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VIAGGI: FIRENZE DALL’ALTO


Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 4/2020 vom 18.03.2020

Es gibt keinen besseren Weg, um Florenz und seine Geheimnisse, Farben und Merkmale zu begreifen, als den Blick von oben. Die fantastischsten Ausblicke auf die Stadt am Arno von hoch oben, fern von Menschenmengen, im Grünen und unweit der großen Denkmäler.


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Artikelbild für den Artikel "VIAGGI: FIRENZE DALL’ALTO" aus der Ausgabe 4/2020 von Adesso. Dieses epaper sofort kaufen oder online lesen mit der Zeitschriften-Flatrate United Kiosk NEWS.

Bildquelle: Adesso, Ausgabe 4/2020

Sono un po’ fissata, lo ammetto, ma quando mi trovo in una città che non conosco, cerco sempre un punto panoramico per guardarla dall’alto. Solo così ho la sensazione di scoprire tutti i suoi segreti, cogliendo dettagli che dalla classica prospettiva ad altezza d’uomo probabilmente non noterei. Per Firenze, che è anche la città nella quale ...

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... sono nata e cresciuta, vale più che altrove. Guardarla dall’alto è come riscoprire ogni volta un panorama rinascimentale in cui tutto – il paesaggio, la posizione degli edifici, i colori – è studiato minuziosamente per ottenere un effetto di impeccabile armonia.

Cosa posso fare a Firenze in un giorno solo? Dove posso andare per evitare i luoghi più affollati? Quando qualcuno me lo chiede – e mi accade spesso! – rispondo sempre di “salire” a godersi semplicemente il panorama dall’alto: non c’è modo migliore per entrare in contatto con l’anima della città. Si intuisce immediatamente la storia dell’abitato, sorto in una conca circondata da dolci colline. Fin dal primo sguardo si coglie la distesa di tetti rossi intervallati da terrazze, alcune enormi e sontuose, altre minuscole e quasi in bilico fra le case. Non si scoprono, invece, i giardini, che a Firenze sono “rinchiusi” nei cortili privati dei palazzi e, se accessibili al pubblico, capita raramente di trovare aperti. Quasi mai, in ogni caso, quando si vorrebbero visitare! Dall’alto si fa chiarissima la distribuzione dei borghi, centri abitati nati intorno alle case-torri di epoca medievale, costruite a scopo difensivo e poi divenute abitazioni di famiglie influenti. Il più importante, quello degli Albizi, ha dato il nome alla bella strada che i turisti sono soliti percorrere partendo dalla casa di Dante per raggiungere la basilica di Santa Croce. Peccato che spesso si facciano intimidire dal brutto Palazzo delle Poste, perché se proseguissero su Via Pietrapiana scoprirebbero uno degli angoli ancora autentici della città, il quartiere di Sant’Ambrogio, con il mercato omonimo.

Dall’alto si vedono bene gli edifici nobili e orgogliosamente maestosi, che nascondono le case popolari, più basse e strette l’una all’altra, con i portoncini che paiono ritagliati fra le vetrine dei negozi. E poi più in là, sembrano puntini, ma sono le canoe che scivolano controcorrente sul fiume, quasi a sfidarlo. L’Arno, che non è più “d’argento” come in una vecchia canzone fiorentina, ma di un colore limaccioso assai poco invitante – divide la città in due parti, che noi fiorentini chiamiamo “il Diladdarno” e “il Diquaddarno”: “di là” i quartieri più popolari e veraci, “di qua” il centro storico con il patrimonio artistico e architettonico che tutto il mondo ammira, amato al punto che il Consiglio comunale ha deciso di proteggerne lo skyline. Una recente variante al piano regolatore cittadino impedisce infatti gli interventi edilizi che modifichino la vista panoramica da 18 punti, fra cui il celebre Piazzale Michelangelo, ma non solo. È tutelato anche il panorama che si gode da luoghi meno conosciuti e periferici, come la suggestiva Via San Carlo, che si inerpica su per la collina di Bellosguardo, a sud-ovest di Firenze. Un modo per preservare la bellezza di questa città, che ho il piacere di presentarvi… dai miei punti panoramici preferiti!

