Lesezeit ca. 12 Min.
arrow_back

Panarea e Stromboli überwintern auf einer Insel


Logo von Adesso
Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 2/2022 vom 26.01.2022

VIAGGI

MEDIO AUDIO PLUS

Artikelbild für den Artikel "Panarea e Stromboli überwintern auf einer Insel" aus der Ausgabe 2/2022 von Adesso. Dieses epaper sofort kaufen oder online lesen mit der Zeitschriften-Flatrate United Kiosk NEWS.
Uno scorcio di Panarea a novembre. Sullo sfondo, lo scoglio di Dattilo e l?isolotto di Basiluzzo, che conserva i resti di una villa di epoca romana. In lontananza, l?isola di Stromboli con il vulcano.

L’isola esercita un fascino viscerale sull’uomo. In letteratura è metafora di felicità, quella che tutti cerchiamo e nessuno trova per sempre. L’isola “appare, a volte, avvolta nella foschia, magica e bella”, come in una canzone di Francesco Guccini, e se provi a raggiungerla “è già volata via”. Sarà per questo alone di mistero che l’isola, specie se piccola, attira tanto i sognatori? Ma com’è vivere circondati dal mare fuori stagione, quando i visitatori se ne sono andati tutti? Chi è nato su un’isola è spesso spinto a lasciarla in cerca di nuove opportunità, ma c’è anche chi, dopo averne conosciuto l’atmosfera da turista, ne resta stregato e non può più fare a meno di tornare, complici la natura dirompente, il silenzio quasi assoluto e qualcosa di “più grande”, spesso difficile persino da definire.

Nell’arcipelago delle Eolie, in Sicilia, una famiglia di Roma ha deciso di ...

Weiterlesen
epaper-Einzelheft 9,99€
NEWS Jetzt gratis testen
Bereits gekauft?Anmelden & Lesen
Leseprobe: Abdruck mit freundlicher Genehmigung von Adesso. Alle Rechte vorbehalten.
Lesen Sie jetzt diesen Artikel und viele weitere spannende Reportagen, Interviews, Hintergrundberichte, Kommentare und mehr aus über 1050 Magazinen und Zeitungen. Mit der Zeitschriften-Flatrate NEWS von United Kiosk können Sie nicht nur in den aktuellen Ausgaben, sondern auch in Sonderheften und im umfassenden Archiv der Titel stöbern und nach Ihren Themen und Interessensgebieten suchen. Neben der großen Auswahl und dem einfachen Zugriff auf das aktuelle Wissen der Welt profitieren Sie unter anderem von diesen fünf Vorteilen:

  • Schwerpunkt auf deutschsprachige Magazine
  • Papier sparen & Umwelt schonen
  • Nur bei uns: Leselisten (wie Playlists)
  • Zertifizierte Sicherheit
  • Freundlicher Service
Erfahren Sie hier mehr über United Kiosk NEWS.

Mehr aus dieser Ausgabe

Titelbild der Ausgabe 2/2022 von Care lettrici, cari lettori,. Zeitschriften als Abo oder epaper bei United Kiosk online kaufen.
Care lettrici, cari lettori,
Titelbild der Ausgabe 2/2022 von Un drago per la rinascita. Zeitschriften als Abo oder epaper bei United Kiosk online kaufen.
Un drago per la rinascita
Titelbild der Ausgabe 2/2022 von La scuola innovativa. Zeitschriften als Abo oder epaper bei United Kiosk online kaufen.
La scuola innovativa
Titelbild der Ausgabe 2/2022 von LA PAROLA DEL MESE. Zeitschriften als Abo oder epaper bei United Kiosk online kaufen.
LA PAROLA DEL MESE
Mehr Lesetipps
Blättern im Magazin
Italien-Quiz, che successo!
Vorheriger Artikel
Italien-Quiz, che successo!
rincari
Nächster Artikel
rincari
Mehr Lesetipps

... realizzare un piccolo-grande sogno: trascorrere un anno nel proprio luogo del cuore, Panarea. Poco lontano, un’altra isola delle Eolie, Stromboli, sembra letteralmente stregare i viaggiatori. Qualcuno parla addirittura di strombolite, una sorta di malattia che spinge a tornare e ritornare, con il sogno di fermarsi per sempre. È accaduto a Valeria, napoletana trapiantata a Monaco di Baviera, che da 20 anni, appena può, affronta un lungo viaggio per raggiungere l’angolo di mondo dove si sente veramente a casa.

