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STILE LIBERO: Arena di VERONA su il sipario!


Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 7/2019 vom 29.05.2019

Ein einzigartiges Bauwerk mit fast zweitausendjähriger Geschichte: Brot und Spiele, Hinrichtungen und Stierkämpfe hat die römische Arena überlebt… 1913 wurde sie zur Bühne für spektakuläre Operninszenierungen in magischer Atmosphäre und Publikumsmagnet nicht nur für Belcanto-Fans aus aller Welt.

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Bildquelle: Adesso, Ausgabe 7/2019

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N ell’Arena di Verona ogni spettacolo si trasforma in magia ancora prima che la rappresentazione abbia inizio, mentre tutti aspettano in silenzio e nel buio si accendono all’improvviso le migliaia di fiammelle generate daimocoleti , le candeline distribuite agli spettatori insieme con il biglietto. Poi ...

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N ell’Arena di Verona ogni spettacolo si trasforma in magia ancora prima che la rappresentazione abbia inizio, mentre tutti aspettano in silenzio e nel buio si accendono all’improvviso le migliaia di fiammelle generate daimocoleti , le candeline distribuite agli spettatori insieme con il biglietto. Poi parte la musica e va in scena l’opera lirica, con i suoi colori sgargianti, la gioia di costumi e scenografie grandiose e il fascino intramontabile del bel canto.

Anche quest’anno, come sempre, la magia si ripete. Seduti sui gradoni dell’anfiteatro, sotto un cielo stellato, potrete assistere ad alcune delle opere più famose messe in scena in maniera spettacolare. L’Opera Festival si apre il 21 giugno conLa traviata , un progetto di Franco Zeffirelli. Il famosissimo regista, che ha compiuto a febbraio 96 anni e già nel 1995, per laCarmen , rappresentò la vita popolare di Siviglia con tanto di cavalli, asini e oche ammaestrate, ci stupirà anche questa volta. Ma non solo. In scena anche l’Aida e ilTrovatore , entrambe di Giuseppe Verdi, laCarmen di Georges Bizet e laTosca di Giacomo Puccini. Il 16 e il 17 luglio, invece, grande protagonista sarà la danza: in scena il celebre ballerino italiano Roberto Bolle, mentre ad agosto il Festival dedica una serata a Placido Domingo (4 agosto) e una ai bellissimi canti medievali (11 agosto) noti come
Carmina Burana .

LE PRIME RAPPRESENTAZIONI
L’Arena di Verona ospitava opere liriche già nell’Ottocento. Sappiamo che nel 1822, in occasione del Congresso dei Grandi, tutti i più importanti sovrani d’Europa si riunirono a Verona, che all’epoca si trovava sotto dominazione austriaca (1815-1866). Oltre all’imperatore Francesco I d’Austria c’erano lo zar Alessandro I, i re Carlo Felice di Savoia e Ferdinando I di Borbone. Per festeggiare la Santa Alleanza, il principe Klemens von Metternich aveva pregato Gioachino Rossini di scrivere due cantate celebrative, da eseguirsi una all’Arena (La Santa Alleanza ) e l’altra al Teatro Filarmonico (Il vero omaggio ). Il musicista italiano aveva accettato l’incarico, ma non condivideva affatto lo spirito dell’iniziativa: “La Santa Alleanza non era né santa, né un’alleanza”, avrebbe commentato in seguito. Il 24 novembre 1822La Santa Alleanza andò in scena all’Arena, con la partecipazione di 128 strumentisti, 121 fra cantanti e ballerini e schiere di figuranti in costume. Nel 1856 vennero poi proposti, con un buon riscontro di pubblico, quattro spettacoli musicali: la farsaIl casino di campagna e il ballo in sette quadriLa fanciulla di Gand , entrambi di Pietro Lenotti, oggi dimenticato, ma per molti anni direttore del coro presso il Teatro Filarmonico di Verona, e due opere di Gaetano Donizetti,Le convenienze e inconvenienze teatrali eI pazzi per progetto .

Da sinistra:Aida di Giuseppe Verdi firmata da Franco Zeffirelli (2018). Il dietro le quinte dellaTurandot (2018) tra sarti, truccatori e parrucchieri.


LA DATA DI NASCITA UFFICIALE
Il grande Festival lirico dell’Arena di Verona nacque ufficialmente nel 1913, l’anno nel quale, per celebrare il centenario della nascita di Giuseppe Verdi, un gruppo di artisti pensò di mettere in scena l’Aida nell’antico anfiteatro romano. Fu questo lo spunto per inaugurare uno stile scenografico innovativo e rivoluzionario: non più piatte scene dipinte sulla cartapesta, ma elementi tridimensionali. L’Aida era l’opera ideale per mettere in pratica questo genere di innovazioni, perché era ambientata in Egitto e ricca di costumi antichi. Furono addirittura portati in scena, proprio come ai tempi dell’antica Roma, elefanti in carne e ossa e quella rappresentazione fu un evento che richiamò personalità famose da tutto il mondo. Fra gli spettatori c’erano Giacomo Puccini, Arrigo Boito, Pietro Mascagni e scrittori come Maksim Gor´kij e Franz Kafka. Da allora si susseguirono scenografie sempre più sontuose e ardite. Quando Georg Wilhelm Pabst curò la regia dell’Aida , nel 1953, per rappresentare il Nilo ricorse persino a un fiume artificiale su cui navigavano barche vere. In scena non c’erano più solo elefanti, ma anche cavalli e dromedari. In quell’occasione, tra l’altro, un dromedario scappò e se ne andò gironzolando per la città, finché venne catturato non molto lontano dall’Arena. Nel 1955, quando per la rappresentazione dell’Otello Roberto Rossellini allestì un vero fuoco nella cavea del teatro, fece quasi morire soffocato il bravissimo tenore Mario del Monaco, che se ne andò indignato.

DEBUTTI ED ESIBIZIONI ECCELLENTI

Proprio all’Arena di Verona debuttarono nello stesso anno, il 1947, due giovani cantanti destinate a un luminoso futuro: Renata Tebaldi e Maria Callas. Com’è noto, non solo si sono esibiti all’Arena tutti i grandi della lirica – da Beniamino Gigli a Montserrat Caballet, da Placido Domingo a Luciano Pavarotti a José Carreras –, ma anche le più celebri stelle del balletto, come Carla Fracci, Maurice Béjart e la compagnia catalana La Fura dels Baus.


Foto: nnevi/Arena di Verona