1. Piazzale Michelangelo

Non è un segreto: Piazzale Michelangelo è talmente famoso che lo ha sicuramente visto anche chi non è mai stato a Firenze, magari in fotografia o, nel peggiore dei casi, grazie al video amatoriale di qualche lontano parente… La sua notorietà è comunque giustificata dalla bellezza sconvolgente del panorama. Circondato da una balconata di pietra, il Piazzale si affaccia sulla città e permette di abbracciarla tutta con un solo sguardo: a sinistra le antiche mura merlate e le colline, l’Arno giusto al centro, a destra tutti i monumenti che rendono il centro storico di Firenze patrimonio Unesco, come la cattedrale di Santa Maria del Fiore con la famosa cupola del Brunelleschi (vedi pag. 20), il Battistero, Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria e la Galleria degli Uffizi, solo per citare i più famosi. Se dopo tanta bellezza vi viene la curiosità di voltarvi, fatelo – mi raccomando – con cautela. Lo scenario che vi attende è fra i meno romantici che si possano immaginare: bus turistici dai colori improbabili, venditori ambulanti di foulard e borse taroccate, bancarelle con torri di Pisa in miniatura, ombrelli a forma di cupola del Duomo e poster della città dai colori evidentemente sbagliati. Un motivo per girarsi però c’è, quindi non ci rinunciate: il David di Michelangelo, che in perfetta sintonia con le bancarelle, in realtà è una copia del capolavoro conservato al Museo dell’Accademia!

Qui: la vista mozzafiato dalla terrazza dello Student Hotel.


2. Il Giardino delle rose

Per godere della stessa vista, ma da un luogo più riservato, basta scendere di qualche metro lungo la serpentina di Viale Giuseppe Poggi. Arrivati al numero 2, troverete l’accesso principale al Giardino delle rose, lo scenario perfetto per gli innamorati, ma anche per tutti coloro che vogliono concedersi una pausa nel verde. Aperto tutti i giorni dalle 9 del mattino all’ora del tramonto, il giardino dà il meglio di sé nel mese di maggio, quando le oltre 300 varietà di rose presenti sbocciano in un tripudio di profumi e colori.

3. San Miniato al Monte

Alle spalle di Piazzale Michelangelo, dista solo 5 minuti a piedi un altro punto panoramico d’eccezione: la collina di San Miniato al Monte. Impossibile non farci caso, perché a guardarla da lontano l’omonima chiesa risplende come una regina seduta in cima a una scalinata bianca. Haec est porta coeli, “Questa è la porta del cielo”, ricorda un’incisione sulla soglia. Si riferisce alla porta sulla sinistra della facciata, che viene aperta solo il venerdì santo per consentire ai fedeli di ricevere l’indulgenza plenaria. Una volta arrivati fin qui, il dubbio è se godersi prima la vista, oppure visitare la famosa abbazia, splendido esempio di romanico fiorentino che domina da sempre la città. Da sempre, sì, perché risale all’epoca di Carlo Magno, quando Firenze non era che un villaggio, o poco più. Fa parte dell’abbazia anche il Cimitero monumentale delle Porte Sante, l’unico cimitero cristiano della città all’epoca delle persecuzioni dell’imperatore Decio (250 d.C.). La leggenda narra che il principe armeno Miniato, dopo essere stato decapitato, raccolse la propria testa, attraversò l’Arno e venne a deporla qui insieme con il corpo.

Qui: una vista panoramica di Firenze, con il complesso di Santa Maria del Fiore e, in primo piano, Palazzo Vecchio.


In questo luogo unico riposano in pace molti personaggi illustri, da Pellegrino Artusi, il padre della cucina regionale italiana fino al celeberrimo Carlo Lorenzini, alias Collodi, l’autore di Pinocchio. Dietro la chiesa vi aspetta un’altra sorpresa. Basta salire ancora un po’ e scollinare per ritrovarsi in aperta campagna, o se preferite, in un dipinto di Telemaco Signorini (1835-1901).

4. Il Giardino dell’iris

Su appuntamento si può visitare tutto l’anno, ma se oltre al panorama mozzafiato su Firenze volete “vivere” il giardino al massimo del suo splendore, dovete pianificare il vostro viaggio nel periodo compreso fra il 25 aprile e il 20 maggio. Solo in queste settimane, infatti, il fiore simbolo della città sboccia e impreziosisce la vista su Firenze. Diverse varietà di iris fioriscono fra gli olivi, lungo i vialetti selciati in pietra serena e accanto a romantiche scalette.

5. Via dell’Erta canina

Il detto Der Weg ist das Ziel si addice perfettamente a questa strada. Per imboccarla, partite da Piazzale Michelangelo e prendete Viale Galileo Galilei fino all’attraversamento pedonale nei pressi del numero civico 10. Da qui scendete verso il centro città attraverso Via dell’Erta canina. Non vi saprei dire se è più bella la strada o il panorama. Giudicate voi! Passeggiate senza fretta osservando le facciate scolorite dei palazzi e i cancelli antichi, che lasciano intuire un panorama su Firenze ancora più bello. Arrivati al numero 44, continuate sul sentiero di erba. Dopo ogni curva vi apparirà uno spicchio di panorama che potrete godere in perfetta solitudine.

