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VIAGGI: STORIE E STRADE DI: ROMA


Adesso - epaper ⋅ Ausgabe 12/2018 vom 14.11.2018

Ein Spaziergang durch Rom zu Schauplätzen abseits der Weltgeschichte: wo sich Liebespaare heimlich küssten, wo die Espresso-Tasse erfunden und Politikerkarrieren beendet wurden, wo Dichter meditierten und Schauspieler sich prügelten.


Artikelbild für den Artikel "VIAGGI: STORIE E STRADE DI: ROMA" aus der Ausgabe 12/2018 von Adesso. Dieses epaper sofort kaufen oder online lesen mit der Zeitschriften-Flatrate United Kiosk NEWS.

Bildquelle: Adesso, Ausgabe 12/2018

Qui: In motorino sul Ponte Umberto I. Sullo sfondo la basilica di San Pietro.


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Roma,caput mundi , capitale di un impero e poi della cristianità, è una città immensa che ha accolto in tutti i tempi grandi personaggi. Non c’è angolo, vicolo, piazzetta del centro o della periferia che non serbi memoria ...

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Roma,caput mundi , capitale di un impero e poi della cristianità, è una città immensa che ha accolto in tutti i tempi grandi personaggi. Non c’è angolo, vicolo, piazzetta del centro o della periferia che non serbi memoria di incontri e scontri che hanno fatto la storia, ma che sono anche stati oggetto di chiacchiere e pettegolezzi. La Città eterna, anche se maestosa, è rimasta nello spirito un paese dove si raccontano storie e storielle spassose, non di rado irriverenti, su personaggi che di solito incutono soggezione. Basta pensare alle scappatelle di Raffaello, che mentre affrescava i bei saloni della Farnesina andava di nascosto a trovare la figlia del panettiere di Trastevere; o al papa Clemente VII, che a Castel Sant’Angelo si fece crescere la barba per non farsi riconoscere e poter scappare durante il Sacco di Roma. Non mancano gossip più recenti, come le litigate di Anna Magnani con il bell’attore Massimo Serato negli anni Quaranta. Si racconta che l’attrice, che abitava ai Parioli, infuriata per le scappatelle del compagno, lo inseguisse spesso. Pare anzi che proprio queste scenate abbiano ispirato la drammatica scena finale del filmRoma città aperta in cui l’attrice, nei panni della moglie di un operaio, insegue una camionetta della Gestapo e viene uccisa da raffiche di mitra.

La bellezza di Roma non risiede dunque solo nei suoi grandi monumenti, ma anche nelle curiosità e negli aneddoti legati ai grandi personaggi che scelsero di viverci. Fra tutti i musicisti che hanno abitato a Roma, sapete chi decise di farsi prete dopo una delusione d’amore? E avreste mai detto che la pavimentazione di alcune strade del centro si deve a una tassa sulla prostituzione? Vi proponiamo tre itinerari alla scoperta di questa storia minore: il primo si snoda nel centro storico, il secondo nel quartiere di Trastevere e il terzo, da percorrere in macchina o con i mezzi pubblici, in diversi quartieri della città. Armatevi di cartina e godetevi un giro della Capitale che si rivelerà particolarmente divertente.

NEL CENTRO STORICO

1. PIAZZA DEL POPOLO
Proprio dove sorge la chiesa di Santa Maria del Popolo fu sepolto l’imperatore Nerone. Almeno questo era quello che si diceva nel Medioevo, quando si pensava che la cattiveria di Nerone avesse infestato il luogo persinopost mortem , rendendolo maledetto. Si racconta che le ceneri del terribile dittatore siano state gettate nel Tevere da papa Pasquale II nel 1099, per tranquillizzare il popolo.

