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SI PUÒ AMARE ROM A ANCHE SENZA IL COLOSSEO?


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Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 3/2022 vom 23.02.2022

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Mi capita spesso di incontrare turisti che affermano di conoscere Roma. “Ci sono stato ben tre volte!” dicono serissimi. Sorrido fra me e me: tre volte? Io ci abito da più di 50 anni, eppure no, non riuscirei mai ad affermare di conoscerla. Benché ami svisceratamente questa città, ho una lunghissima lista di posti che vorrei visitare e mi capita ancora di scoprirne alcuni di cui non conoscevo l’esistenza. Non parlo di stradine, ma di musei, quartieri, parchi e riserve di straordinaria bellezza. Nella Capitale vengono infatti ciclicamente restaurati o resi pubblici luoghi che erano rimasti chiusi per anni, come la splendida Serra Moresca, uno dei magnifici edifici di fine Ottocento all’interno di Villa Torlonia, che ha aperto i battenti alla fine del 2021; o il parco dell’Appia Antica, che acquisisce sempre nuovi ettari. La città sembra davvero avere un patrimonio senza ...

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... fondo di tesori inestimabili. Chi vive a Roma gode di un privilegio unico: viaggia all’interno della propria città come se partisse ogni giorno per una meta lontana, senza prendere aerei, solo con la modica spesa di un biglietto dell’autobus. Avete voglia di verde e trekking? Nessun problema. Forse non tutti sanno che la Città eterna è la capitale più verde d’Europa, con 16.000 ettari di natura protetta, un’area pari all’intero territorio di Bologna, e poiché molte riserve naturali conservano l’originaria vocazione agricola, Roma è anche il comune agricolo più grande d’Europa. Ospita 1.000 specie vegetali, 5.000 specie di insetti e altre 150 specie fra mammiferi, uccelli, anfibi e rettili. E poi, nelle sue riserve naturali, si trovano magnifiche ville antiche, casali, reperti archeologici di grande pregio. Insomma, ce n’è per tutti i gusti, basta sapere dove andare a cercare. Per esempio, avete mai fatto un giro nelle borgate di periferia? Be’, la prossima volta che sarete a Roma vi consiglio di farlo: hanno un fascino particolare, anche se molto differente da quello degli eleganti quartieri del centro storico, di Piazza di Spagna e del Colosseo. A ben guardare, senza le borgate e tutti i luoghi “minori”, ignorati solitamente dalle guide, Roma non sarebbe il luogo unico al mondo che è. Vi va di scoprirli? Fra i tantissimi itinerari possibili, ecco 22 proposte, un numero che vuol essere di buon augurio per il turismo ritrovato di questo nuovo anno appena cominciato.

1 La Garbatella, l’incanto di un paese

Questo quartiere di Roma, poco lontano dal centro e facilmente raggiungibile con la Metro B, conserva l’incanto sonnolento di un piccolo paese e lo spirito di solidarietà della vecchia Roma. Ideato come “città giardino”, fu costruito nel 1920 per la classe operaia. Ai tempi, le case popolari venivano ancora progettate da grandi architetti, che le decoravano con molta fantasia aggiungendo balconi, scalette, statue e fregi, in uno stile che viene definito “barocchetto”. Ogni palazzo portava la firma di chi lo aveva progettato. Ma soprattutto, quelle case avevano un’anima. Erano circondate da cortili, c’erano spazi collettivi dove stendere i panni, giocare a calcio, organizzare pic-nic e grigliate e persino coltivare orti. Ancora oggi il senso di comunità è molto vivo: i bambini giocano senza timore delle auto, gli abitanti curano il verde in maniera quasi maniacale (e non protestano, se i turisti entrano ad ammirare i giardini pieni di fiori!). Nella pittoresca Piazza Bri, chiamata dai romani “Pincetto” perché ricorda l’elegante piazza di Villa Borghese, c’è anche un teatro, il Palladium, che è molto frequentato. Il mio consiglio: veniteci d’estate a guardare un film all’aperto.