6. La torre di San Niccolò

Mi ha sempre comunicato una sensazione di sicurezza, questa torre austera e imponente che da secoli veglia imperterrita sull’Arno. A noi fiorentini sembrava inarrivabile, fino a quando nel 2015 è stata aperta al pubblico. La sua storia è senza dubbio interessante, ma lo è ancora di più la vista dal balcone che corre lungo il suo perimetro. Siamo a Diladdarno, e questo significa che ai vostri piedi avete tutti, ma proprio tutti, i monumenti più importanti del centro storico di Firenze, che sembra di poter toccare con un dito.

7. Il Forte Belvedere

Il modo più suggestivo di raggiungere il Forte è percorrere a piedi Via di San Leonardo, una splendida strada costeggiata da ville signorili, facciate color ocra e muri ricoperti d’edera, oltre i quali spuntano fronde d’olivi e cipressi. Poco dopo la deliziosa chiesetta di San Leonardo, ecco apparire il Forte Belvedere, che con le sue finestrine rettangolari, il tetto di coppi e il loggiato sulla facciata e sul retro, più che un baluardo militare sembra una semplice villa di campagna. E poi c’è il giardino, che si sviluppa sulle piattaforme dei bastioni rivestiti di prato all’inglese. Un vero e proprio belvedere su tutta la città: di fronte a voi si dispiegano i monumenti più belli del centro storico e, ai vostri piedi, si estende il meraviglioso Giardino di Boboli… ma questa è tutta un’altra storia!

8. Bellosguardo

Nomen omen.Di nome e di fatto, questo luogo regala uno dei più bei panorami di Firenze. La collina si raggiunge in 20 minuti a piedi da Piazza San Francesco di Paola, oppure in macchina o in motorino, come facevo io durante gli anni del liceo per godere della vista romantica sulla città con il mio fidanzatino. Da qui si vedono molti dei monumenti di Oltrarno – il Diladdarno dei fiorentini –, compresa la facciata di Palazzo Pitti, che dagli altri punti panoramici non è facile da individuare. Percorrendo Via di Bellosguardo, ancora sconosciuta ai turisti, si raggiungono due belvedere. Il primo si trova dopo la curva a gomito sulla sinistra, di fronte al Prato dello Strozzino. Il secondo è quello in Via Roti Michelozzi (non lasciatevi intimidire dal cartello “strada senza uscita”!), poco prima dell’ingresso all’Hotel Torre di Bellosguardo. Da questo punto cipressi secolari, mandorli in fiore, distese di ulivi e una natura apparentemente selvaggia incorniciano il bellissimo panorama su Firenze che fra il 1812 e il 1813 ispirò il poemetto Le Grazie di Ugo Foscolo. Il mio fidanzatino di un tempo mi raccontava sempre questa storia, ma in quel momento – chissà perché… – i suoi occhi caramello mi sembravano più interessanti…

9. Orti del Parnaso

Ebbene sì, il mio fidanzatino si era specializzato in panorami. Ogni volta che me ne faceva vedere uno nuovo, pensavo che sarebbe stato l’ultimo. No, non paventavo la fine della nostra storia, ma non mi aspettavo che riuscisse a trovarne uno diverso, e se possibile, ancora più bello del precedente. A pensarci bene, in tempi nei quali non esisteva Internet, si trattava di un impegno davvero ammirevole. Immaginate dunque la sorpresa quando, sempre in motorino in due e sempre senza casco – perché a quei tempi andava così –, siamo arrivati in Via Trento. Poco prima di imboccare la strada, ho dovuto chiudere gli occhi. Quando li ho riaperti, mi sono trovata davanti la coda di un drago gigante e, sullo sfondo, la cupola del Brunelleschi incorniciata dai pini. Non ci credete? Provare per credere!

10. La panchina ai piedi di Villa Medici a Fiesole

Dall’altra parte della valle che avvolge la città di Firenze, sorge Villa Medici, oggi patrimonio Unesco e, fra le ville medicee, quella meglio conservata. Il meraviglioso giardino all’italiana può essere visitato su appuntamento, ma la panchina in pietra serena a destra dell’ingresso principale è sempre disponibile ad accogliere voi e i vostri pensieri, mentre lo sguardo spazia sull’infinito. Se poi vi capita di passare di qui in primavera, lo sguardo verrà sicuramente catturato anche dai colori dei ranuncoli, degli anemoni, dei giaggioli e delle rose antiche che completano il “quadro” rinascimentale.

