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Milano VERDE, SOSTENIBILE E COOL!


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Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 5/2022 vom 30.03.2022

AUF S. 64 VERSION A2

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Bildquelle: Adesso, Ausgabe 5/2022

Relax nel Parco Sempione e, sullo sfondo, l?Arco della Pace.

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Der Audio-Trainer ADESSO 5/2022 adesso-online.de/ adesso-audio-Come dovrebbe essere una città sostenibile?

Non sono nata a Milano, ma fra università, lavoro e matrimonio, ho trascorso in questa città gran parte della mia vita. Non ci abito più da quasi otto anni, eppure quando torno, riesce sempre a stupirmi. No, non è solo nostalgia. Milano, negli ultimi tempi, è cambiata davvero, trasformandosi in una città moderna, cosmopolita, tecnologica, innovativa. Una città di cui ho sempre sentito parlare mentre ci vivevo, ma che non riuscivo a scorgere passeggiando nelle sue strade e piazze. Quella che era famosa come città della nebbia, tutta smog, ciminiere e industrie, dove tutti andavano di fretta, oggi è una metropoli verde, seconda in Italia per qualità della vita, in base alla classifica stilata dal quotidiano Il Sole 24 ore. I grattacieli hanno cambiato lo ...

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... skyline e sono entrati di diritto fra i simboli della metropoli lombarda. Non solo una città moderna, ma che punta sulla sostenibilità, tanto che per il New York Times Milano è la capitale italiana dell’edilizia green. Si costruisce su terreni con strutture dismesse, si utilizzano energie rinnovabili, si pianificano meccanismi per il riutilizzo dell’acqua piovana. E si pensa al benessere del cittadino, ai suoi bisogni. Accanto alle nuove costruzioni spuntano giardini, prati, serre autogestite o parchi. Si moltiplicano le piste ciclabili e si rendono disponibili automobili, biciclette e monopattini elettrici. Si creano piazze dove socializzare e vivere appieno il quartiere. Insomma, Milano si sta trasformando in una città a misura d’uomo. Per capire quanto sia profondo questo cambiamento, bisogna raccontarlo nel dettaglio. E non si può non partire dal quartiere di

Un nuovo skyline Fino al 2000 era una zona dimenticata, abbandonata a se stessa. C’erano il parco divertimenti delle Varesine, alcune aree industriali dismesse, qualche piazzale vuoto che ospitava circhi o eventi saltuari e un ex scalo ferroviario. Insomma, era un’area ben diversa da quella di oggi. Il piano di riqualificazione di Porta Nuova avviato all’inizio del 2000 ha ridisegnato completamente la zona, trasformandola in una delle più quotate e visitate di Milano. E anche in una delle più green: ogni costruzione segue infatti precisi criteri di sostenibilità. Centro di gravità è Piazza Gae Aulenti, circondata da tre grattacieli, tra cui il più alto in Italia, con ben 231 metri complessivi, 85 dei quali di pinnacolo metallico a spirale: la Torre Unicredit. Nata come luogo di aggregazione, la piazza ha un diametro di 80 metri, è lastricata in ardesia e circondata da due livelli di pensiline in ferro, legno e vetro, costruite secondo principi di eco-sostenibilità. I pannelli fotovoltaici che le rivestono forniscono infatti energia alle tre torri circostanti. Inoltre l’albero solare costruito per Artemide da Ross Lovegrove, il Solar Tree, è dotato di un sistema fotovoltaico che cattura la luce di giorno e la trasforma la sera in coloratissime luci che illuminano e rendono ancora più suggestiva la piazza. Ad attirare turisti e curiosi è sicuramente il Bosco verticale, la pluripremiata coppia di grattacieli di 80 e 112 metri di altezza ideati dall’architetto Stefano Boeri. I due edifici ospitano 800 alberi, 15.000 piante perenni e 5.000 arbusti, che corrispondono a una vegetazione di 30.000 metri quadri di bosco e sottobosco. Nella stessa area, un altro punto di forza della Milano green è la Biblioteca degli alberi, la Bam. Questo polmone verde, visto dall’alto, sembra una scacchiera con tanti passaggi pedonali che si intersecano. In 95.000 metri quadri crescono oltre 100 specie botaniche, 500 alberi, 135.000 piante che catturano anidride carbonica migliorando la qualità dell’aria fungendo da rifugio per insetti impollinatori. La sostenibilità si estende al sistema di irrigazione, alimentato dall’acqua delle falde, raccolta in 12 pozzi sotterranei, fino al materiale della pavimentazione, che utilizza un particolare calcestruzzo in grado di far filtrare l’acqua, che torna alle falde e viene riutilizzata per l’irrigazione dei prati. Il concetto di sostenibilità, lungi dal limitarsi alle costruzioni, riguarda anche la socialità. Alla Biblioteca degli alberi si organizzano eventi che coinvolgono i residenti, come lo yoga aperto a tutti nel prato, concerti di musica classica o jazz, incontri, convegni, forum all’aria aperta. Si può ordinare il cibo in uno dei tanti locali attorno alla Biblioteca e farsi recapitare il pranzo direttamente sul prato, organizzando un picnic al volo, mentre in piena estate una parte del parco si trasforma in una località di vacanza con tanto di ombrelloni, sdraio e sabbia. C’è proprio tutto, a parte il mare.