Panarea, a ritmo lento

Ore 7:00. Anche a Panarea, come a Roma, per Riccardo, Chimera ei loro due bambini suona la sveglia. Qui, però, dagli scuri accostati della camera da letto non si intravede il palazzo dirimpetto, ma una striscia di mare, oggi di colore plumbeo, che in un punto imprecisabile si lega al cielo, confondendo la prospettiva. Il tempo di spalancare la finestra e gli spazi si bilanciano: a definire la linea dell’orizzonte ci pensa una sagoma dall’inconfondibile forma a cono. È il vulcano Stromboli, che a una ventina di chilometri di distanza, come di consueto, saluta sbuffando. La colazione, in questa tipica casa bassa eoliana con gli intonaci bianchi e gli infissi azzurro intenso, si fa tutti insieme. Poi, alle 7:40, per i ragazzi è ora di incamminarsi verso la scuola, un piccolo edificio privato destinato quest’anno a nove bambini in tutto, una classe per l’unico studente delle scuole medie, una mista per gli otto scolari delle elementari. “Tre autoctoni, due romani, una polacca, uno originario dello Sri Lanka e un’italo-tedesca”, fa il conto Chimera. Forse la classe più eterogenea d’Italia, sull’isola più piccola dell’arcipelago delle Eolie. Per raggiungerla sono necessari circa 25 minuti a piedi, ma “i ragazzi impiegano sempre un po’ di più. Una volta si fanno distrarre da un fiore, un’altra volta si fermano ad accarezzare un gatto. Si prendono tempo”, spiega Chimera con un sorriso. Poco male, il bello di vivere su un’isola d’inverno, in definitiva, è proprio questo, riguadagnare il tempo per gesti dimenticati. “Noi invece ci mettiamo al lavoro al computer”, prosegue Chimera, che di professione è insegnante di italiano per stranieri e quest’anno lavorerà online. Riccardo, produttore e regista cinematografico, ha il suo “studiolo” in terrazza, sotto il caratteristico pergolato di canne e travi di legno. Un tavolino di ferro, una sedia da esterni, il laptop e la natura tutto intorno. Quanto basta per ridare un senso alla routine quotidiana.

Das Übungsheft ADESSO PLUS 2/2022 A pagina 6 fai l’esercizio collegato all’articolo. adesso-online.de/ adesso.plus

Ore 13:00. I bambini escono da scuola. “Il ritorno dura sempre meno dell’andata. Di solito il papà di un compagno li carica sulla sua Ape rossa scintillante e li accompagna a casa”, racconta Riccardo. A parte qualche Ape e alcune auto elettriche, non ci sono mezzi sull’isola. “È uno degli aspetti più belli”, spiega entusiasta Chimera: “Niente traffico, niente semafori, niente attraversamenti. Un paradiso per i bambini, che possono giocare per tutta l’isola!” Il divertimento per loro inizia subito dopo pranzo, perché in questa stagione il sole comincia a tramontare già verso le 16:30. “Se vogliono pattinare o giocare a calcio, si danno appuntamento all’eliporto, insieme al porticciolo l’unico spazio in piano dell’isola”. Sulla spiaggia degli Zimmari, a sud dell’isola, hanno costruito il loro piccolo rifugio di legno.

