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SPECIALE MAR MEDITERR ANEO: IL MARE È DI TUTTI


Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 9/2018 vom 29.08.2018

Das Mittelmeer spricht mit einer einzigen Stimme, einer einzigen Sprache: jener der Kulturen rund um das Mittelmeer. Es ist Hoffnung und Reichtum für die Mittelmeervölker, vor allem aber ein magischer Ort, ein Ort der Seele, in deren Tiefen wir uns selbst erkennen.


DISALVATORE VIOLA

DIFFICILE AUDIO PLUS

Negli ultimi anni ci siamo abituati a ragionare in termini di “noi” e “loro”. È un modo di pensare strisciante che a poco a poco è tornato a far presa sulle nostre società sempre più insicure e impaurite, nelle quali lo spazio della comunità reale si riduce a favore della comunità virtuale, quella ...

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Negli ultimi anni ci siamo abituati a ragionare in termini di “noi” e “loro”. È un modo di pensare strisciante che a poco a poco è tornato a far presa sulle nostre società sempre più insicure e impaurite, nelle quali lo spazio della comunità reale si riduce a favore della comunità virtuale, quellacommunity in cui il sociale ha ceduto il posto alsocial , che alla ragione ha sostituito illike e ridotto la complessità delle idee a un cinguettio, untweet , di poche righe. Noi? Noi chi? Be’,NOI siamo quelli che stanno sulla sponda “giusta” di un mare, il Mediterraneo, che gli antichi Romani chiamavanoMare Nostrum . Gli altri sonoLORO , cioè tutti quelli che stanno dall’altra parte: africani, asiatici, mediorientali, tutti confusi in una massa indistinta. Ma chi erano quegli antichi Romani? Cittadini di Roma, certo, che però erano latini, nordafricani, iberici, galli, germani, mediorientali, slavi, così come i loro imperatori, che venivano dall’Urbe, come Augusto; dalla Spagna, come Traiano o Adriano, nati entrambi a Italica, vicino a Siviglia; oppure arrivavano dalla Libia, come Settimio Severo, mentre il suo successore Alessandro Severo era libanese. Insomma, in quel mondo il Mediterraneo era la casa di tutti e con quel “mare nostro” si intendeva il “mare di tutti”, di tutti i cittadini Romani, ovunque si trovassero, ovunque fossero nati, in Germania come in Africa, in Gallia come in Asia.


È uno s“pecchio, questo mare. Qui, nel suo ventre, ho trovato me stesso.
Alessandro Baricco


Anche se, per ignoranza e malafede (all’origine di ogni forma di xenofobia) ad alcuni dispiace, a quella cultura “noi” dobbiamo molto di ciò che siamo e che sappiamo. Lo sa bene un siciliano, anzi un palermitano come me, che in molte cose, grandi e piccole, è cresciuto avendo davanti, quotidiana e continua, la viva testimonianza dell’eredità araba: nei nomi di strade o quartieri come il Cassaro (l’attuale Corso Vittorio Emanuele) o la Kalsa; nelle grida deivanniaturi di mercati come la Vucciria o il Capo; nell’agrodolce di molti piatti tipici e non solo. Quello che tutti NOI abbiamo ereditato va infatti ben oltre la cassata, la granita o ilcous cous alla trapanese. Solo limitandoci al vocabolario, ogni giorno, da Palermo a Bolzano, da Vienna a Copenaghen, usiamo parole di origine araba. A scuola i ragazzi imparano l’algebra , si rompono la testa suglialgoritmi e fanno i conti combinando