Con la bici verso Parco Sempione E se Piazza Gae Aulenti è il simbolo della Milano che cambia, quello della Milano classica resta Piazza del Duomo. Si può raggiungere con una bella passeggiata attraverso il quartiere Brera, oppure affittando una bicicletta e costeggiando il Parco Sempione e il Castello Sforzesco. Parco Sempione, che si sviluppa dall’Arco della Pace fino al Castello Sforzesco, è il parco più amato dai milanesi, che qui vengono a correre, a fare ginnastica nel prato, a rilassarsi nelle calde giornate estive, a prendere l’aperitivo oa portare i bambini a giocare nelle varie aree giochi. All’interno del parco sono presenti una biblioteca, gettonatissima dagli studenti perché completamente immersa nel verde; l’Acquario, che ha sede in una bellissima palazzina in stile liberty; la Triennale, con davanti la copia di una scultura di De Chirico formata da una vasca con dentro due nuotatori, un trampolino, una palla, una cabina, un cigno e un pesce: i Bagni misteriosi. Alcune delle parti originali sono esposte al Museo del Novecento. C’è poi la Torre Branca, progettata da Giò Ponti nel 1933, che con i suoi 108 metri era fino a qualche tempo fa uno dei punti panoramici più alti della città ed è stata sostituita in questa funzione da diversi grattacieli. Poi l’Arena, storico impianto sportivo a forma di anfiteatro, voluto da Napoleone Bonaparte come luogo in cui festeggiare le sue vittorie. Se cercate bene, troverete nel parco anche una vecchia cascina del Novecento recentemente ristrutturata. Si tratta di Cascina nascosta, un ex deposito di attrezzi del Comune, che da qualche mese si è trasformato in un ristorante, mercato agricolo, asilo, sede di associazioniambientaliste e che presto vedrà l’arrivo di una falegnameria e di una ciclofficina. Qui, oltre a mangiare, si possono comprare prodotti bio e imparare quali pratiche adottare per essere sostenibili.

Edilizia a zero emissioni

Milano vanta oltre 80 edifici certificati LEED

(il nuovo standard mondiale per le costruzioni ecocompatibili). 130 sono i progetti in corso di sviluppo in città.

A piedi per Brera Se decidete di passare per Brera, programmate una lunga sosta. C’è tanto da vedere, in questo quartiere dall’aria bohémien, e il bello è che potrete farlo senza essere disturbati dai rumori delle macchine. A Brera esistono tantissime zone pedonali che vi consentiranno di passeggiare tranquilli fra le suggestive vie su cui siaffacciano palazzi storici. Via dei Fiori Chiari,

Via Fiori Oscuri, Via Brera, Via Solferino sono solo alcune delle strade che potrete percorrere. E se siete da quelle parti, oltre a visitare la Pinacoteca, arrivate fino all’Orto botanico, un esempio riuscitissimo di recupero. Costruito per volere dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria nel 1774 e in abbandono fino all’inizio del 2000, oggi è un piccolo cuore “verde” in pieno centro: 5.000 metri quadri e oltre 300 specie vegetali, con piante medicinali che si alternano a quelle ornamentali fino ad arrivare all’arboreto. Per consentire ai visitatori di godersi al meglio questo giardino, sono nate da poco le “vasche dei pensieri”, panche ad anfiteatro dove rilassarsi, leggere un libro o chiacchierare.