“Andiamo alla casina”, dicono, e spariscono per avventure sul mare. Raccolgono tesori sull’arenile, soprattutto conchiglie e pietre pomici galleggianti, un segno tangibile della natura vulcanica dell’arcipelago. Ore 17:00. Quando fa buio, i bambini “tornano su. Allora si gioca, si fanno i compiti, si colora, una mezz’oretta di video e poi si mangia presto”. Sull’isola la corrente elettrica è arrivata negli anni Ottanta e soltanto nelle abitazioni, mentre per le strade la luce manca completamente. “Quando fa buio, fa buio per davvero!” avverte Chimera. “Per me questo è l’altro aspetto unico di Panarea. Il buio è totale, i tempi si accorciano, si va a letto presto”. La sera, chi vuole fare un giretto, esce di casa munito di torcia, candela o, come si faceva un tempo, di lampada a petrolio, e si gode lo spettacolo del cielo, che in assenza di luci artificiali lascia esterrefatti. “E se c’è la luna piena – aggiunge Riccardo – l’isola si illumina a giorno, abbagliata dal riflesso degli strali sulle pareti bianche delle case”. Se non fosse per lo Stromboli, che a intervalli regolari brontola, anche il silenzio sarebbe assoluto. “Ti metti di sera al porto e contempli il vulcano che, in lontananza, lancia in aria lapilli, cenere e spesso lava”. Un altro incanto di cui si gode dall’isola di Panarea. L’illuminazione pubblica non è l’unico “agio” a mancare. A Panarea, così come a Stromboli, non ci sono sorgenti e l’acqua arriva ogni giorno con la nave cisterna, mentre con l’aliscafo arrivano frutta, verdura e altri prodotti freschi. Certo, può succedere che, a causa del maltempo, soprattutto nei mesi invernali, gli abitanti restino isolati per alcuni giorni. Allora non arriva niente e nessuno può partire. A fare i piani, su queste isole, è la forza ineluttabile della natura. “Le difficoltà dovute a questo tipo di imprevisti creano da un lato disagi organizzativi, ma dall’altro hanno i loro vantaggi, perché rendono Panarea, come tutte le isole, accessibile solo a chi le apprezza davvero”, riflette Riccardo. “Bisogna guadagnarsele!” aggiunge Chimera ridendo. In cucina, in realtà, è sufficiente avere sempre una buona scorta di prodotti confezionati. “Ma le vitamine non ci mancano”, ride Chimera. “Qui abbiamo olive, marmellate di corbezzoli, di cui l’isola è ricchissima, arance, i famosi limoni. Le uova ce le dà una vicina che ha le galline”. “Abbiamo anche un orticello che ci dà soddisfazione”, aggiunge Riccardo. “Ultimamente – interviene Chimera – ho scoperto un’erbetta buonissima, che in dialetto è detta rapuddu”. È un cavoletto selvatico dal sapore amarognolo, che si raccoglie soprattutto in autunno. Si fa sbollentare e si mangia con l’olio o insaporito con pomodori secchi, aglio e pangrattato, oppure si usa per condire la pasta. “Anche il pesce è un’ottima alternativa. Ogni mattina arrivano al porto i due pescatori dell’isola. Giusto oggi ho comprato tre chili di opa”, un pesce povero della famiglia del sarago e del dentice, che in Sicilia si cucina tradizionalmente fritto, grigliato oppure al vino bianco o al passito di Pantelleria e uva sultanina.

“Venire giù al porto di mattina è anche un’occasione per socializzare”, sottolinea Riccardo. Dei circa 200 residenti, solo una parte trascorre i mesi invernali sull’isola, molti preferiscono “svernare” a Milazzo oa Messina per poi tornare da maggio a ottobre. La socialità, tra chi resta, passa attraverso gli acquisti alimentari, i bambini e, soprattutto, le cene insieme. Una consuetudine che si mantiene anche d’estate, quando le circa 250 case si riempiono di proprietari e ospiti, e l’isola è tutta un via vai di turisti abbronzati e vestiti alla moda. “Panarea passa per essere la più mondana delle Eolie”, spiega Riccardo. “Sarà per questo che l’inverno accentua la sua bellezza”, riflette. “Ovunque c’è macchia mediterranea puntellata di fichi d’India, e poi ibiscus, agave, bouganvillea rosa acceso, che con i loro colori si stagliano contro il bianco delle case...” Il tutto contornato dalla distesa sconfinata del mare e del cielo. Per conoscere l’essenza di Panarea Riccardo consiglia di salire fino a Punta Corvo, l’estremità più alta dell’isola, una collina alta 421 metri, “quel tanto che permette di ‘leggere’ le altre isole a 360°, in maniera tridimensionale”, racconta. La vista da qui è davvero impressionante. Circondati da mirto, rosmarino, timo, eliotropia, lentisco, lo sguardo spazia fino all’orizzonte e “la dimensione d’isolamento dell’isola è subito mitigata dalla presenza dell’arcipelago”.