11. The Student Hotel

L’orizzonte guardato stando distesi su una magnifica spiaggia è noioso, in confronto a quello che si vede dalla terrazza di questo albergo. La foto a pagina 15 parla da sola! Ma se preferite assicurarvene di persona, basta salire sul tetto dello Student Hotel, in Viale Spartaco Lavagnini 70, anche solo per un aperitivo.

12. La terrazza della Rinascente

A ricordarcelo è la cosiddetta Colonna dell’Abbondanza: in Piazza della Repubblica siamo nel centro esatto della Florentia romana. Oltre ai tantissimi turisti, agli artisti di strada e ai locali storici, dove vi consiglio di prendere un caffè al bancone, come fanno i veri fiorentini – c’è anche una terrazza dalla quale la cupola di “sua maestà” il Duomo sembra vicinissima, tanto da poterla toccare con un dito. Basta entrare nel grande magazzino La Rinascente, salire all’ultimo piano e sedersi ai tavoli del bar. L’aperitivo forse è un po’ più caro della media, ma per la vista che si gode, ne vale la pena: di fronte avrete la cupola del Duomo e sulla sinistra la torre del Bargello, l’antico carcere, oggi museo: forse il più spettacolare della città e forse anche quello meno preso d’assalto.

13. Museo degli Innocenti

Il Museo degli Innocenti, in Piazza della Santissima Annunziata, è il luogo perfetto per trovare riparo dai turisti che normalmente affollano il centro di Firenze. Lo splendido edificio – che in passato era lo Spedale degli Innocenti, probabilmente il primo esempio di architettura rinascimentale del mondo –, ha una storia che rimonta agli inizi del 1400. L’elegante e maestoso porticato si deve a Filippo Brunelleschi e nei tondi in terracotta invetriata sulle campate emergono dallo sfondo di uno splendido azzurro i famosi putti bianchi di Andrea della Robbia. Sono il simbolo dello Spedale degli Innocenti, il più antico brefotrofio d’Europa, che apre ufficialmente i battenti il 5 febbraio 1445, quando viene accolta la prima bambina. Da allora l’Istituto ha accolto e accudito oltre 500.000 bambini. Molti sono stati lasciati sulla cosiddetta “ruota degli esposti”, ancora oggi visibile sotto il porticato, non più usata dal 1875. Nel museo, commozione e conoscenza coesistono: qui tutto è una scoperta, ma la sorpresa più grande arriva all’ultimo piano, dove nella grande loggia del 1400, nel punto in cui c’era lo stenditoio dell’antico Spedale, si scopre il Caffè del Verone, una struttura in legno e vetro nella quale, anche senza biglietto d’ingresso al museo, ci si può rilassare godendo di una vista impagabile sui tetti della città.

14. Biblioteca delle Oblate

Immaginate di sorseggiare un caffè leggendo un bel libro all’ombra della cupola del Brunelleschi. No, non in uno degli affollati (e carissimi!) bar che si trovano ai piedi del Duomo, bensì in un luogo raccolto e poco turistico: la Biblioteca delle Oblate, in Via dell’Oriuolo 24. Il bar che si trova all’ultimo piano di questa splendida biblioteca – aperta al pubblico nel 2007 all’interno di un convento del 1300 – vanta forse la vista più bella della città sulla cupola del Brunelleschi.

15. La Cupola di Santa Maria del Fiore

Il Duomo di Santa Maria del Fiore emerge dai tetti del centro storico e non c’è angolazione dalla quale non si scorga la sua celebre cupola (vedi pag. 20). Se avrete la forza di salire fino in cima (dopo 463 scalini!) davanti ai vostri occhi si dispiegherà un panorama straordinario, a 360 gradi. Rapiti dalla meraviglia, i turisti che arrivano da ogni parte del mondo riescono a dire una sola parola, che si sente ripetere qua e là in tutte le lingue: “Guarda!” “Guarda!”.

Dall’alto, in senso orario: Via dell’Erta canina; il panorama dall’hotel Torre di Bellosguardo; Forte Belvedere dall’alto e, sullo sfondo, il centro di Firenze; il Caffè del Verone, all’ultimo piano del Museo degli Innocenti.


Foto: STriff/Shutterstock

Foto: Sal Marston Photography/The Student Hotel

Foto: Stefano Gerace

Foto: Torre Bellosguardo.com; Tomka/Alamy Stock Photo; I.Bernardin