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VIAGGI: MATERA: UNA BELLEZZA CHE LASCIA DI SASSO


Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 1/2019 vom 19.12.2018

Matera – eine faszinierende Zeitreise durch 4000 Jahre Geschichte. Berühmt für die archaischen Felsbehausungen, ist die einzigartige Höhlenstadt aus einer Art Dornröschenschlaf erwacht und nun auch Kulturhauptstadt Europas 2019.


Artikelbild für den Artikel "VIAGGI: MATERA: UNA BELLEZZA CHE LASCIA DI SASSO" aus der Ausgabe 1/2019 von Adesso. Dieses epaper sofort kaufen oder online lesen mit der Zeitschriften-Flatrate United Kiosk NEWS.

Bildquelle: Adesso, Ausgabe 1/2019

DER AUDIO-TRAINER ADESSO AUDIO 1/2019 Ascolta un brano su Matera, Capitale europea della cultura 2019.

Non è una città come le altre, Matera. Non solo i seicenteschi palazzi signorili appoggiati sul ciglio di una rupe, immersi nel paesaggio arso e selvaggio, la rendono unica al mondo, ma proprio di fronte si erge una seconda città fuori dal tempo (preistorica, bizantina, ...

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... orientale…), formata da un fittissimo reticolo di case scavate nella roccia. Chiunque l’abbia visitata afferma di aver provato qualcosa di molto simile al mal d’Africa, la sensazione strana di ritrovare un luogo familiare. Sarà perché Matera, che ai tempi dei dinosauri era un fondale marino emerso dalle acque, scavato dal fiume Gravina, ha un cuore antichissimo. Le sue grotte naturali, poi ampliate dall’uomo, sono state abitate dal Neolitico a oggi.

Capitale europea della cultura

Quest’anno c’è un motivo in più per visitare Matera. La Commissione europea ha scelto la città lucana come Capitale europea della cultura 2019 (), convinta, oltre che dall’impiego intelligente della tecnologia digitale nei settori della cultura e del sociale, soprattutto dal vivace programma artistico. Fra le numerose altre iniziative, spicca la mostraRinascimento visto da Sud , dal 18 aprile al 19 agosto 2019 al Museo nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi, che rilegge il Rinascimento attraverso le rotte e gli scambi culturali e artistici avvenuti nel Mediterraneo.

I Sassi

Il fascino e la grande attrazione di Matera, una delle due province della Basilicata insieme con Potenza, risiede soprattutto nei Sassi, nome con cui si indicano i due grandi quartieri che, con Civita e Piano, formano il centro storico della città: il Sasso Barisano, così chiamato perché rivolto

ULDERICO PESCE

Ulderico Pesce è un teatrante e un cantastorie lucano. Il suo paese di nascita è Rivello, in provincia di Potenza, ma ogni anno tiene un seminario di formazione teatrale a Matera, dove porta anche i suoi spettacoli, comeCasa senza luce , un pezzo che racconta le storie dei Sassi e viene messo in scena ogni estate a luglio.

Quando hai visitato per la prima volta Matera?

Quando ero piccolo, perché mio papà era un sindacalista della Federbraccianti della Basilicata e i più rivoluzionari si trovavano proprio nel Materano. Ai tempi, i Sassi erano buchi scavati dai contadini nel tufo con grande grazia, ma al tempo stesso utili. Una sorta di un grande alveare dove si viveva in miseria, ma si produceva moltissimo. Credo che se le terre fossero state di proprietà di quei contadini così virtuosi, quella sarebbe stata una delle città più ricche al mondo. Invece zappavano la terra dei padroni. Un tempo non avevano porte e ognuno poteva entrare nel buco dell’altro. Oggi quei Sassi hanno le porte blindate e le vasche idromassaggio verso Bari, a nord-ovest, e il Sasso Caveoso, rivolto a sud, dove le case sono disposte come nella cavea di un teatro. Dichiarati entrambi Patrimonio culturale Unesco nel 1993, somigliano a un quadro cubista che si sviluppa in verticale: un labirinto di case scavate nelle rocce di tufo, in parte autentiche grotte. “Questi coni rovesciati, questi imbuti si chiamano Sassi”, racconta lo scrittore Carlo Levi nel suo romanzo più famoso,Cristo si è fermato ad Eboli . “Hanno la forma con cui a scuola immaginavo l’inferno di Dante […]. La stradetta strettissima passava sui tetti delle case, se quelle così si possono chiamare. Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone […]. Le strade sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelli di sotto”. Il romanzo di Carlo Levi viene pubblicato alla fine della seconda guerra mondiale e la sua denuncia provoca scandalo e solleva scalpore in tutta Italia. Nelle grotte del Sasso Caveoso e del Sasso Barisano abitano circa 20.000 persone senza acqua corrente, né luce, condividendo le stanze con gli animali. La mortalità infantile è altissima, le condizioni igieniche sono scarse. e a mio avviso si sono perse la poesia e l’identità storica di un luogo che è invece un museo a cielo aperto.

