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STILE LIBERO: RODARI


Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 4/2020 vom 18.03.2020

Gianni Rodari, Italiens berühmtester Kinderbuchautor, wäre dieses Jahr hundert Jahre alt geworden. Mit Witz und Scharfsinn regen seine Werke die Fantasie an, bringen zum Lachen und zum Nachdenken.


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Bildquelle: Adesso, Ausgabe 4/2020

Se c’è un autore italiano in grado di avvicinare le vecchie e le nuove generazioni, quello è Gianni Rodari. In ogni casa italiana c’è un suo libro e non esiste antologia scolastica che non riporti almeno una delle sue filastrocche. Il motivo di tanto successo è semplice: Rodari parla di temi senza tempo, in cui la realtà fa da sfondo all’immaginazione sconfinata tipica dell’infanzia e la ...

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... fantasia si mescola all’uso ironico e poetico della parola. Negli anni Cinquanta e Sessanta, Rodari ha rivoluzionato la letteratura italiana per l’infanzia, ascoltando i bambini e stimolandoli a pensare con la propria testa, a riflettere su temi importanti della vita, a guardare il mondo senza paura, anzi, con un sorriso. Nato sul Lago d’Orta, in Piemonte, nel 1920, Rodari resta orfano del padre a soli 9 anni. Si diploma come maestro elementare e fino al 1941, dopo essersi iscritto al Partito fascista, insegna in diverse scuole della provincia di Varese. Poi arriva la guerra con il suo carico di tragici eventi: la morte dei migliori amici e la deportazione del fratello in un campo di concentramento nazista. Rodari sceglie la Resistenza, si unisce ai partigiani della Lombardia e si iscrive al Partito comunista. Comincia la sua attività di giornalista e direttore presso diversi giornali di sinistra. Quasi per caso, partendo da una rubrica dedicata ai bambini, inizia ad affermarsi come autore per l’infanzia. Il successo vero e proprio arriva nel 1960, grazie all’incontro con l’editore Einaudi, e viene sancito dieci anni dopo dal prestigioso Premio Hans Christian Andersen. Rodari muore a soli 59 anni. La sua eredità più grande è il gusto per il gioco: amava giocare con tutto, con le parole, con gli errori, con i numeri, con le lettere. In occasione del centenario della sua nascita, vogliamo presentarvelo attraverso un “alfabeto di Rodari”: dalla A alla Z, 21 lettere per 21 temi per conoscere vita, opere e curiosità sull’autore. Un gioco che forse sarebbe piaciuto anche a lui.

A COME ANDERSEN

Nel 1970 Gianni Rodari riceve il Premio Andersen, noto anche come “il piccolo Premio Nobel”. Si tratta del più prestigioso riconoscimento riservato agli autori e agli illustratori per bambini e ragazzi. A oggi, Gianni Rodari è l’unico scrittore italiano ad aver ricevuto il premio, seguito, nel 2008, da Roberto Innocenti nella categoria illustratori.

B COME BARONE LAMBERTO

Il Barone Lamberto è il protagonista del fortunato libro C’era due volte il Barone Lamberto ovvero I misteri dell’isola di San Giulio, l’ultima opera di Rodari, pubblicata nel 1978. Rivolta a un pubblico di ragazzi, è anche una sorta di testamento sul tema della vecchiaia e della morte. Il romanzo è ambientato sul Lago d’Orta [vedi pag. 42], in omaggio alla terra natale di Gianni Rodari, ed è stato tradotto in 11 lingue, dal tedesco al russo, dallo spagnolo al polacco.

C COME CIPOLLINO

Una povera cipolla lotta con ottimismo contro ortaggi ricchi e crudeli, come il Principe Limone e il Cavalier Pomodoro, per liberare gli oppressi e creare un mondo di pace, giochi e studio. Ecco la prima storia di Gianni Rodari, che racchiude in sé tutti gli elementi a lui cari: i riferimenti alla realtà, l’esercizio ludico-linguistico, l’impegno civile. Cipollino appare prima a puntate sulle pagine del settimanale per ragazzi Il Pioniere; poi, nel 1951, le sue avventure vengono trasposte nel romanzo Le avventure di Cipollino, divenuto un classico della letteratura infantile in Italia e tradotto in 23 lingue.

