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VIAGGI: PALERMO: UN CROGIOLO DI STORIA E CULTURA


Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 7/2018 vom 27.06.2018

Ein Schmelztiegel der europäischen Geschichte, wo allerorts das Leben pulsiert und es nach sizilianischem Streetfood duftet. Palermo ist 2018 italienische Kulturhauptstadt und Gaststadt der “Manifesta”, der europäischen Biennale für zeitgenössische Kunst.


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Artikelbild für den Artikel "VIAGGI: PALERMO: UN CROGIOLO DI STORIA E CULTURA" aus der Ausgabe 7/2018 von Adesso. Dieses epaper sofort kaufen oder online lesen mit der Zeitschriften-Flatrate United Kiosk NEWS.

Bildquelle: Adesso, Ausgabe 7/2018

Il polpo, bollito sul posto e servito caldo, è un tipico street food palermitano.


Per abbracciare Palermo con un solo sguardo bisogna salire sulMonte Pellegrino , definito in tutte le guide turistiche “il promontorio più bello del mondo”. La frase è di Goethe, uno degli ospiti più illustri della città, che un giorno d’aprile del 1787 ...

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Per abbracciare Palermo con un solo sguardo bisogna salire sulMonte Pellegrino , definito in tutte le guide turistiche “il promontorio più bello del mondo”. La frase è di Goethe, uno degli ospiti più illustri della città, che un giorno d’aprile del 1787 s’inerpicò su questa cima per visitare il santuario di Santa Rosalia, la venerata patrona che ancora oggi si festeggia il 14 luglio con un’affollata processione, alla quale hanno partecipato lo scorso anno più di 300.000 persone. Goethe, pur notando anche gli aspetti deteriori della città e della Sicilia in generale, ci ha tramandato descrizioni incantate. La sosta all’Orto botanico , per esempio, nel rigoglio primaverile di specie esotiche in qualche caso sconosciute al poeta, che di piante se ne intendeva, ispirò versi eccellenti. Da un paio d’anni il giardino ospita manifestazioni, eventi, mostre e concerti, segno tangibile di un’aria nuova, di un’apertura che è oggi la caratteristica più importante di Palermo. È come se l’ansia di cambiamento, che sottotraccia si coglieva già negli anni Novanta, avesse finalmente dato i suoi frutti. Il sindaco Leoluca Orlando, uno degli indiscussi simboli di rinascita del capoluogo siciliano, è lo stesso di allora, e la città è costellata di cantieri di recupero che fanno rivivere il centro storico, mentre fervono i lavori per la realizzazione della metropolitana e i visitatori sono sempre più numerosi. Dichiarata Capitale italiana della cultura 2018, Palermo ha preparato per l’occasione un ricco calendario di eventi, dai concerti estivi nel parco del Teatro di Verdura alla mostra di Martin Kippenberger, fino alla rappresentazione delRigoletto di Giuseppe Verdi, per la regia di John Turturro (www.palermocapitalecultura.it ). Come se non bastasse, dal 16 giugno al 4 novembre è anche sede diManifesta 12 , la grande Biennale d’arte itinerante creata poco dopo il crollo del Muro di Berlino dall’olandese Hedwig Fijen per colmare la frattura fra l’Europa dell’Est e dell’Ovest.

Punto d’incontro fra diverse culture
Palermo è stata scelta perManifesta innanzitutto perché storicamente è una delle città più complesse, multiculturali e aperte del Mediterraneo, un vero e proprio crogiolo e quindi il luogo ideale in cui confrontarsi sulle grandi questioni che ci riguardano tutti. Fondata da mercanti fenici nella notte dei tempi, è passata dai Greci ai Romani, dai Bizantini ai Saraceni, dai Normanni agli Svevi ai Francesi, poi agli Spagnoli e ai Borbone di Napoli, fino all’annessione al Regno d’Italia, salvo brevi parentesi sotto i Vandali e perfino gli Austriaci. Un lungo elenco di eserciti e signori, con folle di immigrati di ogni etnia, colore e religione al seguito. Un miscuglio che connota da sempre la città in ogni suo aspetto, dai monumenti alla toponomastica: i mercati, con la loro evidentissima impronta araba, si allargano ai piedi di chiese barocche; lacattedrale, di squisita fattura normanna, solleva fino al cielo un enorme cupolone settecentesco; bambini dalla pelle candida e gli occhi trasparenti s’avvinghiano a madri dai riccioli neri.