la piazza di San Pietro Caveoso con l’omonima chiesa. Sulla destra, in alto, la chiesa di Santa Maria de Idris.


una panoramica del Sasso Caveoso.


Un vicolo fra i Sassi. Sullo sfondo la cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio.


Quali sono i tuoi luoghi del cuore?

L’ex carcere di Matera San Rocco, che è il posto nel quale venivano rinchiusi i braccianti che occupavano le terre ed è anche quello in cui vanno in scena i miei spettacoli. Poi le cripte dei monaci bizantini: la chiesa del Peccato originale, detta “la Cappella Sistina rupestre”, che ha una cripta meravigliosa, decorata da un ciclo di affreschi che risalgono all’XI secolo. Matera comunque è tutta un luogo del cuore, perché è una città cava e rotonda, l’ombelico del mondo. Per noi lucani rappresenta le nostre viscere: se ho bisogno di guardarmi allo specchio, vado nei Sassi. Palmiro Togliatti, capo del Partito comunista italiano, nel 1948 si reca a Matera per vedere con i propri occhi le condizioni di vita dei contadini e definisce la città “un’infamia nazionale”. Nel 1950 anche il presidente del Consiglio e fondatore della Democrazia cristiana Alcide De Gasperi accorre e parla di “vergogna nazionale”. I Sassi vengono citati come esempio di povertà e arretratezza per ottenere dagli Stati Uniti i soldi del piano Marshall. Arrivano tanti soldi: 5 miliardi e 200 milioni. Il 17 maggio 1952 lo stato italiano promulga una “Legge speciale per lo sfollamento dei Sassi”, imponendo a due terzi degli abitanti, circa 17.000 persone, di abbandonare le proprie case per trasferirsi nei nuovi rioni. Accorrono i più famosi urbanisti e Matera è la prima città italiana a dotarsi di un piano regolatore, nel 1956. I nuovi rioni sono costruiti in stile cosiddetto “scandinavo”, ossia con parchi verdi e piazzette per ricreare lo spirito di vita collettiva dei Sassi. I Sassi diventano una città fantasma, abbandonata fino alla metà degli anni Ottanta. Poi una nuova legge speciale, varata nel 1986, permette ai cittadini di tornare nei loro vecchi rioni in tufo per farli rivivere. Dal 1993, con il riconoscimento dell’Unesco, si mette in moto un’opera di risanamento e riqualificazione della vecchia Matera: le abitazioni vengono trasformate e valorizzate; quelle che un tempo erano le stanze della vergogna diventano ristoranti, bed & breakfast, alberghi di lusso, terme esclusive e botteghe artigiane. Passeggiare attraverso queste strade, “arrampicarsi” fra vicoli e case scavate nella roccia è un’esperienza unica ed equivale a fare un tuffo nel passato. Non si fanno code e non servono biglietti, tranne che per alcune case, come la Casa-grotta di Vico Solitario, la ricostruzione di una tipica abitazione scavata nella roccia con tutti i suoi arredi contadini, o per alcune chiese rupestri.

I Sassi sono lì, alla portata di tutti, si cammina e si assapora tutto con calma. Non esistono macchine, motorini o rumore, ma solo quiete e silenzio. E dopo averli visti dall’interno, si possono ammirare da lontano da un punto panoramico davvero particolare: il Parco della Murgia Materana,

MARIOLINA VENEZIA

È diventata famosa nel 2007 grazie a un romanzo bellissimo e poetico,Mille anni che sono qui , tradotto in tedesco dalla casa editrice Piper, nel quale racconta una saga familiare ambientata in un piccolo paese della Basilicata. Dal 2009 Mariolina Venezia si cimenta con successo nel genere giallo e racconta le avventure di un pubblico ministero del Palazzo di Giustizia di Matera, Imma Tataranni: “Alta un metro e uno sputo tanto da avere i tacchi più alti dei polpacci, livorosa con le colleghe ben nate e fannullone, non sopporta le chiacchiere, l’intuito femminile e il punto G”. Tre gialli sono stati pubblicati da Einaudi (l’ultimo si intitolaRione Serra Venerdì ), tutti ambientati a Matera, e dal prossimo autunno li vedremo in televisione in una serie prodotta dalla Rai. Forte è la somiglianza fisica della scrittrice, classe 1961, con la bella pm materana protagonista dei gialli: una cascata di capelli ricci neri che incorniciano un viso simpatico.