D COME DOMANDE

Intervistare i bambini, porre le domande “giuste”, in grado di far scaturire le risposte più vere, per quanto strampalate, è una delle prerogative di Rodari. L’altra è l’attento ascolto delle loro curiosità, che spesso portano alla creazione di nuove storie. Non si deve dimenticare che Rodari è innanzitutto un giornalista e che la sua attività letteraria inizia quasi per caso. Nel 1949, il quotidiano l’Unità decide di aprire una rubrica dedicata ai bambini. In redazione Rodari è l’unico ad aver avuto esperienze come insegnante e così la rubrica gli viene affidata. “Perché il re è re?”, “Perché la mamma deve andare a lavorare tutti i giorni, invece di restare a casa come piacerebbe a me e ai miei fratellini?” Il libro dei perché, uscito postumo nel 1984, raccoglie questi e altri interrogativi. Nelle risposte di Rodari si fondono scienza, ironia, immaginazione e poesia.

E COME ERRORI

Come ogni maestro, Rodari segna gli errori dei bambini in rosso o in blu, a seconda della gravità, ma li considera sempre utili e dimostra che, se presi con la giusta ironia, possono dar vita a storie meravigliose. Il libro degli errori (1964) ne raccoglie alcune. C’è, ad esempio, Il povero ane, ossia il cane che vive a Firenze e che, per colpa dei fiorentini e della loro c aspirata, ha perso non solo la c, ma anche la testa… Ecco un esempio di “errore creativo”! “Se un bambino scrive nel suo quaderno ‘l’ago di Garda’, – spiega Rodari – ho la scelta tra correggere l’errore con un segnaccio rosso o blu, o seguirne l’ardito suggerimento e scrivere la storia e la geografia di questo ‘ago’ importantissimo”.

F COME FIABE E FILASTROCCHE

Le fiabe e le filastrocche sono le forme espressive predilette da Rodari. È proprio con il libro Filastrocche in cielo e in terra che si fa conoscere dal grande pubblico. La raccolta viene pubblicata dall’editore Einaudi, con le figure di un altro grande innovatore dell’epoca, l’illustratore e designer Bruno Munari. Nel 1962 esce un altro classico di Rodari, Favole al telefono, nel quale un certo Ragionier Bianchi, agente di commercio sempre in giro per lavoro, è impegnato a raccontare ogni sera per telefono una fiaba alla propria bambina.

G COME GATTO

Rodari ha 9 anni quando gli muore il padre. È una sera di pioggia e il papà, che di mestiere fa il fornaio, è al lavoro nel suo laboratorio. A un certo punto vede dalla finestra un gattino in difficoltà sotto l’acquazzone. Esce di corsa per soccorrerlo, ma il gesto gli è fatale: nel giro di una settimana muore per una brutta broncopolmonite. Da quel giorno, i gatti restano impressi nella fantasia del piccolo Gianni e diventano protagonisti di molte sue opere.

H COME L’ACCA IN FUGA

Per Rodari, ogni lettera ha la sua importanza. Anche l’acca, nonostante nella lingua italiana non venga pronunciata. “C’era una volta un’Acca. Era una povera Acca da poco: valeva un’acca, e lo sapeva. Perciò non montava in superbia, restava al suo posto e sopportava con pazienza le beffe delle sue compagne. Esse le dicevano: ‘E così, saresti anche tu una lettera dell’alfabeto? Con quella faccia? Lo sai o non lo sai che nessuno ti pronuncia?’ Lo sapeva, lo sapeva. Ma sapeva anche che all’estero ci sono paesi, e lingue, in cui l’acca ci fa la sua figura. ‘Voglio andare in Germania, – pensava l’Acca, quand’era più triste del solito – Mi hanno detto che lassù le Acca sono importantissime’”.

I COME IMPEGNO CIVILE

Negli anni Sessanta e Settanta, le grandi fabbriche attirano gente da tutta Italia nelle città del Nord in pieno sviluppo, come Milano e Torino. Nascono nuovi quartieri dove le famiglie e i dialetti si intrecciano, soprattutto quelli del Sud. È in questa Italia che Rodari, grazie alle sue storie e alle sue rime, diffonde tra i più piccoli la lingua italiana e il piacere della lettura.

L COME LAVORO

Rodari attribuisce molta importanza al lavoro, alla fatica, ai sacrifici, ma anche alla passione che si cela dietro ogni mestiere, senza distinzione. Imbianchino, medico, fornaio, operaio, banchiere: ogni mestiere ha la sua dignità e il suo odore, come racconta nella famosa Filastrocca dei mestieri, dove solo i fannulloni “puzzano un po’ ”.