Uno scoppio di vitalità
Le ragioni della scelta di Palermo come Capitale della cultura vanno ricercate tuttavia anche nella sua vitalità. Fioriscono le iniziative, nascono alberghi, enoteche e negozi, si scoprono nuovi punti di aggregazione:Piazza Marina , per esempio, con bar e ristoranti ai quattro lati, il mercatino dei rigattieri la domenica e al centro la grande villa, ripulita e con le fontane zampillanti all’ombra di ficus centenari. I cantieridella Zisa , un tempo zona industriale, sono oggi spazio per mercati, workshop e mostre, con una galleria d’arte contemporanea, la Zac, e il Centro internazionale di fotografia. LoSpasimo , un antico complesso dei padri olivetani dotato di una chiesa mai completata, oggi è scenario d’eccezione per spettacoli teatrali e musicali, proiezioni e letture. Ilporticciolo della Cala , fino a pochi anni fa una zona malfamata, oggi fa da cornice alle barche a vela con un prato all’inglese, ristoranti e lounge bar. Da ultimo, ma non in ordine di importanza, c’è l’ampia zona pedonale in centro, una magnifica passeggiata che consente di ammirare la città in tutta calma.


”Palermo è una città che vale la pena di conoscere per conoscere un po’ anche il resto del mondo”


Un itinerario d’eccezione
La chiusura alle auto è in parte legata all’inserimento dell’itinerario arabo-normanno nel Patrimonio dell’umanità Unesco. Si tratta di otto monumenti, oltre alle cattedrali di Monreale e Cefalù, che testimoniano una delle epoche più felici della storia dell’isola e di Palermo in particolare: il Regno normanno-svevo, iniziato nel 1130 con l’incoronazione di Ruggero II a re di Sicilia. Anche se durò solo 120 anni, questo periodo fu caratterizzato dalla straordinaria tolleranza dei sovrani, che consentirono a geografi, pittori, architetti, poeti e gastronomi arabi di continuare a svolgere il proprio lavoro e fecero tesoro delle loro straordinarie competenze. Ecco perché laCappella palatina , nel cuore dell’antico Palazzo reale, definita da Guy de Maupassant “il più bel gioiello religioso sognato dall’uomo”, è un insieme stupefacente di stili, accostati con naturalezza pur nella loro distanza culturale. La forma è quella di una basilica occidentale, i mosaici di eccelsa scuola bizantina, il soffitto ligneo amuqarnas è invece tipico delle moschee islamiche. Ecco perché sul tetto dellechiese di San Giovanni degli Eremiti e di San Cataldo si scorgono cupolette rosse che ricordano quelle delle moschee.

Una fastosa decadenza
Palermo fu “centro del Mediterraneo” in senso politico, economico e culturale e raggiunse una grandezza che in seguito andò lentamente scemando. Tuttavia le famiglie aristocratiche palermitane, che non erano seconde a nessuno per ricchezza e potenza, non rinunciarono ai loro fasti. Gli esponenti dell’aristocrazia del Sei-Settecento facevano a gara nel costruire dimore sontuose, dentro e fuori le mura, nell’elargire doni a conventi e opere pie, nel dare feste strabilianti nelle quali si gustavano gelati preparati con la neve delle Madonie, fatta venire apposta in città su carretti imbottiti di paglia. Non è dunque un caso se il centro di Palermo è vastissimo e pieno di costruzioni opulente: il magnificoPalazzo Butera , appena riaperto per ospitare un nuovo museo d’arte; laFontana Pretoria , acquistata dal senato di Palermo nel 1581 per una somma stratosferica e sistemata davanti al palazzo che oggi ospita il Comune, dopo aver creato apposta una piazza che non c’era; ilPalazzo Valguarnera Gangi , sontuosa cornice della celebre scena del ballo nel filmIl Gattopardo di Luchino Visconti, ePalazzo Branciforte , che è diventato un museo. E ancora lechiese barocchedel Gesù e di Santa Caterina , talmente decorate da far girare la testa;i Quattro Canti (Piazza Villena) , con fontane e statue alte vari metri, gli oratori del Seicento, trionfo di stucchi candidi, e il monumentalePalazzo Steri , dove si possono visitare le carceri dell’Inquisizione, decorate con i graffiti dei condannati a morte.

il palazzo Forcella De Seta, una delle sedi di Manifesta.


la chiesa di Santa Maria della Catena e il vecchio porto La Cala nel quartiere Kalsa.


