbe e ricotta. Ottimi anche i vini locali, come il Passerina e il Pecorino, un vitigno antico che stava per scomparire.

Agorà Piazza Arringo, 47, Ascoli Piceno Le eccellenze del territorio curate da un team giovane e creativo. Da non perdere le deliziose olive all’ascolana.