M COME MUSICA

Rodari amava la musica e gli strumenti musicali, che suonava fin da bambino e che si trovano spesso nelle sue fiabe e filastrocche. Negli anni Settanta Sergio Endrigo, fresco di successo per aver vinto la 18a edizione del Festival di Sanremo, si rivolge a Rodari per scrivere con lui canzoni per bambini. Nasce così l’album Ci vuole un fiore, dal titolo di una delle canzoni dell’LP, ancora oggi famosissima e cantata dai bambini di tutta Italia.

N COME NIGOGLIA

Nigoglia è il nome del fiume che bagna Omegna, che però è femminile, quindi “la Nigoglia”. Ma questa non è la sua unica particolarità: è infatti l’unico emissario dei laghi prealpini che scorre verso nord. Rodari ama definirlo “un fiume che ragiona con la propria testa” e anche i cittadini di Omegna vanno orgogliosi del carattere del loro corso d’acqua, come recita un detto locale, che si legge sulla facciata del municipio: la Nigoeuja la va in su; e la legge la fèm nu! (La Nigoglia scorre verso l’alto; e la legge la facciamo noi). Un detto che Rodari inserisce anche nel suo ultimo libro, C’era due volte il Barone Lamberto.

oCOME OMEGNA

Gianni Rodari nasce nel 1920 a Omegna, in provincia di Novara, la località principale del Lago d’Orta [vedi pag. 42].

P COME PAROLA

Rodari è un maestro nell’arte di giocare con le parole. Ne inventa di nuove, le stravolge, le associa in maniera insolita e le usa per creare storie. Le sue riflessioni sui processi della fantasia e sulle regole della creazione sono raccolte nel libro Grammatica della fantasia (1973), l’unico scritto per gli adulti, oggi considerato un caposaldo della pedagogia.

Q COME QUANTITÀ

Gianni Rodari ha scritto oltre 1.000 tra fiabe, filastrocche, racconti brevi e articoli per adulti.

R COME RIDERE

“Non c’è cosa più bella della risata di un bambino” amava dire Rodari. “Il bambino bisogna farlo ridere. È più importante farlo ridere che rivelargli chissà quali misteri. (…) Divertitevi con lui, divertitelo, arrivate alla molla del riso scatenato, senza più né senso né misura: è una conquista i cui effetti dureranno per un tempo incalcolabile”.

S COME SCUOLA

Rodari visita diverse scuole d’Italia, prima come insegnante, poi come autore. È di certo un insegnante fuori dal comune: cerca di catturare l’attenzione dei bambini, li ascolta, crea con loro storie straordinarie. La scuola è per Rodari il luogo privilegiato dell’invenzione, della libertà. È qui che i bambini devono imparare a decidere con la propria testa, come spiega la filastrocca Una scuola grande come il mondo: “Di imparare non si finisce mai, e quel che non si sa è sempre più importante di quel che si sa già. Questa scuola è il mondo intero quanto è grosso: apri gli occhi e anche tu sarai promosso”.

T COME TRENO

Dopo la morte del padre, il piccolo Gianni viene mandato per qualche tempo nella casa di un capostazione di Garavate, dove la zia materna lavora come domestica. Da qui ha un punto di vista privilegiato sul mondo dei treni, un universo affascinante che converge in molte delle sue opere, come nel famoso racconto La freccia azzurra, del 1964, diventato anche un bel film di animazione per la regia di Enzo D’Alò.

U COME URSS

Nel 1944 Rodari si iscrive al Partito comunista italiano e si unisce alle forze partigiane. Inizia così il suo impegno politico, che, subito dopo la fine della guerra, lo porta a collaborare in qualità di giornalista o direttore con diversi giornali di sinistra, da Ordine Nuovo a l’Unità, da Paese Sera a Il Pioniere, destinato a bambini e ragazzi. Risale a questo periodo anche il suo primo viaggio in Unione Sovietica. È il 1952 e i suoi primi libri per ragazzi, Il libro delle filastrocche e Le avventure di Cipollino, che in Italia non sono ancora noti al grande pubblico, raccolgono invece in Unione Sovietica uno straordinario consenso, tanto da essere adottati diffusamente nelle scuole.

v COME VERDE

Rodari ha un occhio di riguardo per l’ambiente ed è per certi versi un precursore dell’ambientalismo, come dimostra il racconto Il mondo in scatola, dove immagina gli uomini dominati dai prodotti, compresi quelli più inutili, come i vuoti a perdere.
Verde, ossia acerbo, è anche l’orecchio di un tale in viaggio sul treno nella poesia Parole per giocare: “… sono vecchio, di giovane mi è rimasto solo quest’orecchio. È un orecchio bambino, mi serve per capire le voci che i grandi non stanno mai a sentire: ascolto quello che dicono gli alberi, gli uccelli (…) capisco anche i bambini quando dicono cose che a un orecchio maturo sembrano misteriose”.