Dritto, Curvo, Storto e Sdraiato Se avete sempre sentito parlare di City Life, adesso è il momento di visitarla. City Life è un progetto nato per la riqualifica del quartiere Portello dove fino al 2005 sorgeva il polo fieristico di Milano. Il progetto ha visto la costruzione di nuovi edifici, fra cui tre grattacieli, affidati ad architetti di fama mondiale come Zara Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind. Design innovativo, cura per il verde e sostenibilità sono le parole chiave di questo nuovo quartiere, che è completamente a emissioni zero. Tutti gli edifici sono dotati di pannelli fotovoltaici, non ci sono caldaie a gas né altre fontidicombustione, l’acqua costituisce la risorsa primaria e viene impiegata attraverso il teleriscaldamento e l’utilizzo di pompe di calore alimentate dall’acqua di falda. Simbolo del quartiere sono le tre torri, che i milanesi hanno subito soprannominato lo Storto, per la particolare struttura che sembra girare su se stessa; il Curvo, basta guardare per capire perché; il Dritto, che si distingue per la presenza, in cima, di una copia della Madonnina, perché per tradizione nessun edificio deve essere più alto della Madonnina posta sopra il Duomo. Il quarto grattacielo è in costruzione e si svilupperà in lunghezza e non in altezza. Per questo viene già chiamato “lo Sdraiato”. A fare da contrasto a tutta questa modernità, oltre al Palazzo delle Scintille, costruito nel 1923, il primo palazzetto dello sport di Milano, ci sono numerosi edifici in stile liberty. Per completare un quartiere a emissioni zero non poteva mancare il verde. City Life è infatti diventata la più vasta area pedonale di Milano (e tra le maggiori in Europa) e ha il terzo parco più grande della città. Scorrazzando in bicicletta scorgerete sparse per il quartiere le opere d’arte del progetto ArtLine Milano, che ha coinvolto giovani artisti under 40 e artisti internazionali affermati.

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Parchi e giardini

A Milano ci sono 54 parchi e 21 giardini. Il più grande è il Parco Nord, con 3.200.000 metri quadri. La superficie totale del verde pubblico è di circa 14.680.000 metri quadri.

Mobilità verde In città sono disponibili 167 autobus elettrici. Entro il 2030 la cifra salirà a 1.070. Secondo Legambiente il 50% degli spostamenti a Milano avvengono in bicicletta, con le e-bike, a piedi o con i mezzi pubblici elettrici.

Parco del Portello e Monte Stella Poco distante da City Life, in direzione nord, sorge il Parco del Portello, collegato con una passerella alla Montagnetta di Milano o di San Siro, chiamata anche Monte Stella. I due parchi hanno in comune la caratteristica di essere artificiali.

Il Parco del Portello sorge sull’area industriale dismessa dove aveva sede lo storico stabilimento dell’Alfa Romeo. I 70.000 metri quadri recuperati sono stati trasformati in parco del tempo che scorre. Le tre collinette che lo formano, infatti, attraverso percorsi a spirale e l’utilizzo di materiali vari sono una rappresentazione di preistoria, storia e presente. Da vedere il Giardino del tempo, una zona più nascosta caratterizzata da un percorso a scacchiera formato da 365 tessere bianche e nere e da lastre d’acciaio in cui sono incisi i mesi dell’anno. Una passerella pedonale sopraelevata collega il Parco del Portello al Monte Stella, un esempio di recupero e sostenibilità ante litteram. Realizzato nel primissimo dopoguerra, quando Milano era ancora piena di cumuli di macerie, avrebbe dovuto essere una grande area verde con al centro, in corrispondenza di una vecchia cava, un laghetto artificiale. Sennonché la cava, utilizzata per accumulare le macerie degli edifici bombardati, si era trasformata in una collinetta di detriti, dunque il progetto originario è stato modificato e al posto del lago si è costruita un’altura di 50 metri. Si tratta di uno spazio verde fra case e palazzi, edifici tra cui spicca la chiesa di Santa Maria Nascente progettata dall’architetto Vico Magistaretti, che negli ultimi anni è stata valorizzata. Dalla cima, oltre a poter godere di un bellissimo panorama sulla città, ci si può rilassare sotto l’ombra di abeti rossi, betulle bianche, querce, pini e altissimi pioppi. Due curiosità sono legate a questo parco. Nel 2003 è stato inaugurato al suo interno il primo Giardino dei giusti d’Italia. Per tre anni, dal 1982 al 1984, in inverno il Monte Stella è stato letteralmente trasformato in stazione sciistica, con un impianto di risalita, l’illuminazione artificiale e una pista di circa 250 metri. Fra i vincitori dello “slalom di Natale” ho visto con i miei occhi, nel 1984, lo sciatore Alberto Tomba.

Foto: BalazsSebok / Jan Cattaneo / Shutterstock.com

VIAGGI

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