Ci siamo oramai abituati a considerare il Mediterraneo come un “mare di problemi”, un “mare di guai” sui quali si gioca addirittura il futuro dell’Europa, il suo fallimento o la sua rinascita. Una visione cupa dovuta a quello che la narrazione corrente definisce “un evento epocale”, una migrazione senza precedenti, un’invasione. Noi, che non siamo costretti a gridare o a fare del sensazionalismo per vendere il giornale, non facciamo politica e dunque non dobbiamo conquistare consensi solleticando “la pancia” delle persone, giocando con le loro (spesso legittime) paure, noi – dicevo – ci limitiamo ai numeri ufficiali forniti dal ministero dell’Interno. Dal 1° gennaio al 13 luglio 2018 sono sbarcati nel nostro paese poco più di 17.000 migranti, di cui 2.649 minori non accompagnati. Nello stesso periodo del 2017 erano stati oltre 95.000. Se negli anni passati era stata soprattutto l’isola di Lampedusa a ricevere i barconi dei “disperati”, quest’anno la maggior parte degli sbarchi avviene nel piccolo porto di Pozzallo, in provincia di Ragusa, nella costa sud-orientale della Sicilia. In Europa sono giunti in totale circa 50.000 profughi. Oltre all’Italia, gli sbarchi si concentrano in Grecia, dove tra gennaio e luglio sono arrivate circa 14.000 persone, e in Spagna, dove nello stesso periodo ne sono giunte 17.000. L’Italia ha 60 milioni di abitanti, l’Unione europea 500 milioni. I migranti arrivati quest’anno, su cui i principali paesi dell’Unione europea si accapigliano e il grande progetto di integrazione europea mostra i suoi limiti e rischia di fallire, rappresentano lo 0,003 % della popolazione europea.

DAS ÜBUNGSHEFT ADESSO PLUS 9/2018
A pagina 8 esercizio suiverbi pronominali .

Questi i freddi numeri. Che noia, i numeri! Sono d’accordo, ma mai come in questo caso sono importanti per capire le reali dimensioni di quella che molti si ostinano a considerare “un’invasione”. Certo, è un fenomeno che va governato e gestito nel modo più efficiente e umano possibile. Lo sa bene Giusi Nicolini, l’ex sindaco di Lampedusa, che è divenuta un simbolo di come, pur tra mille difficoltà, si possa gestire in modo razionale e insieme umano l’arrivo di migliaia di migranti e rifugiati sulla sua piccola isola e, per questo, è stata insignita di numerosi riconoscimenti, tra cui lo Stuttgarter Friedenspreis e la Theodor- Heuss-Medaille. Nell’intervista (vedi pag. 30 ) che ci ha concesso per questoSpeciale ci spiega cos’è il Mediterraneo per lei: “È il nostro mare, è il mare di tutti (…), un mare di bellezza e incontro di culture”. Insomma, è il mare di chi lo attraversa, a rischio della propria vita (non dimentichiamolo mai), in cerca di pace e di futuro; di chi lo solca per ricavarne il necessario per la propria esistenza, come “Paolo il pescatore” (vedi intervista a pag. 32 ); ma è anche il mare delle centinaia di migliaia di turisti che si riversano sulle sue coste per trascorrere le vacanze, perché il Mediterraneo è soprattutto un “mare di bellezza”. Ecco, perché non ripartire da qui? In questoSpeciale dedicato al “nostro mare”, abbiamo voluto mostrarvi un po’ di quella bellezza. Per farlo abbiamo scelto cinque isole, quelle che scavando nei nostri ricordi e passando in rassegna centinaia di immagini ci sono sembrate le più suggestive, le più affascinanti. Cinque isole italiane, dunque cinque isole europee. C’è infatti ancora chi, come noi, come me, ancora pensa che l’Europa, un giorno, possa diventare una nazione bagnata a sud dal Mar Mediterraneo. Certo, a volte più che un sogno sembra un’utopia, ma vale la pena di coltivarla, quando si ha la fortuna di lavorare in un posto come la Spotlight, in cui quell’Europa fatta di integrazione e scambio continuo di culture e saperi è pratica quotidiana.

paIels me naerme“ nmoenn ho alu i ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare di qua e di là, dove nasce e muore il sole.
Giovanni Verga

In Italia ci sono 8.300 km di costa.

3.270 km (il 70%) è costituito [costituire: ausmachen ] da spiagge.

La Calabria è la regione con più chilometri di spiagge (800 km).

In Molise ci sono solo 35 km (1,07%) di spiagge.

24,4 KG È
IL CONSUMO DI PESCE PRO CAPITE [PRO KOPF ] ALL’ANNO IN ITALIA.

27 Aree marine protette

18% delle specie marine di tutto il mondo vive nel Santuario dei Cetacei, che si estende fra Italia, Francia e Principato di Monaco.