2. VIA DEL BABUINO
Fu teatro di una grande storia d’amore. All’angolo con Vicolo Alibert abitava la principessa di Sayn-Wittgenstein, Carolyne, che perse la testa per il compositore Franz Liszt, all’epoca il musicista e concertista più amato d’Europa. Liszt, quando era a Roma, alloggiava proprio accanto alla dimora della principessa, all’albergoAlibert . Carolyne era sposata, ma innamorata al punto da chiedere al papa l’annullamento del suo matrimonio. Correva l’anno 1863 e il papa in un primo momento accettò, ma quando le nozze erano già fissate, cambiò idea. Carolyne, disperata, si chiuse in casa e non uscì più. Sull’ultimo biglietto che scrisse prima di morire, nel 1887, annotò: “Mi è dolce morire perché finalmente raggiungerò Franz”. Listz – che dopo il fallito matrimonio aveva preso gli ordini monastici scrivendo: “Il papa mi ha salvato, basta con le donne, voglio provare con Dio” – era morto pochi mesi prima.

3. VIA MARGUTTA 51
Nella bellissima strada dei pittori che si trova ai piedi di Villa Borghese e conta innumerevoli atelier di artisti, al civico numero 51 si trova un condominio molto particolare. Si varca il portone, si attraversa un cortile e appare… una sorpresa: un piccolo paese, una cittadella fatta di tante casette immerse nel verde e arroccate su scalinate pittoresche. Gli archi di edera rampicante rendono il luogo magico e l’atmosfera ovattata; il silenzio quasi surreale è rotto solo dai miagolii. Qui venne girato, nel 1953, il celebre film americanoVacanze romane con Gregory Peck e Audrey Hepburn.

4. VILLA MEDICI
In cima alla scalinata di Piazza di Spagna si trova il parco più bello di Roma, Villa Medici, un tempo residenza ufficiale degli ambasciatori del Granducato di Toscana e dal 1803, ovvero dai tempi di Napoleone, sede dell’Accademia di Francia. Un giorno Cristina di Svezia fece sparare un colpo di cannone da Castel Sant’Angelo proprio in direzione di Villa Medici. Dopo aver abdicato, nel 1654, la regina era stata accolta infatti da papa Alessandro VII. Era una donna bizzarra, che fece parlare molto di sé: amava vestirsi da uomo e girare per la città a cavallo, nonostante il papa le avesse messo a disposizione varie carrozze. C’è chi racconta che fosse l’amante di un cardinale e che il colpo di cannone sia partito il giorno in cui l’amato non si presentò a un appuntamento; altri dicono che avesse degli screzi con la famiglia Medici o che volesse svegliare gli abitanti della villa per una partita di caccia. C’è anche chi sostiene che fosse ubriaca. Fatto sta che una palla di cannone troneggia sulla bella fontana ovoidale sorretta da delfini che si trova a Villa Medici.

In senso orario: uno scorcio del Colosseo da Piazza dell’Arco di Costantino; piazza Mincio nel quartiere Coppede; un mercato nelle vicinanze di Villa Borghese.


5. VIA CONDOTTI 86:CAFFÈ GRECO
AlCaffè Greco nacque l’espresso in tazzina piccola. Nel 1806 il prezzo del caffè era aumentato vertiginosamente per il blocco voluto da Napoleone. Negli altri locali si cominciò a mescolarlo con la cicoria e la soia, pur di servire la bevanda nelle grandi tazze che si erano usate fino ad allora. IlCaffè Greco continuò a servirlo puro, ma in tazza piccola. Nelle belle sale ricche di quadri hanno sostato e lavorato personaggi come Andersen, Goethe e Casanova. Seduto a un tavolino di questo locale Gogol’ scrisse il romanzoLe anime morte ; Schopenhauer amava andarci con il suo barboncino bianco che portava un nome poetico, Atma, ovvero “anima del mondo”. Un giorno, per le sue posizioni critiche nei confronti della Germania, fu minacciato dai Nazareni, un gruppo di pittori tedeschi che frequentava assiduamente il locale. In quella circostanza, sorseggiando tranquillamente il suo caffè, il filosofo ribadì la propria posizione, affermando che la nazione tedesca era la più stupida della Terra. Fu allora che i Nazareni tirarono fuori i bastoni. Schopenhauer allora se ne andò borbottando: “La patria tedesca non avrà in me un patriota!” In tempi più recenti, tra gli assidui frequentatori ci fu anche il grande pittore Giorgio De Chirico, che abitava nella vicina Piazza di Spagna.