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2 I murales di Tor Marancia

Tor Marancia è una borgata che sorge accanto a una delle tante torri medievali della città. Al civico 63 dell’omonima via, le palazzine popolari sono divise in lotti e circondate da grandi cortili, proprio come alla Garbatella, che è poco lontano. Sono però più “bruttarelle” e non portano la firma di grandi architetti. Poco male. I cittadini, infatti, si sono mobilitati e, con il sostegno del Comune di Roma, quelle case sono state trasformate. Armati di 765 litri di vernice e 1.000 bombolette spray, 22 artisti provenienti da diversi paesi del mondo hanno dato vita nel 2005 a Big City Life, creando 22 murales mozzafiato che vale la pena di ammirare, perché ora ogni palazzo è un capolavoro.

3 Il tramonto al parco di Tor Fiscale

Anche se appena usciti dalla stazione della metropolitana di Porta Furba può succedere di rimanere delusi, il Quadraro è in realtà una borgata sorprendente. Basta girare l’angolo dietro la ferrovia e imboccare un piccolo tunnel e, come per magia, gli edifici alti e sporchi spariscono e fanno spazio a un paesino di case basse coperte di piante rampicanti. Ancora pochi metri e si raggiunge il parco di Tor Fiscale, un’enorme distesa di verde con una torre medievale alta 30 metri, restaurata di recente e molto romantica di notte, grazie a una suggestiva illuminazione. Il mio consiglio è di passeggiare nel parco all’ora del tramonto, quando il cielo tinto di rosso illumina le rovine dei grandi acquedotti antichi che con i loro 28 metri svettano maestosi.

4 Il Mandrione ei suoi acquedotti

Da Porta Furba parte una delle strade più suggestive di Roma: Via del Mandrione. La fiancheggiano gli alti muraglioni dell’Acquedotto Felice e dell’Acquedotto Claudio, rimasti quasi intatti nel tempo. In quest’area, nel 1943, vennero a vivere gli sfollati e fino agli anni Settanta è stata il rifugio di prostitute ed emarginati, che avevano costruito le loro baracche all’interno delle mura antiche. Luogo di miseria, ma anche di solidarietà, attirò negli anni Cinquanta l’attenzione dei registi neorealisti e poi dello scrittore Pier Paolo Pasolini. Oggi le baracche sono scomparse per fare spazio a eleganti botteghe, atelier e scuole di danza.

5 Il Pigneto: luogo di pace e movida

Non lontano dal centro, a pochi passi da Porta Maggiore, c’è un luogo molto amato da intellettuali, studenti e stranieri, soprattutto da quando alcune strade sono state trasformate in zona pedonale. Al Pigneto ogni serata si trasforma in una festa: prima un aperitivo, poi una cena sfiziosa in uno dei ristorantini etnici, infine una passeggiata tra librerie e atelier di moda senegalesi, osservando gli acrobati, i ballerini ei mangiafuoco che si esibiscono per strada. In alternativa, un film impegnato o un documentario al cinema Aquila.

6 Pecore in città: la Caffarella

Nel quartiere di San Giovanni, poco distante dalla fermata della metropolitana di Colli Albani, si estende il grande parco pubblico della Caffarella, con i suoi 190 ettari. Come per incanto, ci si trova a un tratto in mezzo a greggi di pecore. E c’è anche un pastore che vende il formaggio in una fattoria, il casale della Vaccareccia, sormontata da colonne antichissime, con una torre medievale e una loggia del Cinquecento. Il parco, che è attraversato dal fiume Almone, conserva ancora un ninfeo detto “di Egeria”, il Tempio del dio Redicolo e la chiesa di Sant’Urbano, costruita sui resti di un tempio dedicato a Cerere e Faustina.

7 Verde e chic: Monteverde Vecchio

Elegante e silenzioso, il quartiere di Monteverde Vecchio è costellato di villini in stile liberty. Chi vuole visitarlo e viene da Trastevere, non ha che da percorrere romantiche scalinate come la Rampa Vizzardelli, che conta 148 gradini. Alcune scalinate sono dipinte con fantasia da giovani street writer, altre coperte di verde. Nel delizioso parco di Villa Sciarra, piccolo ma pieno di fontane ornamentali, specie botaniche rare, statue che raffigurano animali e satiri, è ospitata la bella sede dell’Istituto italiano di studi germanici.

8 Pic-nic al parco di Villa Pamphili

Giardini all’italiana, fontane, cascate, laghetti e tanti edifici del Seicento rendono meraviglioso uno dei più grandi parchi di Roma. Un’idea per goderlo al massimo? Approfittate del bar all’entrata, che vende cestini già pronti per fare il pic-nic.