In Italia è presente il 33% delle acque di balneazione [Baden ] di tutta l’Europa.

Nel Mediterraneo vivono 720 specie [Art ] di pesci commestibili [essbar ]. Le più pescate [pescare: fischen ] sono le acciughe, le sardine e i molluschi [Muschel ]. Le specie a rischio di estinzione [Aussterben ] sono il salmone selvaggio [wild ], l’anguilla [Aal] autoctona, il merluzzo [Kabeljau ] e lo storione [Kabeljau ].

Il 2,7% del Pil italiano è prodotto dall’economia del mare.

Il30% della popolazione italiana vive sulla costa.

6 MARI

Il Mediterraneo italiano è composto dal Mar Ligure, Tirreno, Ionio, Adriatico, Mar di Sardegna e di Sicilia.

3.602 metri

è la profondità [Tiefe ] massima delle acque, a sud-ovest dell’isola di Ponza.

25° è la temperatura media del Mar Adriatico, 20° quella del mar Ligure.

Intorno all’isola d’Elba si contano più di 30 relitti [Wracke ], compreso il Relitto di Procchio, una nave oneraria di epoca romana affondata [affondare: sinken ] nel 190 d.C. Al suo interno sono stati trovati calici [Kelche ] in vetro e oro, porta-profumi d’avorio, blocchi di zolfo [Schwefel ] e una cassetta di legno per contenere magnesia usta, polvere usata per la cosmesi.

Nel Mare Adriatico vive la più numerosa colonia di delfini Tursiopi.

L’Italia è alTERZO POSTO in Europa per quantità di merci [Ware ] movimentate [movimentare: hier abfertigen ] via mare.

Il mare e le sue sfumature
• cristallino
• acquamarina
• celeste [hellblau ]
• azzurro
• turchino [tiefblau ]
• turchese
• blu
• verde acqua
• verde smeraldo [smaragdgrün ]

MARETTA

MARE LEGGERMENTE AGITATO CON PICCOLE ONDE. SI USA ANCHE IN SENSO FIGURATO COME SINONIMO DI NERVOSISMO, TENSIONE [SPANNUNG ], SITUAZIONE AGITATA.

MAREGGIATA

è una tempesta marina che si verifica lungo la costa.

I MODI DI DIRE

Essere in alto mareNoch weit vom Ziel entfernt sein

Promettere mari e montiDas Blaue vom Himmel versprechen

Essere in un mare di guaiBis zum Hals in Schwierigkeiten stecken .

Essere un porto di mareEs geht zu wie im Taubenschlag

I VENTI

TRAMONTANA: vento freddo che soffia [soffiare: blasen ] da nord, chiamato anche Bora, Buriana.
GRECALE: vento freddo e asciutto che soffia da nord-est.
LEVANTE: vento fresco e moderato che soffia da est.
SCIROCCO: vento caldo e umido che soffia da sud-est.
OSTRO: vento debole [schwach ] che soffia da Sud.
LIBECCIO: vento di tempesta che soffia da sud-ovest.
PONENTE: vento estivo fresco che soffia da ovest.
MAESTRALE: vento freddo e asciutto che soffia da nord-ovest.

IL PESCE AZZURRO

La denominazione “azzurro” deriva dal colore blu intenso del dorso [Rücken ] e dal blu argenteo del ventre [Unterleib ]. Rientrano in questa definizione: l’acciuga o alice [Sardelle ], l’aguglia [Hornhecht ], il pesce bandiera o spatola [Degenfisch ], la sardina, lo sgombro [Makrele ], la lampuga [Goldmakrele ], la palamita [Pelamide ], il pesce spada [Schwertfisch ], il tonno [Thunfisch ].

IL MARE PUÒ ESSERE…

una tavola • piatto • calmo increspato [gekräuselt ] • agitato [bewegt ] mosso • grosso • burrascoso [stürmisch ] tempestoso • in tempesta

I CAVALLONI [Brecher ]
non sono grandi cavalli ma onde alte e grosse con la cresta [Kamm ] imbiancata di schiuma. Sono tipici del mare agitato.


Foto: Shutterstock