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VIAGGI:- GENOVA SI VEDE SOLO DAL MARE


Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 9/2019 vom 17.07.2019

Wer die wahre Schönheit der „Stolzen“ entdecken möchte, muss einige Mühe auf sich nehmen. Die Belohnung sind zauberhafte Fischerdörfer mit bewegter Geschichte, faszinierende Museen und Villen in den Hügeln und die einzigartige Vegetation in üppigen Parkanlagen.


Artikelbild für den Artikel "VIAGGI:- GENOVA SI VEDE SOLO DAL MARE" aus der Ausgabe 9/2019 von Adesso. Dieses epaper sofort kaufen oder online lesen mit der Zeitschriften-Flatrate United Kiosk NEWS.

Bildquelle: Adesso, Ausgabe 9/2019

Qui: Il porticciolo di Nervi.


FOTOCATHERINA UNGER

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I l copione è sempre lo stesso: “Certo che è proprio brutta”, penso fra me e me ogni volta che arrivo a Genova. Percorrendo la Sopraelevata, l’arteria che l’attraversa tagliandola praticamente a metà, non vedo altro che edifici moderni addossati gli uni agli altri e vecchi palazzi ...

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I l copione è sempre lo stesso: “Certo che è proprio brutta”, penso fra me e me ogni volta che arrivo a Genova. Percorrendo la Sopraelevata, l’arteria che l’attraversa tagliandola praticamente a metà, non vedo altro che edifici moderni addossati gli uni agli altri e vecchi palazzi lasciati nell’incuria. Non c’è da meravigliarsi se puntualmente scuoto il capo, perplessa. A un tratto, però, scatta la magia. “Sono stato triste da morire per tre giorni, dopo aver lasciato Genova, una città tutta di marmo con dei giardini colmi di rose. Una bellezza che strazia l’anima”, scriveva nel 1845 Gustave Flaubert in una lettera all’amico Alfred Le Poittevin. Accade anche a me: più osservo, più riesco ad andare oltre l’apparenza. Genova ha qualcosa di magnetico, che ti costringe a guardarla finché non riesci a coglierne la ritrosa bellezza: solo allora sbucano, come per incanto, gli splendidi palazzi nobiliari, le maestose chiese, le stradine intricate e ricche di fascino. Il punto in cui la città dà il meglio di sé è vicino al porto, dove angoli splendidi conservano traccia delle sue antiche origini marinare. “Chi guarda Genova sappia che Genova si vede solo dal mare”, canta il genovese Ivano Fossati in una sua famosa canzone. E allora andiamo alla scoperta dei borghi ancora autentici, dove è possibile perdersi nellecrêuze , gli stretti viottoli tipici della Liguria, fare il bagno o semplicemente godere della bellezza nascosta di questa singolare città.

BOCCADASSE

Situato a Levante, nel quartiere Albaro, a poca distanza dal centro storico, Boccadasse è uno dei borghi più belli della Liguria, dove le case, in toni pastello e addossate le une alle altre, si specchiano nel mare creando una vera e propria festa di colori.
Il suo nome deriva forse dalla forma della piccola baia in cui sorge, che ricorda una bocca d’asino:bocca d’azë , in dialetto genovese. L’ipotesi più probabile conduce però al torrente Asse, oggi interrato, che scorreva nella zona. C’è poi la leggenda che attribuisce la fondazione del borgo a un gruppo di pescatori spagnoli, approdati in questa insenatura durante una tempesta intorno all’anno Mille.

I genovesi, nelle calde sere d’estate, dal centrale Corso Italia arrivano passeggiando fin qui, per prendere un gelato o cenare in uno dei tanti locali. Nel quartiere si trova anche la chiesa di Sant’Antonio, che conserva numerosiex voto legati alla vita e ai drammi dei pescatori, perché Boccadasse è rimasto un borgo autentico e vivo dove ancora oggi i pescatori continuano il lavoro dei loro padri. Basta prendere unacrêuza e si arriva in spiaggia, dove può capitare, anche se sempre più raramente, di vedere pescatori intenti a rammendare le reti o a sistemare le barche. Da qualche anno, grazie alla Cooperativa Pescatori, è attivo anche il servizio di pescaturismo, per chi vuole mangiare pesce appena pescato. Il ritrovo è al mattino presto sulla spiaggia dell’antico borgo. Si sale poi sul vecchio gozzo GE 8317 e si trascorre un’intera giornata da pescatori. Al rientro, si cucina quello che è stato pescato nell’osteria che porta il nome della barca: solitamente pesci che non si è più abituati a consumare, come capponi, pagri, pescatrici e saraghi. Tornando alla chiesa di Sant’Antonio, non si può non citare la vicina piazzetta dedicata al poeta Edoardo Firpo, che offre un bel punto panoramico e ospita un busto con una storia molto particolare. Raffigura il Grande Ammiraglio Miguel Grau Seminario ed è stato regalato a Boccadasse dai peruviani perché il borgo ricorda molto quello di Piura, in Perù, città natale del Grande Ammiraglio, nominato nel 2000 “peruviano del millennio”. Per trovare un punto panoramico ancora più scenografico bisogna prendere lacrêuza a levante della piazzetta. Si raggiunge così il Capo di Santa Chiara, sovrastato dal Castello Türcke, eretto nel 1903 in stile liberty, da dove la vista sul Levante ligure arriva nelle giornate limpide fino al promontorio di Portofino.