Der Audio-Trainer von ADESSO 2/2022 Via dalla città: quando la seconda casa non serve solo per le vacanze. adesso-online.de/ adesso-audio

PANAREA I consigli di Chimera e Riccardo:

• un aperitivo al porto, con lo Stromboli che sbuffa in lontananza

• guardare la volta [Himmel] stellata

• una camminata fino a Punta Corvo per contemplare l’arcipelago delle Eolie a 360°

• un bagno a Cala Junco, la più bella insenatura di Panarea

• fare immersioni e ammirare le fumarole sottomarine nei pressi dello scoglio di Lisca Bianca

• un bagno avvolti dal vapore e dal tipico odore di zolfo nella spiaggia della Calcara

• una passeggiata fino al villaggio preistorico di Punta Milazzese, testimonianza dell’ingegno degli abitanti dell’età del bronzo

Stromboli, l’isola incantata

“Andare scalzi, il cielo stellato, il mare d’inverno. E poi il profumo dei limoni, gli amici, perché qui ho trovato persone davvero speciali… Aspetta, anche passeggiare in montagna con Ciro, il mio cane…”. Valeria è vulcanica almeno quanto Stromboli, l’isola che le ha rubato il cuore. E l’elenco delle cose che ama di questo luogo sembra non finire mai. “Sono venuta la prima volta nel 1990 con le amiche del liceo e nel momento esatto in cui dalla nave ho visto il vulcano spuntare dal mare, come all’improvviso, ho capito che avevo trovato la mia casa”. Da allora torna a Stromboli tutte le volte che le è possibile, in ogni stagione, con ogni clima, con o senza il marito ei loro quattro figli, come “stregata da un incantesimo”. Qualcuno ha anche dato un nome a questa sorta di malattia, che “se sei lontano ti fa trepidare nell’attesa di tornare”, e se sei sull’isola “ti trattiene come una calamita”. “La chiamano strombolite”, spiega Valeria, ma da cosa sia causata esattamente è difficile dirlo. “Credo che sia soprattutto il vulcano a rendere unico questo posto”, riflette. “Il vulcano fa relativizzare i problemi, cambia la percezione di sé. Contemplare la sua grandezza dà la consapevolezza di essere solo una briciola di passaggio su questo mondo”. Come Valeria, altri turisti sono rimasti folgorati da Stromboli e dal suo vulcano. I primi sono approdati sull’isola negli anni Cinquanta, subito dopo il successo del film Stromboli di Roberto Rossellini. “Gli stranieri sono arrivati qualche anno dopo, grazie al Villaggio Internazionale dello Studente, creato nel 1952 dall’Università di Messina in collaborazione con le associazioni studentesche di tutta Europa”. Ragazzi tedeschi, inglesi, francesi, italiani si incontravano a Stromboli, creando legami anche duraturi. “Innamorati dell’isola, molti di loro sono tornati, alcuni si sono fermati…” Si è formata così una piccola comunità di stranieri, ai quali, negli anni, si sono uniti anche italiani da diverse regioni della Penisola. Antonella, per esempio, è di Firenze ed è approdata qui nel 1999. Voleva fare il giro completo delle Eolie, ma le cose sono andate diversamente: a Stromboli è stato amore a prima vista e da allora vive e lavora sull’isola.

STROMBOLI I consigli di Valeria:

• un’escursione al cratere del vulcano, ma solo accompagnati da una guida autorizzata

• passeggiare all’alba [Sonnenaufgang] sulle pendici del vulcano

• una birra Messina al tramonto sulla Spiaggia lunga, dopo aver fatto l’ultimo bagno della giornata

• concedersi un momento di pace al vecchio cimitero, sulle pendici del vulcano

• chiacchierare [ein Schwätzchen halten] con gli isolani [Inselbewohner] e farsi raccontare le loro storie

• dare una mano [helfen] nei preparativi delle feste tradizionali: vi sentirete accolti [aufgenommen] e parte di [sentirsi parte di: sich als Teil fühlen] qualcosa di importante!

È il diario audio, video e fotografico di Valeria che racconta il suo viaggio da Monaco di Baviera a Stromboli e la vita sull’isola d’inverno. www.facebook.com/ adesso.magazin www.instagram.com/ adesso.magazin_official

La ceramista Chiara, invece, è di Roma. Nel giugno del 2015 ha visitato Ginostra, il piccolo abitato nel Sud-est dell’isola, e ne è rimasta talmente affascinata da tornare già a luglio ea settembre dello stesso anno. “A Stromboli ho trovato una comunità che mi ha accolta”, racconta. Alessandro, di Verona, è venuto a Stromboli per accompagnare un amico, ha trovato l’amore e ora questa è la sua nuova casa.