9 I poeti del Trullo

Poco lontano dal parco di Villa Pamphili sorgono le case popolari del Trullo, costruite negli anni Trenta, un piccolo paese curato dove tutti si conoscono. Anche qui, bellissimi murales decorano le facciate, ma i pittori sono i ragazzi del quartiere, disoccupati che si sono rimboccati le maniche. “Da noi si vive così”, si vede scritto su un dipinto che mostra due mani che si stringono in segno di solidarietà. Gli abitanti, per ovviare a un municipio che non li sostiene, puliscono i marciapiedi, curano prati e piante. E poi ci sono i “poeti del Trullo”, ragazzi che scrivono poesie sulle saracinesche dei negozi. Fermatevi a leggerne un paio e imparerete anche un po’ di gergo romanesco.

10 Arte e aperitivi: il Maxxi

Il polo museale nazionale dedicato alle arti contemporanee di Roma si chiama Maxxi, un curioso gioco di parole fra “grande” e “ventunesimo secolo”. Costruito dall’architetta Zaha Hadid, è molto amato dai romani sia per le magnifiche mostre che ospita, sia per gli aperitivi che si gustano nel grande cortile che lo circonda. Si trova nel quartiere Flaminio, a pochi passi dall’Auditorium ideato da Renzo Piano.

11 Il lato nascosto di Trastevere

Esiste un quartiere più affascinante di Trastevere? A giudicare dai tanti romani e turisti che lo frequentano sembrerebbe di no. E come dargli torto? I suoi bei vicoli invitano a passeggiare senza una meta precisa, i palazzi un po’ trascurati creano un’atmosfera romantica, i tanti localini lo rendono uno dei luoghi più vivaci di Roma. Forse non tutti sanno, però, che anche qui si nascondono capolavori inestimabili. Un esempio? La chiesa di San Francesco a Ripa Grande ospita l’Estasi della beata Ludovica Albertoni, una splendida statua di Bernini. Quindici minuti a piedi e si scopre un’altra straordinaria statua, quella di Santa Cecilia, nella basilica omonima, opera dello scultore Stefano Maderno. La santa è rappresentata esattamente nella posa in cui fu ritrovata, nel 1600, sotto l’altare.

12 A Montesacro, tra storia e natura

Questo tipico quartiere romano è il luogo ideale per una passeggiata romantica. La parte alta, chiamata “città giardino”, è la zona dove molti romani sognano di abitare: vicoli silenziosi immersi nel verde e villini liberty affacciati su un grande parco di 650 ettari, la Riserva naturale dell’Aniene, che si può percorrere sia a piedi sia in bicicletta lungo il secondo fiume di Roma, l’Aniene. Il Ponte Nomentano, gioiello del quartiere, era uno dei ponti extraurbani più importanti dell’antica Roma. Più volte distrutto, nell’anno 800 d.C. vi si incontrarono papa Leone III e Carlo Magno.

13 Il Verano, un museo a cielo aperto

Il cimitero del Verano, che si trova nel quartiere universitario di San Lorenzo, è il più antico camposanto di Roma, oltre che un grande museo all’aperto, luogo di sepoltura dei romani da più di 20 secoli. Al suo interno si trovano le catacombe di Santa Ciriaca. Tanti sono i personaggi importanti della storia di Roma che riposano sotto i grandi alberi del Verano, come la scrittrice Premio Nobel Grazia Deledda, ma anche attori e registi che resero famosa Cinecittà, come Anna Magnani e Roberto Rossellini.

14 Trekking nel parco dell’Insugherata

Dentro la città, a pochissimi chilometri dal centro di Roma, c’è un pezzo di campagna popolata di animali selvatici, tra cui tassi, volpi e tanti, troppi cinghiali, che a volte escono e trotterellano nelle strade trafficate. Siamo nel parco dell’Insugherata, regno di ogni sorta di uccelli e di boschi, oltre che di praterie. Luogo ideale per passeggiate e trekking, si può visitare anche con una guida, volendo anche di notte. Il parco si raggiunge facilmente con il trenino urbano FL3, che si può prendere a Trastevere oa San Pietro. Le fermate di riferimento sono due: San Filippo Neri e La Giustiniana.