VERNAZZOLA

Da Boccadasse a Vernazzola, nel quartiere Sturla, il passo è breve. Meno di un chilometro (150 metri in linea d’aria) separa le due spiagge, mentre nell’entroterra il “confine” è segnato dal Capo di Santa Chiara, che un tempo si chiamava Capo di Vernazzola e cambiò nome solo dopo l’istituzione di un convento di clarisse. Da qui partono lecrêuze dirette al mare. I loro nomi, come in generale quelli dell’intero borgo, richiamano per la maggior parte personaggi della mitologia: Via Urania, Via Tritone, Via degli Argonauti, Via Icaro... Una scelta singolare, fatta dall’ultimo sindaco di San Francesco d’Albaro, che aveva giurisdizione su Vernazzola prima che entrambi i borghi venissero inglobati, nel 1874, nella città di Genova. Appassionato di mitologia, decise di cambiare la maggior parte dei nomi delle strade. Uno dei vicoli più caratteristici di Vernazzola si chiama però Vico di Pesce: un omaggio alla vocazione marinara di questi luoghi (vico sta pervicus , “paese”).

Da sinistra: il borgo di Boccadasse; la Passeggiata Anita Garibaldi di Nervi.


Dall’alto: il porticciolo di Bogliasco; la spiaggia di Caprafico a Nervi.


Vi renderete conto di avvicinarvi alla spiaggia dalle barche, che a poco a poco sostituiscono le macchine parcheggiate. Passeggiando tra ville settecentesche scorgerete panni appesi alle finestre, vasi di fiori, di basilico e di rosmarino sui balconi, buganvillee dai colori accesi, rosa e viola, che rivestono i muri e, soprattutto, sarete sempre accompagnati dal profumo intenso del gelsomino. Arrivati in spiaggia, potrete rilassarvi o fare un bagno nella baia, protetta da due grossi scogli chiamati dai residenti il Grosso e la Bernardina. Sbarcarono su queste spiagge i martiri Nazario e Celso, che in tutta Genova fondarono ben quattro chiese. A loro è dedicata la chiesa centrale del quartiere Sturla, attestata nei documenti già dal Trecento.

NERVI

Nervi sorge in una posizione privilegiata. Le alture a ridosso del mare assicurano infatti un clima particolarmente mite anche nei mesi invernali.

La Passeggiata Anita Garibaldi parte dal porticciolo e si snoda per due chilometri a picco sulla scogliera, fino all’antico scalo di Capolungo. A farla costruire nel 1862, su un percorso preesistente, fu il marchese Gaetano Gropallo. Dalle panchine a disposizione dei passanti la vista è bellissima sempre, ma più affascinante che mai in inverno, con il mare mosso. A circa metà percorso si erge la Torre Gropallo, risalente alla metà del Cinquecento, nota in passato con il nome di Torre del Fieno perché in caso di pericolo l’allarme veniva lanciato bruciando un po’ di fieno sulla sua sommità. Oggi ospita la sezione locale dell’Associazione nazionale alpini. Punto d’arrivo è la spiaggia di Capolungo, dove è possibile fare il bagno e prendere il sole sui ciottoli. Poco lontano si apre la spiaggetta di Sant’Ilario, una zona resa famosa dalla canzone di Fabrizio De AndréBocca di Rosa .