Dall’alto : l’Orto Botanico, una delle sedi di Manifesta; un’opera di Damien Hirst esposta a Palazzo Berlingeri; Annunciata di Antonella da Messina a Palazzo Abatellis, Galleria Regionale della Sicilia; la spiaggia di Mondello; uno scorcio dei Quattro Canti; chiacchiere fra vicine di casa in via dell’Orologio; un particolare dello studio dell’artista inglese Nathalie Hambro; rivendita di bibite in piazza Teatro Massimo.

Non solo in centro
Naturalmente il centro storico, che con i suoi 240 ettari è fra i più vasti d’Europa, non è l’unica zona di Palermo che merita una visita. Ci sono ancheVia Libertà e le strade dei dintorni, con tanti edifici liberty come ilVillino Florio , aperto al pubblico da un paio d’anni, elegantissima residenza di quella che fu una delle più ricche famiglie della Sicilia e d’Italia, protagonista della Belle époque che ha dato a Palermo monumenti incredibili come ilTeatro Massimo , il più grande edificio teatrale d’Italia. E non si può trascurareMondello , con la sua spiaggia di sabbia finissima e il mare turchese, una delle stazioni balneari più belle d’Italia, con uno stabilimento del 1912 ancora in funzione, comode spiagge attrezzate e tanti ristorantini di pesce. A raccontare tutta questa storia ci pensano i musei, che sono imperdibili. Si comincia dalMuseo archeologico regionale Antonio Salinas , con la sua nuovissimaagorà sempre affollata di studenti e visitatori e i lavori di ammodernamento del secondo piano ancora in corso. Si passa allaGalleria di Palazzo Abatellis , dove sono esposti capolavori meravigliosi, come il trecentescoTrionfo della Morte , un affresco staccato di autore ignoto che fu fonte di ispirazione perGuernica di Picasso, e l’Annunciata di Antonello da Messina, un dipinto a olio su tavola che sarà protagonista di una grande mostra a ottobre. Si passa per laGalleria d’Arte moderna , con gli autori dell’Ottocento e del primo Novecento, e si arriva aPalazzo Riso , una dimora nobile che da qualche anno ospita il Museo d’arte contemporanea. Un’occasione per conoscere tanta ricchezza è offerta dalla manifestazioneLe vie dei tesori : nei fine settimana di ottobre palazzi nobiliari, musei, cripte, cupole, torri e terrazze, molti dei quali solitamente chiusi, propongono visite guidate. Per trovarli si può consultare il sito della manifestazione (www.leviedeitesori.com ), o individuare le file sempre lunghissime di visitatori in attesa.


”Il centro storico, un microcosmo che riflette l’anima multietnica di Palermo”


Per vicoli e stradine
Per andare da un museo e da un monumento all’altro si percorrono le viuzze e le piazzette del centro storico, un microcosmo che riflette l’anima multietnica di Palermo: sull’antico basolato donne indiane si muovono in coppia, nell’elegante fruscio dei loro abiti drappeggiati, parrucchiere ghanesi intrecciano i capelli delle clienti, mentre sulla soglia uomini nordafricani osservano i passanti fumando il narghilè. Poi ci sono i mercati –la Vucciria, il Capo, Ballarò – viva testimonianza di quel che doveva essere la Palermo medievale, caotici nelle ore di punta, quando la folla si assiepa fra i banchetti e i venditori fanno a gara a chiabbannìa (grida) più forte, per decantare la propria mercanzia e attirare i clienti. Qui si comprano frutta e verdura, pesce e formaggio, carne e spezie, e si può gustare lo street food del posto, sempre più apprezzato anche da chi palermitano non è, tanto che c’è chi per mestiere accompagna i visitatori fra i vicoli per far loro assaggiarepanelle e crocchè, arancine, sfinciuni, pani ca’ meusa, calia e simenza . E poi ci sono gli artigiani, sempre di più ‚giovani creativi colmi d’entusiasmo che si riappropriano del centro aprendo botteghe e atelier dove si vendono gioielli e borse, saponi bio e giocattoli, quaderni rilegati a mano e oggetti per la casa realizzati con materiali di recupero. La sera, vie e piazze diventano il regno della movida, con decine di pub dove si può acquistare da bere, ordinare sfiziosi stuzzichini a base di formaggi e salumi locali e ascoltare musica dal vivo. Appena possibile, il che significa da aprile a ottobre, i ristorantini e le pizzerie spostano i tavolini all’aperto sotto candidi gazebo, delimitando lo spazio con le fioriere. La proposta è buona, fra caponata di melanzane e sarde a beccafico, pasta con i ricci e con le sarde, involtini di carne e di pesce: a Palermo è praticamente impossibile mangiare male. Così com’è impossibile non lasciarsi tentare dai dolci e dai gelati. Siamo nella capitale della cassata, dei cannoli, dei dolci di mandorle e i bar sul lungomare, all’ombra delle eritrine, vendono gelati di ogni colore e gusto, preparati artigianalmente con pistacchi, fragole, limoni, nocciole per lo più di provenienza siciliana.