Z COME ZERO

Tra i valori senza tempo che Rodari insegna ai bambini c’è anche il rispetto per gli altri, anche quando ci sembrano poco importanti. Nella famosa filastrocca Il trionfo dello Zero, un povero 0, che nessuno vuole in compagnia, incontra un giorno un 1. Insieme diventano un 10 e da quel giorno lo Zero viene rispettato.

Der Audio-Trainer von ADESSO 4/2020

Ascolta un brano radiofonico su Rodari. adesso-online.de/adesso-audio

IMPARA L’ITALIANO CON LE FILASTROCCHE DI RODARI

DI GIOVANNA IACONO

L’accento sulla A

«O fattorino [Bote] in bicicletta dove corri con tanta fretta?» «Corro a portare una lettera espresso [Eilbrief] arrivata proprio adesso». «O fattorino, corri diritto [geradeaus], nell’espresso cosa c’è scritto?» «C’è scritto – Mamma non stare in pena [sich sorgen] se non ritorno per la cena, in prigione [Gefängnis] mi hanno messo perché sui muri ho scritto col gesso [Kreide]. Con un pezzetto di gesso in mano quel che scrivevo era buon italiano, ho scritto sui muri della città “Vogliamo pace e libertà”. Ma di una cosa mi rammento [rammentarsi: sich erinnern], che sull’a non ho messo l’accento. Perciò ti prego per favore, va’ tu a correggere quell’errore, e un’altra volta, mammina mia, studierò meglio l’ortografia».

Il gioco dei se

Se comandasse [comandare: das Sagen haben] Arlecchino il cielo sai come lo vuole? A toppe [Flicken] di cento colori cucite con un raggio di sole. Se Gianduia diventasse ministro dello Stato farebbe le case di zucchero con le porte di cioccolato. Se comandasse Pulcinella la legge [Gesetz] sarebbe questa: a chi ha brutti pensieri sia data una nuova testa.

Das Übungsheft ADESSO Plus 4/2020 A pagina 5 fai l’esercizio collegato all’articolo. adesso-online.de/adesso-plus

DA COLLEZIONARE

Cento Gianni Rodari. Cento storie e filastrocche. Cento illustratori. Un’edizione speciale pensata per l’anniversario di Rodari: le sue opere interpretate dai maggiori illustratori italiani.

RODARI E OMEGNA

Parco della fantasia
Visite guidate e attività.
www.rodariparcofantasia.it

EVENTI A MONACO DI BAVIERA

www.annaconti.com

8 maggio Mittagessen - piemontesische Küche
12:30-15 Ristorante Acquarello Mühlbaustraße 36.
Auf den Spuren von Gianni Rodari
19:30-22 Literaturhaus Salvatorplatz 1.
9 maggio Kreativität und Lernentwicklung. Die Lehre von Gianni Rodari
10-13 Ludwig-Maximilians-Universität Geschwister-Scholl-Pl. 1.
10 maggio Die „tausend“ Stimmen von Gianni Rodari
15-18 Italienisches Kulturinstitut Hermann-Schmid-Straße 8.
14 maggio Die Gestade von Rodari
18-20 Korbiniansaal-Caritas Lämmerstraße 3.
17 maggio Zweimal Lamberto
15 e 19 Kleiner Konzertsaal Gasteig Rosenheimer Straße 5.

EVENTI IN ITALIA

www.100giannirodari.com

Filastrocca corta e gaia

Filastrocca corta e gaia [fröhlich], l’abbaino [Dachgaube] non abbaia [abbaiare: bellen], la botte [Fass] più grossa non è un bottone [Knopf], la mela più rossa non è un melone, ed il mulo [Maultier] più piccino non sarà mai un mulino [Mühle].


Disegni di BRUNO MUNARI-Filastrocche originali di GIANNI RODARI