Chi è Imma Tataranni?

È una donna moderna che ha un passato antico e se ne è distaccata. Sua madre abitava nei Sassi e ora che soffre di Alzheimer, quando scappa di casa torna a cercare la sua grotta, ma trova un pub che si chiamaCoco Loco . Insomma, nei miei gialli prendo in giro la Matera di oggi con questa sua mania raggiungibile in pochi minuti di auto da Matera esattamente dall’altro lato della gravina. Se ci andate quando il sole tramonta dietro Matera, vedrete i Sassi colorarsi pian piano di arancione e le luci dei lampioni e delle case accendersi una dopo l’altra, regalandovi uno spettacolo che non dimenticherete mai. Capirete allora perché la città lucana è chiamata anche “il presepe vivente”.

DORMIRE

SOLO SUD Via S. Giacomo 18, Sasso Caveoso – +39 333 3264456.

LA LOCANDA DI SAN MARTINO Via Fiorentini 71 +39 0835 256600.

PRANZO VELOCE

L’ARTURO ENOGASTRONOMIA Piazza del Sedile 15 +39 339 390 7068.

APERITIVI

AREA 8 Via Casalnuovo 11 +39 333 336 9788. Ufficio di giorno, caffè ristorante di sera.

CENA

LA GATTABUIA Via delle Beccherie 90-92 +39 0835 256510.

BACCANTI Via Sant’Angelo 58 +39 0835 333704.

AL FALCO GRILLAIO Via Domenico Ridola 17 +39 0835 331128.

Le chiese rupestri

Nei Sassi di Matera sono state ricavate anche chiese, conventi e monasteri. La chiesa più bella e spettacolare è quella della Madonna de Idris, che si trova in Piazza Pascoli, da cui si ammira un panorama stupendo. È in parte scavata dentro uno sperone roccioso, in parte costruita con lo stesso tufo della montagna e tappezzata di affreschi del Seicento. A sinistra dell’altare, un piccolo corridoio conduce a un’altra chiesa ipogea, San Giovanni in Monterrone, che custodisce dipinti risalenti all’XI e al XII secolo. A Matera si contano ben 156 chiese rupestri bellissime e antiche. Le più famose sono San Pietro Caveoso, che si trova a strapiombo sulla gravina; Santa Lucia alle Malve, fondata intorno al Mille per accogliere l’ordine femminile delle monache benedettine, Santa Barbara, ricoperta di affreschi del XV e XVI secolo, e il complesso rupestre di Madonna della Virtù, una chiesa completamente scavata nella roccia, e San Nicola dei Greci, con la sua cripta che risale al X secolo.

Gli altri quartieri del centro storico

Il punto più alto e più antico della città è Civita, proprio al centro dello sperone che separa i due Sassi. La Cattedrale romanica, eretta fra il 1230 e il 1270, è posizionata su un terrapieno proprio per consentirle di svettare sopra l’abitato e di essere visibile da ogni angolo della città. Il centro storico per il lusso e per le spa sistemate in case dove un tempo si dormiva con gli animali. In uno dei Sassi, ad esempio, c’è un ristorantegourmet diNouvelle cuisine . Ecco, Imma metterebbe in galera chi fa laNouvelle cuisine . Insomma con lei scopriamo il fascino arcaico della città e le sue contraddizioni, i contrasti fra riti arcaici e modernità. E a volte si scoprono cose buffe.

Quali, per esempio?

Racconto le trasformazioni: un tempo, in città, fra le 13 e le 17 non volava una mosca, perché c’era il pranzo e poi la siesta. Oggi i materani stanno perdendo la loro proverbiale lentezza e diventando frenetici. Mi diverte il rapporto dei materani con il silenzio, perché le persone sono molto meditative, fanno passare lunghi silenzi, però poi, quando iniziano a parlare non finiscono più! E i valori che sono altri rispetto ai valori moderni, perché siamo rimasti ancora contadini e quindi avere un carattere imprenditoriale non è considerata da noi una virtù, mentre lo sono ancora oggi valori come saper sopportare la fatica e saper risparmiare.