Il legame fra tutti coloro che vivono qui è il vulcano: Iddu, come lo chiamano in siciliano, o semplicemente la Montagna, per chi soggiorna sull’isola. Come facciano gli abitanti a vivere a pochi metri da uno dei vulcani attivi d’Europa resta per molti un mistero. “O lo ami o lo temi”, dice Valeria. “Io provo un profondo rispetto, ma ne sono anche estremamente affascinata”. Borbottii costanti, esplosioni cadenzate, spruzzi di cenere, lapilli e bombe, colate di lava, lo Stromboli è una presenza tangibile sull’isola. “Il 28 agosto del 2019 ci ha fatto spaventare”, racconta Valeria. “Ricordo che ero in spiaggia con mia madre, quando una gigantesca colonna di fumo e cenere si è alzata per chilometri nel cielo. Mia madre era terrorizzata, io ricordo di aver pensato Grazie, posso finalmente assistere alla tua grandezza!”. Il fascino del vulcano attira ogni anno specialisti e amatori da tutto il mondo, curiosi di ammirare la famosa Sciara del fuoco, ossia “la strada” creata dalle colate laviche che dai crateri sommitali scivolano fino al mare. Per avvicinarsi è d’obbligo farsi accompagnare da una guida alpina e vulcanologica autorizzata, ma anche passeggiare in solitaria sulle pendici, fino ai 290 metri di altitudine consentiti, è un’esperienza imperdibile. Valeria lo fa ogni mattina in compagnia di Ciro, prima che spunti il sole: “Il punto che amo di più è il vecchio cimitero”. Risale agli inizi del Novecento. Avvolto dalla vegetazione e affacciato sul mare, è un “luogo magico, dove si trova una grande serenità”. D’inverno il tempo sembra fermarsi, “l’isola si fa natura al cento per cento – racconta Valeria –e riesco a dare un senso all’esistenza, a trovare una speranza… Forse quella che altri trovano nella religione”. È facile sentirsi parte di qualcosa, su quest’isola. Aria, terra, fuoco e acqua: tutti gli elementi si incontrano a Stromboli. “Percepisci la grandezza del vulcano e poi la storia ei costumi che hanno plasmato la comunità”. Fra le tradizioni più sentite c’è quella di Pasqua: “Si raccoglie il finocchietto selvatico, si sminuzza con la mezzaluna e si usa insieme ad altre piante e ingredienti presi dalla dispensa per realizzare magnifici ‘tappeti’ all’interno della chiesa”. O, ancora, quella dei biscotti tipici, i vastedduzzi, la cui ricetta rischiava di andare perduta e che ora rivive grazie alla proloco Amo Stromboli e ad alcune isolane, tra cui Rosaria, che la insegna a chiunque abbia voglia di impararla. Valeria è tra loro. Proprio quando la sento per questo articolo, sta organizzando il viaggio per scendere da Monaco di Baviera e partecipare a uno dei suoi laboratori. Due giorni di viaggio per coprire 1.700 chilometri, una pausa a Napoli a trovare la mamma e poi difilato verso Milazzo per imbarcarsi sull’aliscafo che la porterà a Stromboli. “Avrei dovuto prendere la nave dal porto di Napoli, ma è stata soppressa a causa del maltempo”. Poco importa, chi frequenta un’isola è abituato a convivere con gli imprevisti e la fatalità. “Come piace a me!” Il messaggio vocale che mi invia è un’esplosione di entusiasmo: “Parola d’ordine: improvvisiamo!”

ISOLE EOLIE IN BREVE:

L’arcipelago delle isole Eolie si trova a nord-est della Sicilia. Comprende sette isole principali, oltre a vari isolotti: Alicudi, Filicudi, Lipari (la più grande), Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano.

Sono la parte emersa di un unico complesso vulcanico sottomarino. Le isole Stromboli e Vulcano ospitano un vulcano attivo. Dal 2000 le Eolie sono Patrimonio naturalistico dell’umanità Unesco.

A PANAREA E A STROMBOLI IN INVERNO:

• La temperatura in media non scende sotto i 14°.

• Fino a ottobre-novembre si può fare il bagno in mare, perché la temperatura dell’acqua si mantiene intorno ai 19°-20°. In gennaio scende a 16°.

• Le case eoliane tradizionalmente non hanno il riscaldamento.

• In genere vengono riscaldate con camini o stufe a legna.

COME ARRIVARE:

da Milazzo (Messina, Sicilia) con l’aliscafo: in circa 2 ore; da Napoli con la nave, in circa 5 ore e 30.

www.libertylines.it

www.snav.it

www.alilauro.it

www.carontetourist.it