15 Pace e sapere: la Biblioteca angelica

La Biblioteca angelica, in Piazza Sant’Agostino, è un luogo di pace e di bellezza. Vi attende con un salone di lettura ideato dall’architetto Luigi Vanvitelli. Fondata nel 1604, custodisce manoscritti miniati come quello della Divina commedia, che risale al XIV secolo, e un patrimonio di 200.000 volumi, dei quali più di 100.000 editi fra il XV e il XVIII secolo.

16 Relax sulle panchine di San Saba

Vicino al trafficato e vivace Viale Aventino si estende un piccolo quartiere immerso nel verde e nel silenzio: San Saba. Le case basse risalgono ai primi del Novecento e la basilica omonima è bella sia dentro che fuori. La vista più bella sulle sue tre absidi si gode dalle panchine dei giardini pubblici, dove gli anziani si siedono a leggere il giornale.

17 Il roseto con vista

Si trova in un luogo spettacolare, alle pendici dell’Aventino, di fronte al Circo Massimo, in Via di Valle Murcia 6. La vista spazia dal colle Palatino fino al campanile di Santa Maria in Cosmedin, alla cupola della Sinagoga, al Vittoriano e all’osservatorio di Monte Mario. Su questa collinetta si coltivavano le rose già nel III secolo a.C. e oggi il roseto conserva 1.200 esemplari di rose provenienti da tutto il mondo, con specie primordiali che risalgono a 40 milioni di anni fa. Fra quelle antiche, oltre alla rosa damascena, che già fioriva a Paestum ea Pompei, si può ammirare la rosa gallica, di colore rosso acceso.

18 Giardinaggio all’Orto botanico

L’Orto botanico di Roma è uno dei più grandi d’Italia. Visitarlo vale davvero la pena. Siamo a pochi metri dal caos di Trastevere, fra Via della Lungara e il colle del Gianicolo, nel parco di Villa Corsini, che fu la residenza della regina Cristina di Svezia. L’orto custodisce alberi secolari, orchidee, un giardino degli aromi, una collezione di bambù, piante acquatiche e una grande serra. Da non perdere l’hanami, la fioritura dei ciliegi secondo la tradizione giapponese. Un suggerimento per gli amanti di piante e fiori: l’Orto ha una scuola del verde che organizza lezioni di botanica per tutti i livelli.

19 Testaccio: da discarica a luogo trendy

Il quartiere più tipico di Roma sorge su un piccolo monte che è a tutti gli effetti una “discarica” dell’antichità. È formato infatti da testae, ossia cocci di antiche anfore rotte. Se volete visitare il Monte dei Cocci, basta prenotare una visita guidata al numero +39 060608 e comprare un biglietto che costa 4 euro. Per chi ama la vita notturna c’è Via del Monte dei Cocci, che sembra una stradina di campagna, ma è piena di locali, ristoranti, pub e discoteche.

20 Alla scoperta delle antiche mura

Porta San Sebastiano è una delle porte dell’antica Roma meglio conservate fra quelle che si aprono nelle Mura Aureliane. Attraversata dalla Via Appia, ospita un interessante museo che racconta la storia delle fortificazioni di Roma. Il biglietto costa 10 euro e comprende una passeggiata lungo le Mura con visita guidata (per informazioni: tel. +39 060608).

21 La “Montmartre” romana

Progettata nel 1938, la basilica dei Santi Pietro e Paolo, i due patroni della città, si trova nel quartiere Eur, in cima a una collina, alla fine di una lunghissima scalinata. L’esterno in travertino bianco contrasta con le pitture variopinte che si trovano all’interno, con le vetrate e il pavimento di marmo colorato. Poco distante, spicca un’altra grande costruzione, diventata addirittura un simbolo di Roma, il Palazzo della civiltà italiana, chiamato il “Colosseo quadrato” o anche “groviera”, per via delle numerose arcate che ricordano quelle dell’anfiteatro Flavio. I due edifici, progettati entrambi negli anni Trenta, dovevano simboleggiare il dialogo pacifico tra fascismo e Vaticano, sancito dai Patti Lateranensi del 1929.

22 A cavallo sul Lungotevere

Sembra impossibile, ma è vero. A pochi minuti dalla basilica di San Paolo fuori le mura, sul Lungotevere, il maneggio River Range organizza escursioni a cavallo: una prospettiva insolita per conoscere da vicino il famoso fiume romano.