6. VIA DEL CORSO
Pochi sanno che i bei pavimenti di strade del centro come Via del Corso, Via Ripetta, Via della Scrofa, furono finanziati dalle prostitute. Nel 1510 papa Leone X Medici aumentò infatti le tasse alle passeggiatrici, chiedendo loro un contributo straordinario per le strade di Roma.

7. LARGO CHIGI
Poco dopo la presa di Roma, il 20 settembre del 1870, Garibaldi venne a visitare la Città eterna. In quell’occasione sostò all’albergoDragoni , che si trovava in Largo Chigi e oggi non esiste più. Una folla oceanica lo accolse in pompa magna e gli chiese di scendere per portarlo in trionfo. Quando finalmente il bel generale biondo si affacciò alla finestra, tenne un discorso che rimase nella storia per la sua concisione. Disse soltanto: “Romani, siate seri!” Poi richiuse la finestra e se ne andò a dormire da un amico.

8. PIAZZA NAVONA, LARGO FEBO 2:HOTEL RAPHAEL
La sera del 30 aprile 1993 Bettino Craxi, segretario del Partito socialista italiano, uscì dall’elegantissimo albergo in cui era solito abitare quando era a Roma. La polizia gli aveva suggerito di utilizzare la porta che dava sul retro, ma lui decise di affrontare la folla che lo aspettava inviperita. Le inchieste giudiziarie avevano già fatto emergere scandali e fatto luce sulla corruzione che dominava la politica italiana. Craxi sentì le urla provenienti dal comizio dell’opposizione, che si svolgeva a pochi passi dall’albergo, in Piazza Navona; scandivano slogan come “In galera”, “Un sogno nel cuore, Craxi a San Vittore”. Eppure si sentiva ancora invincibile. Aprì la porta dell’ascensore e uscì. Mai si sarebbe aspettato tutta quella veemenza. Gli lanciarono addosso sassi, sigarette, pezzi di vetro, monetine e banconote da mille lire cantando “Bettino, Bettino, vuoi pure queste?” Quell’episodio segnò la fine della carriera politica di Craxi e l’inizio della nuova Repubblica. Era cominciata Tangentopoli.

9. PIAZZA ARGENTINA
In Piazza Argentina, alle idi di marzo dell’44 a.C., Giulio Cesare fu assassinato con 23 pugnalate, in seguito a una congiura. Durante gli scavi di Torre Argentina, nel 2012 è stata trovata la lastra di cemento di tre metri per due che Ottaviano Augusto fece posare nel punto esatto in cui Giulio Cesare sedeva quando venne assassinato. Oggi fra le rovine di Piazza Argentina vive la più famosa colonia di gatti della Capitale e l’associazione che li cura conta volontari da tutto il mondo.

10. VIA DELLE BOTTEGHE OSCURE
Il 9 maggio 1978, in una Renault color amaranto parcheggiata all’incrocio con Via Caetani, fu ritrovato il cadavere di Aldo Moro, uomo politico, esponente democristiano, fautore di una possibile alleanza con il Partito comunista, rapito dalle Brigate rosse 55 giorni prima, il 16 marzo. Di fronte alla morte di un uomo inerme, i sogni e le speranze rivoluzionarie che all’epoca animavano tante persone si rivelarono meschine e criminali. Il luogo era simbolico: di fronte si trova infatti la sede nazionale del Partito comunista.

11. PARCO DEL COLLE OPPIO
Abdullah Öcalan, il leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), arrivò in Italia il 12 novembre 1998 per consegnarsi alla polizia, nella speranza di ottenere asilo politico. Il governo italiano non glielo concesse e, dopo 65 giorni di permanenza a Roma, lo convinse a partire per Nairobi, in Kenya, dove pochi giorni dopo venne catturato dagli agenti dei servizi segreti turchi. In quei 65 giorni il parco di Colle Oppio, di fronte al Colosseo, fu invaso da centinaia di curdi, venuti ad appoggiare il loro leader. Dormivano sulle panchine del parco, che trasformarono in una piccola cittadella.