Quali sono i tuoi luoghi del cuore a Matera?

I Sassi e le gravine che la circondano; la chiesa della Palomba, un santuario subito fuori Matera, e i paesaggi della campagna che circonda la città, perché hanno sempre un unico colore: verde in primavera, giallo d’estate, marrone in autunno. Paesaggi dove si cammina per chilometri senza trovare abitazioni. Sono paesaggi suggestivi, che hanno a che fare con la spiritualità. moderno è costituito dal rione Piana. Fra gli edifici spiccano la chiesa barocca di San Francesco di Assisi e l’impressionante chiesa del Purgatorio, con la facciata dedicata all’allegoria della morte e ornata di scheletri e teschi. Poi c’è la bellissima chiesa di San Giovanni Battista, in stile romanico pugliese. In Piazza Vittorio Veneto si può ammirare sottoterra un monumento stupefacente: la più grande cisterna idrica di Matera, scavata nel tufo e profonda 15 metri. È chiamata “Palombaro lungo” ed è stata per molto tempo la fonte di approvvigionamento delle acque per tutte le abitazioni della città. Chiusa e dimenticata, è stata riscoperta soltanto nel 1991. Nel quartiere – in Via San Biagio delle Beccherie, Piazza Sedile, Piazza San Francesco e Via Ridola – si susseguono le botteghe artigiane che vendono piatti in ceramica decorata, oggetti e sculture in cartapesta, i famosi cucù (fischietti colorati a forma di gallina) e oggetti in tufo. Tuttavia il vanto della città è il pane, rinomato in tutta Italia, croccante fuori e soffice dentro, con la sua classica forma a cornetto.

Foto: Luigi Vaccarella/Huber/Sime


I Sassi Caveoso e Barisano al tramonto.


Ciak si gira

Sono tanti i registi che si sono innamorati di Matera e hanno girato qui i loro film. Il più importante èIl Vangelo secondo Matteo , di Pier Paolo Pasolini, nel quale le case povere di questa terra aspra restituiscono [restituire: wiedergeben ] mirabilmente la Gerusalemme dei tempi di Gesù. Fra l’altro Pasolini fa anche recitare tutto il paese, indugiando [indugiare: verweilen ]con i primi piani [Nahaufnahmen ] sui volti dei contadini. Tra quelli americani ricordiamoThe Passion (2004) di Mel Gibson eBen Hur (2016) diretto da Timur Bekmambetov.

L’interno della Casa-grotta del Casalnuovo.


DAS ÜBUNGSHEFT ADESSO PLUS 1/2019 A pagina 7 esercizio sulfuturo semplice .

GIULIANA DE DONNO

Giuliana De Donno è nata a Matera ed è laureata in arpa classica. Si è dedicata anche alla ricerca della musica popolare. L’arpa di Viggiano è uno strumento tipico della Basilicata che risale al 1700: è piccolina, maneggevole, e ha reso i musicisti di strada lucani famosi in tutto il mondo. Lo strumento è stato dimenticato, fino a quando, nel 2008, Giuliana ha fondato la prima scuola di arpa popolare a Viggiano.
Quali sono i tuoi luoghi del cuore a Matera?
Amo soprattutto Piazza del Sedile, perché è un luogo legato alla mia giovinezza e alla musica. È la sede del Conservatorio musicale, un palazzo bellissimo costruito nel 1540, sormontato da due orologi e adornato con sei statue sulla facciata. La piazza è un salotto a cielo aperto, ma la cosa bella è che è una piazza musicale, perché dalle finestre del Conservatorio arrivano i suoni delle lezioni di canto, delle percussioni, si sente sempre un pianoforte che suona. Poi, nell’ora del Vespro, c’è il concerto delle campane delle chiese tutt’intorno che riecheggiano nella piazza. Il mio secondo luogo del cuore è il Parco della scultura “La Palomba”, una vecchia cava di tufo dismessa acquistata dallo scultore Antonio Paradiso. Il suo atelier si trova nelle viscere della terra, a una profondità impressionante. È un posto dove vado volentieri perché mi dà un’energia incredibile, è un luogo adatto alla meditazione per il silenzio e per la fusione fra grandezza e bellezza della natura e l’arte creata dall’uomo.


MEDIO AUDIO PLUS

Foto: Michele D’Ottavio / Buenavistaphoto (2); Jan-Peter Boening/laif

Foto: Giacomo Fe

Foto: Michele D’Ottavio / Buenavistaphoto