Sant’Ilario Alto è uno dei borghi più prestigiosi del Levante genovese, dove hanno casa molti cosiddetti vip, tra i quali Beppe Grillo. Basta rivolgere lo sguardo a terra per trovare le indicazioni della strada da seguire per arrivare ai Parchi, la seconda attrattiva di Nervi: 92.000 metri quadri di verde dove vivono più di 100 specie botaniche, tra le quali il cedro, l’albero del pepe, i maestosi pini marittimi e gli ulivi. L’area è formata da diversi giardini riunificati, un tempo appartenenti alle ville nobiliari di Gropallo, Saluzzo Serra, Grimaldi Fassio e Luxoro, che oggi sono diventate musei di arte moderna e contemporanea. Nei Parchi di Nervi sorge anche il Polo museale di Nervi, comprendente la Galleria di Arte moderna di Genova, il Museo Giannettino Luxoro e le Raccolte Frugone. Il prato all’inglese, le statue sparse nei giardini, il bellissimo roseto e le fontane lo rendono il luogo ideale per lasciarsi tutto alle spalle e ricaricarsi di nuova energia.

BOGLIASCO

Bogliasco è una piccola perla incastonata fra un’insenatura naturale, verso il mare, e il monte Cordona (800 metri) alle sue spalle. Vale la pena di spostarsi ancora un po’ verso Levante per raggiungerla.

Il borgo ha radici antichissime, che risalgono addirittura al periodo Paleolitico e Mesolitico, e una storia segnata dal susseguirsi delle più diverse dominazioni: Romani, Longobardi, Bizantini, Francesi, Austriaci... Simbolo di queste travagliate vicende è il castello. Eretto a difesa del borgo, divenne proprietà della Repubblica di Genova nel XII secolo, venne poi saccheggiato dai Veneziani nel 1432 e diventò teatro di scontri durante le guerre napoleoniche. Oggi, dopo una ristrutturazione completa, è diventato un complesso abitativo, ma la sua struttura è ancora ben riconoscibile. Nel centro di Bogliasco si concentrano varie chiese ricche di opere d’arte. Spicca il Santuario di Nostra Signora delle Grazie, fondato nel 1817, dove sono custoditi diversi ex voto. Gli oggetti offerti in dono “per grazia ricevuta” sono raccolti in una cappella costruita anch’essa come ringraziamento dopo un episodio miracoloso: una ragazza caduta sulla scogliera e rimasta illesa.

Il vero “padrone” di Bogliasco è però il mare, sempre cristallino, mentre sulla riva il paesaggio varia, alternando spiagge a ripide scogliere. È il luogo ideale per chi ama fare sport d’acqua, in particolare surf, e non a caso da queste parti si è formata una piccola comunità di amatori. Da non perdere la Scogliera di Pontetto, segnalata fra i siti di interesse naturale e geografico regionale. L’habitat dei fondali è formato da praterie di posidonie e formazioni coralline.

PEGLI

Il borgo di Pegli si trova sulla riviera di Ponente, in passato una delle mete preferite di nobili e ricchi borghesi e ancora oggi apprezzatissimo. Il nome deriva dall’anticaPyla Veituriorum , una città fondata dalla popolazione ligure dei Veturii. Nonostante la presenza di un porticciolo, Pegli non ricoprì mai un ruolo di particolare rilievo. Soltanto a partire dalla metà del Cinquecento, grazie alla cosiddetta Via Antica Romana, una strada medievale che collegava Genova con i paesi situati a ponente, iniziò ad acquistare importanza, diventando pian piano il luogo in cui le famiglie nobili genovesi costruivano le loro ville. Il momento d’oro arrivò però fra l’Ottocento e la prima guerra mondiale, quando aristocratici di tutta Europa venivano a trascorrere qui la stagione invernale per sottrarsi ai rigidi inverni del Nord. Tra gli ospiti si ricordano famosi personaggi politici, come il principe ereditario di Germania Federico Guglielmo III Hohenzollern, letterati come George Sand, Franz Kafka e il librettista Arrigo Boito. Oggi, a testimoniare questo glorioso passato, rimangono gli eleganti palazzi ottocenteschi, sparsi in tutta Pegli, e le splendide ville con parco. Villa Durazzo-Pallavicini, per esempio, con uno spettacolare parco di 8 ettari in collina, trasformato in giardino botanico. Di grande effetto, in primavera, il Viale delle camelie, che ospita una delle più antiche collezioni italiane di questo fiore. E poi c’è Villa Centurione Doria – sede del bel Museo navale, con modelli di velieri, galeoni, vascelli e reperti legati al mare –, da visitare con il naso all’insù per ammirare gli affreschi collocati sui soffitti e sulle volte.

In senso orario: un tratto di costa di Nervi e, sullo sfondo, il promontorio di Portofino; la Cooperativa Pescatori di Boccadasse; il borgo di Bogliasco; Pegli e sullo sfondo la cupola della chiesa di Santa Maria Immacolata e San Marziano.