TRASTEVERE

1. VIA AURELIO SAFFI
Mussolini si appartava con la sua amante, Claretta Petacci, in un villino di inizio secolo che sorge in questa via. I due arrivavano di nascosto e separati: lui era sempre accompagnato dalle guardie del corpo, che durante gli incontri amorosi sostavano davanti al portone.

In senso orario: turisti alla Fontana di Trevi; la scalinata in via Sant’Ignazio; locali nel quartiere Trastevere; Piazza della Trinità dei Monti.


2. PIAZZA SANTA MARIA IN TRASTEVERE
Oggi la piazzetta che si trova di fronte alla bella chiesa è il fulcro della movida romana, ma in passato le serate non sono state sempre pacifiche. Uno dei protagonisti dei gossip è stato per tanti anni il bellissimo attore Helmut Berger, icona di film di Luchino Visconti comeLudwig oLa caduta degli dei . L’attore era noto per le risse a colpi di sedie e tavolini.

3. TERRAZZA DEL GIANICOLO: PIAZZALE DI SANT’ONOFRIO
In uno dei luoghi più suggestivi e romantici di Roma c’è una quercia, oggi ridotta a un tronco secco, dove si dice che il poeta Torquato Tasso andasse a meditare. Accanto a quella quercia ce n’era un’altra e pare che sulle sue radici vivesse un tasso. I romani distinguevano allora fra “la quercia del Tasso” e “1a quercia del tasso”.

FUORI DAL CENTRO

1. PORTA PIA
È una delle porte che si aprono nelle Mura aureliane. Qui, il 20 settembre 1870, si scontrarono le truppe del Regno d’Italia e i difensori dello Stato pontificio. La vittoria dei primi sancì l’ammissione di Roma al Regno d’italia. Ancora oggi gli anticlericali romani si riuniscono in questo luogo per ricordare la presa di Roma.

2. PRATI: PIAZZA MAZZINI
Forse non tutti sanno che da Roma passò anche uno dei cowboy più famosi del mondo. Nel 1890 William Friedrick Cody, Buffalo Bill, “invase” Roma con i suoi carri, mandando in delirio la città. Bufalo Bill arrivò in piazza Mazzini, che ai tempi era un enorme prato, con il suo circo formato da bufali, carri e cavalli e circa 200 persone fra cowboy e capi indiani. Buffalo Bill amava scommettere e un giorno sfidò i butteri romani a sellare e cavalcare i puledri americani, senza essere sbalzati dalla sella. Era sicuro di vincere, invece, subì una sonora sconfitta.

3. VAL MELAINA
In questo quartiere a nord di Roma, nel primo dopoguerra venne girato Ladri di biciclette. Il film era ambientato nella Roma povera delle case popolari, ma oggi quei palazzi costruiti negli anni Venti ci sembrano molto graziosi. A Val Melaina c’è anche uno dei più vivaci mercati della città.

4. PIAZZA MENENIO AGRIPPA
Pochi sanno che Simón Bolívar, generale patriota rivoluzionario venezuelano, giurò di voler dedicare la vita all’indipendenza dei popoli latino-americani in una piazzetta del quartiere Montesacro. Il 15 agosto del 1805 disse solennemente: “Giuro davanti a voi, giuro sul Dio dei miei padri, giuro su loro, giuro sul mio onore e giuro sulla mia patria, che non darò riposo al mio braccio, né pace alla mia anima, fino a che non avrò spezzato le catene che ci opprimono per volontà del potere spagnolo!”

5. VIA APPIA ANTICA
La leggenda racconta che quando l’apostolo Pietro, che era venuto a Roma a predicare ed era già stato incarcerato, venne a sapere che la sua vita era in pericolo, fuggì per mettersi in salvo. Ma sulla Via Appia Antica, poco lontano da Porta San Sebastiano, all’incrocio con la Via Ardeatina, gli apparve Gesù Cristo. Pietro gli chiese:Quo vadis? (Dove vai?). Gesù ripose:Venio iterum crucifigi (Vengo a farmi crocifiggere un’altra volta). Pietro capì che non doveva scappare e tornò indietro per andare incontro al suo triste destino. In questo luogo sorge la piccola chiesetta del Domine quo vadis.


FOTO DIETMAR DENGER/LAIF