”La Kalsa è diventato uno dei quartieri più vitali”


Nel quartiere della Kalsa
Uno dei quartieri più vitali è laKalsa , un tempo fortezza saracena a ridosso del lungomare, adesso frequentato a tutte le ore per lo shopping e i tanti locali. Le nuove aperture sono praticamente all’ordine del giorno ed è proprio qui che si trova l’ottocentescoTeatro Garibaldi , sede principale diManifesta e cuore pulsante dell’evento, oltre che punto di partenza per coloro che hanno scelto di visitare Palermo prendendo spunto dalla manifestazione. Qui vi daranno tutte le informazioni per raggiungere le diverse sezioni della mostra, dall’Orto botanico a Pizzo Sella, daPalazzo Forcella De Seta aPalazzo Butera . Sono più di 20 i luoghi iconici in cui si disporranno installazioni pubbliche e si terranno performance e interventi urbani ispirati al tema della Biennale: “il giardino planetario”. Il concetto è del botanico francese Gilles Clément e vuole indicare la complessità del mondo in cui viviamo e l’assoluta necessità di rapportarsi con gli altri per riconoscere la propria interdipendenza e confrontarsi, in un comune sforzo di responsabilità, con i cambiamenti climatici, temporali e sociali in corso. In questo senso, Palermo è una città globale, paradigma delle complessità del contemporaneo, una città che vale la pena di conoscere per conoscere un po’ anche tutto il resto del mondo.

DER AUDIO-TRAINER ADESSO AUDIO 7/2018
Ascolta un reportage su come le nuove generazioni hanno cambiato positivamente l’immagine della Sicilia.

Informazioni

https://turismo.comune.palermo.it

Dormire

Grand Hotel Piazza Borsa

In pieno centro storico, ideale per visitare a piedi la città. Molto suggestiva la corte interna.
https://piazzaborsa.it

B&B 4 Quarti

Situato lungo il percorso arabo-normanno, Patrimonio dell’Unesco, questo b&b è stato ricavato da un’antica dimora storica.
http://www.quattroquarti.it/ bed-breakfast

Artemisia Palace Hotel

Vicino a tutte le principali attrazioni della città. La colazione è preparata con prodotti a km zero.
http://www.artemisiapalacehotel.it

Mangiare

Carizzi d’Amuri

Nel quartiere Kalsa, offre piatti innovativi preparati con ingredienti locali, come l’arancina di pesce o i tortelli con ricotta, arancia e triglia.
Via Lungarini 21, +390916161388.

Moltivolti

Ristorante che mescola la tradizione palermitana con pietanze africane e orientali. Nel quartiere Ballarò.
Via G. M. Puglia 21, +393272377487.

Al Fondaco del conte

La cucina si ispira alla tradizione siciliana. Da provare le arancine al nero di seppia e la caponata di melanzane.
Piazza Conte Federico 24, +390916522312.

bancarelle di frutta e verdura al mercato Ballarò.


un quadro di David LaChapelle all’interno di Expa galleria di architettura (quartiere Kalsa).


Foto: A. Bartuccio/Huber/Sime

Foto: Copyright Manifesta_Photo by Cave Studio; Johanna Huber

Foto: N. Lo Calzo (4); Berthold Steinhilber/ Dagmar Schwelle/ laif; A. Bartuccio/Huber/Sime; A. Garozzo

Foto: A. Bartuccio/Huber/Sime; S. Bungert / Lookphotos